Festa per il primo anno del Fatto Quotidiano

Incontri all’insegna della libera informazione, della legalità e della satira

Parco La Versiliana
Marina di Pietrasanta (Lucca)
10-11-12 settembre 2010
Ingresso libero

Programma della manifestazione

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Botta e Risposta!

Pubblichiamo la risposta del Consigliere Comunale, Consigliere Regionale, Presidente e Consigliere del Parco San Bartolo, Acacia Scarpetti all’articolo pubblicato il 29 Luglio:

Cari amici,

dopo l’attacco a me rivolto da Mirko Ballerini (dei grillini) sulla stampa, in seguito alle mie considerazioni amareggiate per l’approvazione in Consiglio comunale a Pesaro del parcheggio e “chiosco” di Vallugola, ecco la mia replica:

Carissimo Mirko,ribadisco quanto affermato nel mio blog: la sincera stima e la convinzione della tua piena onestà intellettuale (forse anche troppa).

Ti ricordo però, visto che ne hai bisogno davvero, che quando si è redatto il piano del Parco, io ero lì in prima linea, con la faccia e con il nome. E con orgoglio  ti ricordo ancora che abbiamo tagliato l’80% del cemento previsto dal Piano vigente (pari a 28.000 mq di cemento in meno). Dati talmente veri, che poco dopo abbiamo ricevuto richieste di risarcimento danni per 10 mln di  Euro (per mancata edificazione) da parte di privati.
Per quanto riguarda Vallugola ed il PRG del parco in genere, ti ricordo che larga parte delle decisioni sono state frutto della volontà dei Comuni e della Regione, e che per alcuni casi abbiamo votato comunque la nostra contrarietà..

A mio parere Vallugola necessita di un progetto decisamente mite e unitario, non soluzioni a spizzichi e bocconi. È di 6 mesi il tempo che IDV ha concesso ai neo consiglieri regionali, dopo le ultime elezioni, a chi ricopre altri incarichi di primo livello per dimettersi: non temere, lo farò molto prima di tale termine.

Sono sicuro, caro Mirko, che il tuo movimento ed IDV devono continuare a dialogare ed aiutarsi come, se la memoria non ti difetta ancora, abbiamo sempre fatto.
Un po più di umiltà, maggiore precisionecognizione di causa su fatti e soluzioni, devono essere il viatico e il collante della nostra azione politica.

Usane, e vedrai che IDV non ti tradirà.

Luca Acacia Scarpetti
Italia dei Valori

Qui la puntuale risposta del Consigliere Comunale Mirko Ballerini:

Caro Luca,

innanzitutto non so di quale alleanza tu stia parlando, noi non siamo, non siamo mai stati e penso che (se continuate di questo passo) non saremo mai alleati. I motivi sono tanti sia a livello locale che nazionale, ma sarebbe un discorso troppo lungo da affrontare qui, ti faccio solo notare che voi state con la maggioranza e noi all’opposizione, entrambi per scelta.

Dal mio punto di vista la favola che state in maggioranza per ottenere maggiori risultati non sta in piedi, e ne ho avuto conferma in questo primo anno da consigliere, quando è ora di votare subentrano le logiche della maggioranza.

Per quanto riguarda i tuoi incarichi, non si tratta dei 6 mesi, tu hai il doppio incarico da anni. E’ vero, hai ragione, sono uno smemorato e poco informato: i tuoi incarichi sono 4 non 3 , a consigliere comunale e presidenza del parco si sono aggiunti consigliere regionale e consigliere dell’ente parco.

Quando mollerai 3 poltrone ti farò i miei complimenti e comincerò a pensare che le tue battaglie siano genuine e credibili.

Tornando alla Vallugola, non divagare con quello che hai fatto o non fatto, anche qui ci sarebbe da discutere, restiamo sul parcheggio. Tu, meglio di chiunque altro, sai bene che si sarebbe realizzato in ogni caso, anche con una bocciatura.

Quindi di cosa stiamo parlando?

Te lo dico io: delle solite lotte interne alla maggioranza per l’assegnazione di poltrone. L’eventuale bocciatura avrebbe avuto solo una valenza politca per il tuo gruppo nei rapporti con i tuoi alleati.

Ripeto, quando redigevate il piano dov’eri? Quel parcheggio e relativo “chiosco” da 200 mq t’è sfuggito?

Lascia stare allora i miei ritardi! Grazie.

Mirko Ballerini

PS: Complimenti per il tuo blog con i commenti chiusi, non si può replicare!


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Inaccettabile PD!!!

Proponiamo qui di seguito una breve raccolta di citazioni che in questi giorni stanno imperversando sulla stampa e sulla rete al riguardo della recente bocciatura (16 voti contrari, 4 astenuti, 2 favorevoli) della Mozione sull’istituzione del registro comunale delle unioni civili proposta dalla nostra lista.

Una mozione in cui si dice l’ovvio, si chiede l’ovvio, non si pretende nulla di scandaloso: pari diritti per persone conviventi, legate da un vincolo affettivo. E, si badi bene, non si parla di gay. Ma di persone.

Val la pena inoltre sottolineare che Pesaro ha un sindaco del Pd, ed è, quindi, governata dal centrosinistra. Un centrosinistra che ha reso possibile, neanche troppo tempo fa, la cacciata del coro omofonico Konos (prima invitato a cantare ad una rassegna promossa da Curia e Comune, salvo poi vedersi cancellato lo stesso invito).

Il livello di supponenza e superficialità esternato dalle dichiarazione dei nostri amministratori e il consueto tentativo di ridurre ogni questione messa in campo ad un puro scontro tra parti politiche, dimostra inequivocabilmente, quanto essi siano ormai lontani e incapaci dal comprendere il significato di democrazia, uguaglianza e rispetto verso i cittadini e il compito che essi si assumono quando vengono incaricati di servire e gestire la cosa pubblica.

