Questo è un termovalorizzatoreParliamo degli inceneritori di Coriano (di Hera Spa) in cui sono state riscontrate diverse anomalie: tipologia dei rifiuti bruciati, quantità sopra la norma e la costruzione stessa degli impianti. A seguito dell’analisi tecnico-strutturale dei due impianti, risultano indagati dal pm Dott. Filippo Santangelo, i legali rappresentanti di Hera per abuso d’ufficio, falso ideologico, lesioni personali colpose e getto di cose pericolose.

Tutto nasce a seguito di una denuncia nel 2006 di una coppia di Coriano, genitori di un bimbo che oggi ha 12 anni. Un bimbo malato di tumore alla prostata, secondo i medici, un caso rarissimo per quell’età. Per l’accusa la patologia sarebbe stata originata dai fumi dei due comignoli.

La perizia ordinata dal giudice conferma che i due camini «sono stati adeguati alle norme vigenti solo dopo il 2005-2006». Per il periodo precedente risulta difficile stabilire con esattezza cosa sia successo. La relazione dei tecnici recita: «Certo l’aria di Coriano non risulta deteriorata… Però prima del 2005, soprattutto nel 2004, diversi indicatori a disposizione — che non sono scientificamente ineccepibili, e questo non fa altro che alimentare i dubbi sulla funzionalità dei macchinari oggetto di valutazione — ci rivelano anomalie varie alla funzionalità degli apparati…». Si dovrà aspettare il prossimo 19 settembre per avere ulteriori sviluppi della situazione. Ci chiediamo se anche la malattia possa aspettare i tempi dilatati della giustizia e rimanere congelata per qualche mese.

Non cadiamo nell’errore di credere che questo possa essere un caso limite o isolato, di quelli che “succedono agli altri”. Questi camini della morte deturpano e avvelenano gli acquedotti, le campagne e soprattutto l’aria che respiriamo. Diossina pura. Invenzioni pericolose che aumentano i casi di cancro, leucemia, malformazioni nei neonati, alimentano le mafie e arricchiscono le multinazionali con la complicità silenziosa degli organi di stampa.

Silenzio! Se non ne parli, il problema non esiste.

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