Gli estremi tentativi di giustificare l’ingiustificabile, di dimostrarsi sensibili a tematiche da loro fino a ieri considerate inutili e insussistenti, di considerare una proposta un attacco e un diritto un superfluo non prioritario, sono (come espresso dal nostro consigliere comunale Mirko Ballerini a centro articolo) esclusivamente le risposte di una insopportabile casta che tutto può e tutto fà nell’esclusiva funzione dei sui interessi, del suo potere e delle sue poltrone e che quando viene chiamata a dare spiegazioni del suo operato si nasconde dietro un muro inconsistente che pensano possa proteggerli, ma che in verità non fa altro che allontanarli dalle uniche persone che hanno la facoltà di dargli potere...i loro elettori.

«D’Alema non doveva fare certe dichiarazioni senza conoscere bene la questione. Non c’è nessuna contraddizione tra noi e il Pd nazionale, noi siamo a favore dei diritti di tutti. Ma non prendiamo in giro i cittadini, questo è un registro simbolico, senza una normativa legislativa non ha nessun valore. E’ stata una questione di metodo, non di merito. Hanno sbagliato a non discutere il documento in commissione. Noi abbiamo come riferimento i cittadini, non un “santone miliardiario per questo porterò io stesso, a settembre in commissione affari istituzionali un documento per il registro sulle unioni civili. Sarà una proposta che cercheremo di condividere con tutti, forze politiche di maggioranza e opposizione, associazioni e cittadini».

Daniele Vimini
Consigliere Comunale PD

Su molti temi mi trovo concorde con l’opposizione, come formazione e cultura. Ma non vorrei toccare queste corde. Anche perché milito nel Pd. Un partito di sinistra, in questo momento non può non riflettere attentamente sulle vere urgenze da affrontare, come la disoccupazione. Il governo Prodi è stato impantanato per due mesi sui Dico: è stato l’inizio della fine. E questo mentre il popolo di sinistra voleva delle riforme strutturali. I Dico cosa hanno prodotto? Lo abbiamo ben visto. Queste sono problematiche che affrontano persone che scelgono questo tipo di vita“.

Silvano Ciancamerla
Capogruppo PD al Consiglio Comunale

Il registro è inutile. In vari comuni è stato già accolto, ma il numero delle persone iscritte è irrisorio. In alcuni comuni è stato eliminato. Non è un bisogno sentito dalle persone conviventi. Invece di pensare ad un’azione di svalutazione della famiglia, è più urgente affrontare politiche a favore della famiglia

Caterina Tartaglione
Consigliere comunale PDL

Gli interventi dei colleghi Vimini e Ciancamerla denotano tutta l’arroganza di chi sta al potere da troppo tempo.
Dalle loro parole emerge chiaramente che tutto in consiglio deve passare al vaglio preventivo della maggioranza, altrimenti si  boccia, qualsiasi cosa sia, anche tematiche importanti che condividono e sono nell’interesse dei cittadini
Poi ci pensano loro a ripresentarla, con il marchio di fabbrica PD.
Così è andata per la nostra mozione sulle unioni civili, bocciata a prescindere. Come ho detto in aula è un atteggiamento del quale devono rispondere ai loro elettori .
Se per i colleghi una mozione d’indirizzo presentata da un consigliere dell’opposizione è un dictat, significa che hanno qualche problema nel concetto di democrazia, forse pensano che dopo 60 anni scatti il diritto di usucapione e il consiglio comunale sia diventato roba loro.
Comunque vorrei ricordare ai colleghi che la mozione non aveva carattere d’urgenza, era lì in coda da 6 mesi, e nessuno mi ha mai chiesto di portarla in commissione, lo ha fatto Perugini in aula Lunedì scorso durante il dibattimento della mozione stessa, ma nonostante la mia disponibilità, la maggioranza s’è rifiutata di concedere le firme necessarie per  il rinvio. Quindi è stato il Pd & Company a voler portare al voto la mozione a tutti i costi per abbatterla con il zelante plotone d’esecuzione.
Il santone miliardario non c’entra nulla, quella era una mozione presentata da dei cittadini, da un gruppo di giovani e meno giovani che lavorano con impegno, che hanno idee e proposte, quelle idee e proposte che mancano da tanto tempo al nostro caro partito di pseudo centro sinistra.
Comunque prometto che dalla prossima iniziativa, prima di fare qualsiasi cosa, chiamo agli amici Vimini e Ciancamerla e chiedo loro il permesso.
Scusate, sono nuovo, credevo che un consigliere eletto direttamente dai cittadini avesse una certa autonomia.

Mirko Ballerini
Consigliere Comunale Pesaro 5 Stelle

«Un errore il voto del Pd pesarese, non rappresenta la linea del nostro partito».
«Ciò che è avvenuto a Pesaro è un episodio non positivo, perchè è un errore e credo che il nostro partito debba spiegare questo ai suoi militanti. La nostra linea è il riconoscimento degli italiani che si uniscono in coppie di fatto, i cui diritti devono essere riconosciuti»

Massimo D’Alema

«Il Pd, con i fatti ha ampiamente dimostrato la sua totale incapacità a confrontarsi con la questione gay».
«Sbaglia D’Alema, questo non è il Pd degli errori, ma degli orrori ai quali assistiamo nelle loro dichiarazioni, nelle mozioni approvate e nelle proposte di legge che testimoniano quanto il partito sia del tutto privo di una posizione chiara sui diritti-doveri degli omosessuali»

Paolo Patanè
Presidente nazionale di Arcigay

«La triste palude controriformistica nella quale l’Italia è piombata è ben rappresentata da questo voto trasversale».

Valerio Mezzolani
Presidente Arcigay Pesaro

«Il Pd, soprattutto dove governa, non riesce in molte zone d’Italia a essere coerente con la propria vocazione democratica e riformista. Evocativa della confusione del maggior partito della sinistra italiana è la dichiarazione del capogruppo comunale (Ciancamerla), che ha sostenuto che ci sono ben altri problemi da affrontare, per esempio la disoccupazione».

Aurelio Mancuso
Ex Presidente di Arcigay

“Al peggio, si sa, non c’è mai fine. Neanche all’anima cattolica del Pd c’è mai fine. Un’anima i cui rigurgiti sono uno dei motivi per il quale uno come Nichi Vendola rischia di pisciar via, con la virulenza degna di chi è stufo di vivere in un’Italia sempre meno europea, i giochini dei vecchi politicanti pd-ellini.”

River Blog

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Il Consigliere della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle Risponde

Lunedì 26 Luglio in consiglio comunale è stata messa ai voti una delibera relativa alla costruzione di un parcheggio con annesso ristorante situato nei pressi della spiaggetta della Vallugola. Il documento dopo lunghe discussioni e accuse svoltesi mercoledì 21 Luglio è stato riproposto in prima posizione (come prima votazione) quest’ultimo lunedì. Come molti di voi già sapranno, la delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli e 17 contrari. La mancata e possibile bocciatura del documento è stata fatta ricadere sulla mancata presenza e ritardo alla seduta di alcuni consiglieri quali: Cipolletta e Tartaglione (PDL), Trebbi (PRC) e il nostro Consigliere Comunale Mirko Ballerini ai quali si aggiunge il molto discusso voto favorevole da parte del consigliere Fiumani (PDL).

Premettendo che a nostro parere le colpe debbano ricadere soprattutto su chi si è permesso di proporre una colata di cemento all’interno di un parco deturpando la bellezza naturalistica della famosa spiaggia, non ci sottraiamo però dal scusarci con i nostri elettori, ne di rispondere alle accuse che sia la stampa sia altri consiglieri ci hanno in questi giorni rivolto.

Lettera ai cittadini del Consigliere Comunale della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle Mirko Ballerini

Vorrei fare alcune puntualizzazioni sul mio ritardo al consiglio di lunedì.

Innanzitutto mi scuso con i cittadini in quanto in ogni caso è nostro dovere essere presenti e puntuali ai consigli, è un impegno che ci siamo presi e va rispettato.

In questo primo anno di mandato ho saltato solo due consigli, uno perché ero fuori per ferie e un altro, quello svoltasi alla caserma Del Monte, per miei motivi etici e di coscienza. Inoltre, mi è testimone il presidente, sono sempre abbastanza puntuale e resto sempre fino alla fine dei lavori.

Lunedì ho tardato per motivi di lavoro, mi sono trattenuto un po’ troppo in ufficio, forse con superficialità, non pensando che alle 15,40, non un tempismo mai visto, si sarebbe votato.

Avrei votato contro, come la volta scorsa contribuii a far mancare il numero legale, però va ricordato che anche una bocciatura avrebbe avuto solo una valenza politica, in quanto il parcheggio rientra nel piano del parco e tra pochi mesi sarebbe stato in ogni caso realizzato, forse anche a condizione peggiori, cioè interamente privato.

Non accetto quindi la lezioncina apparsa nella mailing list di un collega. Forse la gente non ha memoria o fa confusione tra i plurincarichi, ma dov’era il consigliere comunale nonché consigliere regionale, nonché (tenetevi forte) presidente del Parco San Bartolo, quando redigevano il piano, per l’appunto, del parco stesso che prevedeva anche il parcheggio incriminato?

Quando Luca Acacia Scarpetti, si dimetterà da consigliere comunale, da presidente del parco e si autoridurrà lo stipendio da consigliere regionale a € 2500 al mese, come fanno i suoi colleghi grillini, allora potrà farmi il predicozzo. Invito inoltre i cittadini a verificare le presenze del consigliere in questa legislatura, a memoria non ricordo di averlo visto più di 4/5 volte.

Capisco che mettere sotto la maggioranza in questo momento giovava al braccio di ferro in atto tra IDV e sindaco per la solita squallida lotta per le poltrone, ma noi vorremmo restarne fuori, ci basta e ci avanza l’unica che abbiamo.

Ho fatto tardi perché lavoravo, perché, IO, lo stipendio lo guadagno altrove, non con la politica. La politica per noi è passione, è un servizio civile, non è business.

Mirko Ballerini

Consigliere Pesaro 5 Stelle

Qui di seguito le accuse rivoltaci dal Consigliere Comunale, Consigliere Regionale nonchè Presidente dell’ente Parco San Bartolo Luca Acacia Scarpetti:

Cari amici,

ad un giorno dall’approvazione da parte del Consiglio Comunale del parcheggio e del ristorante, non si può non tornare sull’argomento!

Considero i Grillini e Rifondazione Comunista, soggetti estremamente onesti, lontani da logiche corrotte direttamente.

In politica e nella vità però, questo non basta! Bisogna essere efficaci, preparati, a volte necessariamente moderati, a volte necessariamente combattivi!

Il voto di ieri sulla “questione Vallugola” era di quelli che valeva mille altre votazioni. Si salvava un angolo verde di impareggiabile bellezza, era un biglietto da visita per il prossimo progetto del porto, era un segnale politico tremendamente importante, con due sindaci al secondo mandato!

Non ho elementi per dire se l’assenza dei due consiglieri che spesso si proclamano paladini dell’ambiente, sia stata colposa o dolosa!

Purtroppo conta il risultato, e questo è stato, al momento, deleterio.

Deleterio come spesso sono state le battaglie pregne di demagogia e prive di contenuto, dell’estrema sinistra (purtroppo)!

Saluti

Luca Acacia Scarpetti
Italia dei Valori

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PD STRIKES BACK (Il Partito Democratico Colpisce Ancora)

Nella seduta del consiglio comunale del 26 luglio 2010, in un’aula semi deserta è stata bocciata la mozione presentata nel mese di Gennaio dalla lista civica Pesaro a 5 stelle, sulla istituzione del Registro Comunale delle Unioni Civili.

Nella mozione noi chiedevamo che il Comune si impegnasse attraverso singoli atti e disposizioni degli assessorati e degli uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, etero ed omosessuali,  per superare situazioni discriminanti, confidando che  un tale gesto di civiltà potesse anche essere di stimolo al legislatore nazionale per occuparsi tempestivamente della materia.

Da vent’anni l’art.4 del dpr 223/89 afferma che “ per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti  ed aventi dimora abituale nello stesso comune”.

Da venti anni in molte città italiane sono stati istituiti i Registri delle unioni civili, prime tra tutte Pisa che nel 1998 ha celebrato anche una unione civile tra due donne ed ultima Torino che dopo aver celebrato simbolicamente un matrimonio gay, ha istituito il registro delle unioni civili proprio il 28 giuno del 2010.

A Pesaro invece  l’unico tormentone che viene ripetuto dalle forze di maggioranza e di opposizione contro l’istituzione dei Registri  è l’eterna litania della famiglia istituzionale, fondata sul matrimonio e possibilmente con figli ( il consigliere Roscini ha definito “povera famiglia” quella non benedetta dal dono della figliolanza) quale unico baluardo contro l’imbarbarimento della società civile. Non si sono accorti i nostri consiglieri che spesso tali famiglie sono proprio il luogo in cui si verificano le scelleratezze più gravi: botte, violenze, sopraffazioni, maltrattamenti verso i figli?

Non si sono accorti che una famiglia su tre finisce con la separazione ed il divorzio e che nel territorio nazionale crescono sempre più famiglie di fatto che, per vari motivi, non desiderano o non possono arrivare al matrimonio?

L’altro tormentone usato contro l’approvazione della nostra mozione è stato quello del consigliere Ciancamerla  al quale subito si è associato il sindaco: nella provincia di Pesaro ci sono circa 4.000 cittadini tra disoccupati ed in mobilità quindi le priorità sono altre, non sono certo i registri. E allora perché nella stessa seduta si vota per la cementificazione della Vallugola, si vota contro la riduzione degli assessorati e delle Commissioni, si vota per mantenere intatti gli emolumenti della casta?

Ci vengono a predicare che altre sono le priorità: certo che ci saranno sempre delle priorità per chi non vuole fare delle scelte. Noi le scelte le facciamo, una di queste è proprio la battaglia contro ogni forma di discriminazione, perché ogni cittadino sia uguale davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di lingua….( art.3 della Costituzione).

Purtroppo (per lui, naturalmente) il consigliere Ciancamerla si è lasciato sfuggire il vero motivo per cui il Pd ha votato contro l’istituzione dei registri quando ha urlato che è stanco di vedere e sentire i grillini portare avanti battaglie che lui ed il suo partito sono perfettamente in grado di fare e fare meglio.

Complimenti a questo partito che, tra chi ha votato contro, chi è uscito prima del voto (Signorotti, Vimini), chi non c’era fin dall’inizio, ha dato un’altra prova della propria arroganza, incapacità di capire i cambiamenti sociali, insipienza, basso livello intellettivo e grande maleducazione.

Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

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LISTA CIVICA PESARO 5 A STELLE: 
IL PRIMO ANNO IN CONSIGLIO COMUNALE

Cari cittadini Pesaresi,
è passato poco più di un anno da quando la Lista Civica Pesaro a 5 Stelle ha ottenuto il 3,5% alle elezioni comunali del 6 giugno 2009.

In più di 2.000 ci avete dato fiducia e Mirko Ballerini è consigliere comunale da più di un anno.

Fiducia riposta in un gruppo di cittadini che vogliono controllare, che vogliono eliminare sprechi inutili e favori e che vogliono proporre e mettere in atto soluzioni di buon senso.

Ma soprattutto fiducia riposta in ragazzi normali, mai stati in politica prima e quindi anche inesperti, fuori dalle logiche di partito e senza interessi personali se non quelli riposti al bene civico e comune della nostra città. Ma questa è la nostra forza, non la nostra difficoltà.

A livello politico siamo 1 solo (un consigliere comunale), ma ci siamo nel tempo ritagliati uno spazio di rispetto da parte degli altri gruppi politici, e le nostre battaglie portate in consiglio comunale hanno sempre alimentato un confronto, o scontro, costruttivo che fa prevalere le regole del buon senso e mette in difficoltà le regole di partito e della politica che ormai da troppo tempo impediscono una crescita civile e democratica della nostra nazione.

Ci attendono altri 4 anni di mandato che onoreremo con sempre più impegno e dedizione.

Quel gruppo di ragazzi che un anno fa non sapeva neanche cosa fosse un consiglio comunale in dodici mesi è riuscito più di una volta a mettere in difficoltà la maggioranza ed è riuscito a far approvare e a far discutere la politica su tematiche fondamentali della nostra città.

Qui di seguito le nostre mozioni le nostre battaglie e i nostri successi di questo primo anno di attività:

Mozione sul “Campus Universitario di via Nanterre”:

Il comune aveva presentato un progetto per costruire su una delle aree verdi più importanti di Pesaro, un mostro di cemento fatto di negozi appartamenti per gli studenti dell’università di Pesaro.

In realtà l’università era una scusa e un pretesto per costruire appartamenti, negozi, uffici che nulla avevano a che vedere con lo studio e la vita accademica.

Il documento da noi presentato aveva lo scopo di bloccare questa edificazione selvaggia o al limite di limitarla ai soli scopi universitari.

La mozione non è poi passata in consiglio comunale, ma,dopo una lunga discussione che ha messo in grandi difficoltà la maggioranza e il sindaco, su quell’area non verrà edificato nulla (per almeno qualche anno).

Ovviamente sorveglieremo!
Mozione per l’utilizzo dei pannolini Lavabili

Grandi scogli culturali e pregiudizi bloccano l’utilizzo da parte delle famiglie di questi pannolini. Diversi comuni in Italia gli incentivano perché evitano che ogni bambino produca nel corso della sua vita più 1 tonnellata di rifiuti non riciclabili.
Con questa proposta abbiamo chiesto al Comune di informare e sensibilizzare le neo mamme all’utilizzo di questi pannolini.

Proposta APPROVATA ALL’UNANIMITA’ dall’intero Consiglio Comunale che ha poi trovato applicazione nella recente promozione da parte del Vice Sindaco Catalano della Carta Bimbi.

Mozione sul sistema di raccolta dei rifiuti porta-a-porta.

Mozione BOCCIATA dalla maggioranza dopo diverse consultazioni e dopo la richiesta da noi avanzata di affrontare un dibattito in consiglio Comunale solo ed esclusivamente sul sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti  e sulla sua discutibile gestione da parte di Marche Multiservizi.

Dopo mesi di confronti e soprattutto scontri tra la nostra Lista, la Giunta Comunale e l’amministratore delegato di Marche Multiservizi Tiviroli fondati sulla pubblicazione di dati sulla raccolta a nostro parere (e anche secondo il parere della stampa locale) completamente errati e viziati, siamo riusciti ad ottenere, grazie anche ad alcuni consiglieri della maggioranza di buon senso, l’approvazione di un sistema di raccolta dei rifiuti misto Porta a Porta e di prossimità.

A nostro giudizio e nell’interesse dei cittadini questa soluzione ibrida è la più onerosa e inefficace.

Attualmente ci ritroviamo con 2 sistemi opposti che convivono nella nostra città. Tutto questo perché il comune non è stato in grado di intervenire nelle funzioni di Marche Multiservizi assoggettandosi al volere di Hera SPA: multiutility che controlla la nostra azienda e che ha come investimento principale la costruzione di inceneritori con recupero di energia.

In verità è risaputo che il sistema di raccolta porta-a-porta fatto come si deve garantisce una % di raccolta differenziata dal 70% in su.

Ma se ricicliamo troppo la discarica dura troppo tempo e la costruzione degli inceneritori sarebbe inutile perché non avrebbe rifiuti sufficienti da bruciare!

E’ questa la ragione per cui ci siamo battuti tanto e abbiamo proposto il porta-a-porta come sistema di raccolta dei rifiuti elettivo che viene adottato ormai in moltissimi comuni con un forte risparmio sulle bollette e soprattutto con un ritorno ecologico per la città che non può essere eguagliato da nessun altro metodo di gestione.

La forte battaglia che abbiamo portato avanti non ci ha permesso di far approvare la nostra mozione ma la discussione in consiglio comunale ha posto un freno al volere di Marche Multiservizi di attuare la raccolta di prossimità in tutta la città e ha permesso l’ampliamento della raccolta porta a porta in altri quartieri non ancora serviti da questo sistema.

Marche Multiservizi farà di tutto per boicottare e far fallire il sistema.

Ovviamente vigileremo!

Mozione sull’utilizzo e la promozione dell’Acqua del rubinetto, mozione per costituzionalizzare il diritto all’acqua e coordinamento locale per la campagna referendaria per l’acqua pubblica.

La mozione per la promozione e l’incentivazione all’utilizzo dell’acqua, del rubinetto da parte delle istituzioni e dei cittadini e la mozione per costituzionalizzare il diritto all’acqua condivisa con larga parte della maggioranza e promossa a livello nazionale dal Forum  Italiano dei Movimenti per acqua, sono state recentemente APPROVATE.

Queste mozioni invitano il comune a incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto sia tra la popolazione, mediante l’acquisto di filtri o il rifornimento presso fontane comunali, sia all’interno degli uffici e strutture comunali abolendo l’acqua nelle bottiglie di plastica sostituendole con brocche in vetro e distributori, e cosa fondamentale chiedono di modificare lo statuto comunale riconoscendo al proprio interno il Diritto Umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile e inalienabile e che il Servizio Idrico integrato è un servizio privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti quindi obbligatoriamente svincolato da logiche economiche e affaristiche.

Questi ultimi tre mesi ci hanno poi visto fortemente impegnati nella campagna referendaria di raccolta firme “L’acqua non si Vende” in favore della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua.

E’ recente (Lunedì 19 Luglio) la deposizione presso la Corte Costituzionale di Roma di ben 1.400.000 firme raccolte in tutta Italia.

A Pesaro il comitato promotore coordinato da un nostro esponente (Roberto Lorenzi), con la collaborazione di altri partiti politici e liberi cittadini, ha organizzato per tre mesi una serie di banchetti ed eventi raccogliendo più di 4000 firme.

Il forte impegno che abbiamo riposto in questa importantissima campagna ovviamente non è concluso.

Il prossimo anno verrà indetto il referendum e il cammino di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza su questo tema vitale e fondamentale per la vita sociale e democratica della nostra nazione deve essere obbligatoriamente seguito e coltivato.

Perché si scrive Acqua, ma si legge Democrazia!!!

Questo è il bilancio del primo anno di lavoro in consiglio comunale a cui si aggiungono anche molte interrogazioni, interpellanze e richieste di accesso ai documenti senza i quali risulta impossibile esercitare un controllo verso un’amministrazione che dal dopo guerra rappresenta sempre lo stesso partito.

Tanti altri documenti sono in attesa di essere discussi depositati ormai più di 5 mesi fa e dormienti in una lunga lista di lavori consigliari espressione di un blocco e di una lentezza della macchina politica sempre più incapace di prendere decisioni importanti demandate a aziende private che si occupano solo ed esclusivamente del proprio profitto soprassedendo al bene del cittadino.
A livello di stato centrale ci si lamenta del governo Berlusconi, ma anche a livello locale pur cambiando il nome e il partito politico i metodi appaiono essere i medesimi:

Il consiglio comunale massima espressione dei cittadini nella politica cittadina è stato quasi totalmente svuotato delle sue funzioni e ridotto a puro organo rettificatore di deliberazioni e scelte faste solo ed esclusivamente dalla Giunta e dalla maggioranza.

I servizi al cittadino vengono esternalizzati a societa che mirano solo alla profitto.

Il comune ha perso totalmente il controllo dei propri servizi, e lascia fare a amministratori privati senza scrupoli che mirano ai propri interessi anziché quelli dei cittadini che sono proprietari dei beni, ciò che dovrebbe essere prerogativa fondamentale dell’amministrazione comunale  (verde pubblico, reti idriche, sistema dei rifiuti, impianti sportivi, impianti del gas).

La sfiducia della popolazione verso la politica è sempre più forte.

Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure!!!

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Conferenza Stampa Lista Civica Pesaro a 5 Stelle del 17 Luglio 2010

Ormai è passato un anno dall’entrata del nostro Movimento nel Consiglio Comunale di Pesaro.

Un anno intenso e impegnativo che ci ha visti partecipi e attivi in numerose iniziative.

Un anno di successi, ma anche di sconfitte e delusioni.

Un anno che ci ha fatto crescere e che ci ha fatto comprendere quanto sia unico e bello poter partecipare attivamente alla vita e alla crescita della propria Città.

Un anno che è solo l’inizio del nostro cammino e che ci lascia sulle spalle un grande impegno per il futuro.

Continueremo a lavorare e vigilare affinchè la nostra presenza all’interno del Consiglio Comunale sia stimolo di crescita e rinnovamento per una politica che ormai regna incontrastata da più di 60 anni nella nostra città.

Il nostro impegno e le nostre lotte sulla Gestione del servizio idrico integrato, sulla gestione del verde urbano, sulla gestione della raccolta e smaltimento dei Rifiuti, sulla promozione dei diritti civili degli uomini e delle donne, sugli sprechi, sulla mala gestione e sui tagli sconsiderati ai servizi al cittadino, sono i nostri capisaldi, le nostre battaglie di oggi e di domani.

Mille Grazie a tutti i nostri sostenitori e elettori che ci hanno sempre seguito, consigliato, rimproverato e stimolato.

Stay Tuned!!!

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Amore e Famiglia

Nel prossimo consiglio comunale (mercoledì) probabilmente si discuterà la mozione presentata dal nostro consigliere Mirko Ballerini sulla istituzione del registro comunale delle unioni civili, conosciute anche come coppie di fatto.

Tale istituzione non modifica il funzionamento e non contraddice in nulla i registri ufficiali, la sua funzione è quella di dare visibilità alle unioni civili confermando la loro dignità ed importanza sociale perché si può essere una famiglia anche senza il sugello del matrimonio

Bisogna tener presente che l’art. 2 della nostra Costituzione tutela “i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità“.
“ Ma c’è l’art.29 della Costituzione – potrebbe obiettare qualche zelante sostenitore dello status quo – che definisce la famiglia come “una società naturale fondata sul matrimonio” L’art.29 praticamente non definisce la famiglia, né dice che il matrimonio sia la somma di un uomo e di una donna.

Nel 1947 i padri fondatori scelsero di qualificare la famiglia con l’aggettivo “naturale” proprio allo scopo di lasciare aperta la porta a sviluppi ulteriori legati allo svolgersi della storia e delle trasformazioni della società.

Ecco , è proprio questo che dobbiamo chiederci: a che punto è la nostra storia. Il decreto del presidente della Repubblica numero 223 del 30 maggio 1989, decreto da vent’anni applicato in tutti gli Uffici di anagrafe d’Italia afferma che per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune”.

Se ne deduce che la famiglia di fatto non ha, quindi, rilevanza solo per le coppie composte da un uomo ed una donna, ma anche per le coppie di persone dello stesso sesso; una famiglia è anche l’unione di due persone dello stesso sesso  e come tale  chiediamo che possa godere degli stessi diritti e sottostare agli stessi doveri della coppia eterosessuale e che quindi possa essere iscritta nel registro delle unioni civili.

Ricordiamo a chi non ha memoria che molti paesi dell’Unione Europea hanno ormai non solo riconosciuto l’importanza delle unioni tra conviventi, ma hanno dato anche pari dignità ai matrimoni civili contratti da persone dello stesso sesso rispetto a quelli contratti da persone di sesso differente; esempi in tal senso sono la Spagna, l’Inghilterra, l’Islanda, la Danimarca, l’Olanda, la Svezia e la Norvegia.

Proprio la Spagna, da sempre paese cattolico e fortemente credente è stata la portabandiera di tale iniziativa. Impedendo alle ottusità di prevalere sul buon senso, ha infatti garantito il diritto di sposarsi civilmente anche a persone di sesso uguale.

Ma in Italia, si sa, la legge non è uguale per tutti ed i Pacs e i Dico dormono il sonno dei giusti!

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Aspes S.p.a.ziando

Poche settimane fa i Consiglieri Comunali sono stati chiamati a votare il Budget per l’anno 2010 di Aspes spa. Lo stato di palese difficoltà in cui vessa l’azienda non è stato di certo nascosto da parte del Sindaco e degli Assessori, e la descrizione del bilancio, non ha dato un’immagine rosea e solida dell’azienda.

Ma in ogni caso, Aspes verrà nuovamente finanziata dal Comune il prossimo anno e all’azienda partecipata 80% comunale è stata rinnovata la fiducia che ormai da due anni (ossia dalla sua costituzione) viene riposta a questa Spa.

Ma la verità è che ben poco si sa di questa azienda, e a parte l’evidente gestione del verde e la cura in stile Dubai riservata alle farmacie comunali, che assieme all’AdriaticArena e a qualche altro servizio, rappresentano l’intero patrimonio gestito da Aspes, il resto è ombra.

E’ altrettanto vero che per i non addetti ai lavori, Aspes rappresenta un’entità di dubbia utilità, tanto che i normali cittadini spesso tendono a sovrapporla o scambiarla a Marche Multiservizi, quasi fosse un doppione o come se non esistesse.

Aspes invece rappresenta un’importante realtà del nostro territorio, e gli viene affidata una bella parte del bilancio del Comune per l’esercizio e lo svolgimento dei suoi servizi.

Ma dove vanno a finire i nostri soldi?

E come è andata questa azienda nello scorso anno?

Durante la lettura del bilancio 2009 fornito dall’azienda, si nota subito fin da subito che Aspes ha chiuso l’anno con una perdita di 277.771 euro.

Questa buco, viene in parte ripianato con le riserve aziendali che in questo modo vengono totalmente azzerate, e i rimanenti 188.694 euro, vengono rimandati a esercizi futuri, dopodiché il Sindaco Ceriscoli dovrà mettere mano al portafoglio (ma non il suo, il nostro), e per ovviare alla perdita dovrà fare un ennesimo aumento di capitale.

Dallo stesso documento si evince fin da subito che il principale business di Aspes è rappresentato dalla gestione delle farmacie comunali. Nel 2000, quando ancora Aspes spa era solo un sogno e l’azienda municipalizzata era Aspes Multiservizi (dalla quale nacque l’attuale Marche Multiservizi), acquistò l’intero servizio farmaceutico comunale per un totale di 13.084.737,00 euro (tredicimilioniottantaquattromilasettecentotrentasette/00) che corrispondono  all’utile attualizzato di 918.260,00 euro per 50 anni!!!!!

Per semplificare, si può affermare che il Comune per rimpinguare nell’immediato le proprie casse, ha venduto all’azienda (le cui azioni sono 80% comunali) l’intero parco farmaceutico e ha subito incassato, nel 2000, 13 MLN di euro.

Ma di fatto Aspes spa per pagare questa cifra ha inevitabilmente dovuto acquisire un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti, indebitandosi per una operazione che, come il gioco delle tre carte, sposta soldi e servizi dal Comune ad una azienda che rappresenta nell’effettivo una società per azioni del Comune stesso.

Tanto per capirci, è come se uno vendesse un immobile alla propria moglie pretendendone i soldi nell’immediato e costringendo la consorte ad accendere un mutuo. A questo punto, la cara donna vessata dal nuovo debito, si troverà un doppio lavoro e amministrerà il nuovo patrimonio con diligenza, nel tentativo di ripianare la propria situazione finanziaria. Ma cosa accadrebbe se per una qualsiasi ragione al mondo, la nostra dolce metà non riuscisse più a pagare le rate del mutuo?

Sicuramente il marito approfittatore, correrà in soccorso della sua amata.

Questo piccolo esempio, non si allontana troppo dalla realtà che stiamo vivendo. Gli utili che le farmacie avrebbero dovuto conferire all’azienda secondo le previsioni stanno diminuendo e ovviamente il bilancio della società ne risente. Cosicchè laddove Aspes non riuscirà a risanare le perdite di questa operazione di “ingegneria finanziaria”, queste dovranno essere in qualche modo ovviate, e di certo il Comune (con i nostri soldi) farà la sua parte.

Ma anche gli altri settori aziendali, non vivono di grande stabilità finanziaria.

Il settore dello sport non proprio in salute nel 2009, oltre ad aver ricevuto 127.000 euro dal comune, perde 400.000 euro senza contare che è in previsione il rifacimento del tetto dell’adriatic arena.

La gestione del verde pubblico a fronte dei 907.000 euro ricevuti dal comune, è in perdita di 68.000 euro, forse per l’acquisto di troppi diserbanti o per l’estrema cura (abilmente nascosta) riposta nella tenuta dei nostri parchi.

A questi si aggiungono i 900.000 euro di interessi passivi che nel 2009, nonostante i tassi ridotti, Aspes ha pagato alle Banche tra i vari mutui e debiti contratti nel tempo.

Ma pur essendo un’azienda in evidente disequilibrio patrimoniale sia nel breve che nel lungo termine, Aspes vanta numerosi crediti da riscuotere da parte del Comune e altre aziende per questioni singolari e spesso di lunga data.

Infatti Aspes ha in pancia crediti da riscuotere verso Ami spa per 594.000 euro a copertura delle perdite dei servizi trasporti per gli anni 1987/1996 che deve avere dalla regione.

Verso il comune di Pesaro ha crediti per 1.020.620 euro per la copertura delle perdite del servizio trasporti relative all’anno 1994 e precedenti non coperti dai contributi regionali.

Verso la regione ha crediti per contributi in impianti da erogare per 1.181.000 euro.

Inoltre Apses deve avere da Marche Multiservizi ben 2.697.554 euro perché entro il 2005 la passata azienda avrebbe dovuto effettuare miglioramenti nelle reti idriche e del gas, che a quanto pare entro questa data non sono stati eseguiti.

Aspes ha in definitiva ha un ammontare di debiti verso banche e cassa depositi e prestiti per l’ammontare di ben 15.475.000,00 euro .

Niente male per una azienda che nel proprio organico ha 65 Impiegati tecnici e amministrativi, 1 dirigente, 13 quadri e 26 operai.

Ma se la gestione rimaneva al Comune, non si sarebbero almeno risparmiati i costi quali i compensi al collegio dei revisori (50.000 euro circa  annui), i compensi agli amministratori (altri 50.000 euro), i compensi del Presidente e vice-presidente e tutte le spese relative alla burocrazia di una società per azioni?

Non sarebbe stato meglio evitare di esternalizzare servizi in piena competenza del Comune, privando così l’amministrazione di mezzi, competenze e controllo diretto?

Quanto ci costerà in futuro Aspes spa?

Ogni domanda, merita una sua risposta e sarebbe bene che il Sindaco incominciasse a chiedersi se vale la pena o meno continuare per questa strada.

Ma forse già sa, pur mantenendo la sua consueta risatina istituzionale, che a questo problema presto sarà chiamato a porre rimedio.

Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

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Pesaro Città “Giardino”?

La gestione del verde pubblico costituisce uno dei punti di contatto più qualificati fra l’ Amministrazione Comunale e il cittadino, il quale a fronte dei tributi che paga richiede sempre più una elevata qualità ambientale ed estetica del luogo in cui vive e chiede di partecipare a far parte di quel processo decisionale che implica il vedere riconosciuto ai cittadini il diritto di essere considerati come attori della cura e nel diritto a partecipare ai processi decisionali che riguardano gli spazi pubblici.

Il dissenso provocato nella cittadinanza da una lunga vicenda di incuria e di degrado e di disinteresse politico e amministrativo nei confronti del verde pubblico e dell’ambiente non è più accettabile.

La frammentazione del servizio del verde pubblico a tre gestori diversi (Aspes spa, Centro Operativo del Comune, e Marche Multiservizi ) ha aumentato notevolmente i costi e ha abbassato drasticamente la qualità del servizio erogato.

Nonostante l’ uso indiscriminato dei diserbanti utilizzati per cercare di limitare gli sfalci dell’erba e per contenere le erbe indesiderate, ha dato un risultato che è sotto gli occhi di tutti. L’ erba è alta dappertutto, e le erbe indesiderate non sono state eliminate, i diserbanti utilizzati hanno prodotto solo danni evidenti, e i vantaggi che il Comune si prefissava di ottenere sono tutti da dimostrare.

La mancanza di una programmazione e pianificazione della gestione del servizio del verde pubblico e la totale mancanza del controllo da parte del Comune, è la causa del degrado del verde pubblico in cui oggi ci si trova.

E’ sempre difficile difendere le ragioni dell’ambiente in un mondo in cui le ragioni del consenso Politico e la non conoscenza delle materie, riescono sempre a prevalere.

Ancora più difficile è difendere quelle motivazioni fondamentali che ci imporrebbero un elenco di priorità ben precise e che dovrebbero spingerci a identificare con chiarezza gli interventi più urgenti e le soluzioni più logiche.

La gestione e la manutenzione dei parchi, dei giardini, del verde pubblico, sono operazioni di fondamentale importanza, per poter trarre da essi il massimo godimento

Non è lungimirante investire molto sulla progettazione e sulla realizzazione di nuovi spazi verdi, di nuovi giardini, di nuovi parchi, se poi si lesina sulle risorse assegnate alla sua cura. Se si trascura quest’ultima voce  nel giro di poco tempo la bellezza si appanna e scompare, mentre la sua fruizione resta vanificata. In un giardino invece, se non si taglia l’ erba il prato diventa gerbido, se non si innaffiano a tempo i fiori, i cespugli, e le piante seccano, se non si rinnovano le aiuole fiorite si coltivano erbacce , se non si curano le malattie , si allevano parassiti.

La manutenzione è importante perchè condizione indispensabile per godere di un giardino o di un parco.

Spesso si osserva come nella costruzione di un opera, o nella urbanizzazione di nuovi quartieri o insediamenti, si diano ampio spazio e risorse per i manufatti, gli impianti tecnologici, la viabilità e poi si tagli fortemente su tutto ciò che concerne il verde .

Da queste premesse e con l’indicazione della Politica a ridurre le spese di gestione, appare chiaro che la manutenzione non solo non è considerata importante, anzi è la cenerentola di turno.

Tale atteggiamento è indice di miopia e ignoranza: miopia perchè non si sa o no si vuole vedere un pò più in là del proprio naso, dell’immediato e credere che un giardino è per sempre; ignoranza perchè si ignorano le scienze del giardinaggio, dell’agricoltura, e dell’economia, dimenticando che le spese di manutenzione fanno parte di un saggio bilancio.

Ridurre le risorse per la manutenzione del verde pubblico è una tentazione che al Politico riesce facile, invaghito più dal successo temporaneo del fare  che dalla quotidianità del mantenere.

La gestione del verde pubblico così com’è oggi non è più sostenibile.

Il Comune prenda atto che il progetto “Pesaro Città Giardino ” è fallito, e Aspes spa per i risultati ottenuti in questi due anni di gestione del verde pubblico è stata deludente, inefficace, e inconsistente, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma la politica con difficoltà ammette i suoi sbagli, e neanche difronte all’evidenza accetta di dover dare spiegazioni per errori e scelte sbagliate messe in campo.

Non sono servite le interrogazioni poste prima dai Consiglieri Cassiani e Balducci, poi dal Consigliere Ballerini, poi dal Consigliere Trebbi, poi dal Consigliere Biagiotti per chiedere delucidazioni sull’uso indiscriminato dei diserbanti nella nostra città.

Pur essendo nella condizione di doversi arrampicare sugli specchi e fare dichiarazioni singolari e contraddittorie (tra le quali possiamo ricordare quelle fatte dall’assessore Parasecoli che prima dice che i diserbanti non sono prodotti fitofarmaci, poi dice che è vero che sono prodotti fitofarmaci, poi dice che sono prodotti ritardanti, poi dice che sono agrofarmaci, poi dice che sono prodotti di libera vendita e quindi si possono usare), non sono mai riusciti neanche una volta ad ammettere l’errore, quando sarebbe stato più che sufficiente dichiarare che sia Aspes sia il Comune non avrebbero mai più utilizzato prodotti dannosi per la salute dell’uomo e dell’ecosistema nella nostra città.

Forse almeno questa volta, considerando i futuri tagli al bilancio e le difficoltà economiche che il Comune dovrà sostenere, sarebbe bene che il Sindaco tornasse sui propri passi e ammettesse che la gestione del verde da parte di Aspes, pur finanziata con gli adeguati fondi che sicuramente il prossimo anno non verranno riconfermati, si è rivelata al disotto di ogni aspettattiva e altro non rimane, come si è soliti fare con un’automobile che non va bene , di pensare a una grossa revisione aziendale, o meglio ancora ad una sua “rottamazione“, in sostituzione di un nuovo e più efficiente servizio che possa (ri)donare a Pesaro quel titolo di “Città Giardino” che da sempre la contraddistingue e che merita di essere coltivato e curato.

Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

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