Più mi informo e più resto affascinato dalla genialità di questo artista che non conoscevo ed ho rapidamente imparato ad amare.
Che il graffito sia stato cancellato è una brutta pagina di storia pesarese e questo è innegabile, per quanti funambolismi si possano fare cercando di dimostrare il contrario.
L’unico punto che non riuscivo ad intaccare nella pur debole difesa degli amministratori locali per coprire il fatto che è stata fatta una cosa del tutto negativa per il liceo (che ospita al suo interno una mostra permanente di arte moderna), per la città che è stata spogliata della genialità di un artista che ci aveva onorato con il suo lavoro e per la cultura in generale che è stata mutilata di una realizzazione di indubbio valore, era proprio l’uso di una parte dell’edificio non prevista dal concorso del 2006 (vedi articoli dei giorni precedenti).
Era fondamentale capire perchè Blu avesse scelto proprio quella parte dell’edificio per realizzarla, nonostante gli fosse stata assegnata una zona diversa. Perchè? Che differenza c’era? Cosa differenziava quell’angolo da un altro?
Occorreva partire dall’inizio: la progettazione dell’edificio da parte dall’architetto Carlo Aymonino. Trovo notizie su wikipedia quando tra le realizzazioni dell’architetto romano trovo alcuni notissimi edifici pesaresi:
- Liceo Scientifico G. Marconi (1974-1978)
- Casa-parcheggio in via Mazza (1978-1981)
- Centro Direzionale Benelli (1980)
Sorpresa! Ecco spuntare alcune bozze originali del progetto e indovinate un pò quale parete ha usato BLU per la sua opera?

Insomma non è stato affatto un errore ma una cosa studiata. Questo dimostra che “Fill in Good” non è una manifestazione artistica di impulso ma è stata progettata per essere realizzata esattamente in quel punto!
Ora come la mettiamo con le dichiarazioni dell’Assessore Galuzzi che insiste sul fatto che quella parete non era autorizzata?
Blu avrà VOLUTO usare proprio quella perchè avrà visto quella bozza ed avrà voluto dare una traccia a chi avesse speso un minuto del suo tempo per cercare di capire il suo sforzo creativo? Dovremmo chiederlo a lui personalmente e non è facilissimo contattarlo, però a me piace pensare che quell’angolo non autorizzato fosse la locazione perfetta per un’opera che era stata progettata proprio per quell’edificio che è un Liceo Scientifico (non un negozio di patate), realizzato da un famosissimo architetto. Il tempio della cultura insomma; un posto pieno di grazia dove si formano le menti e le coscienze. Blu ha incastonato un’opera in un’altra opera per farne dono alla città. Forse mi giudicherete eccessivo ma io questo lo chiamo GENIO.
Una manifestazione artistica poco immediata, che richiede uno sforzo da parte del pubblico per coglierne il significato. Una realizzazione criptica ed assolutamente fantastica.
Ma ora non c’è più.
Lorenzo Lugli
Coordinatore Lista Civica
Pesaro a 5 Stelle





























#1 da Fabio il 12 luglio 2010 - 09:26
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http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/graffiti-animati-l-evoluzione-dell-uomo-corre-sui-muri/50344?video=&pagefrom=1
http://www.blublu.org/sito/video/bbbb.htm
Quanti muri avrebbe dovuto “ripulire” il nostro assessore, se il gruppo BLU fosse passato a Pesaro per fare la sua ultima opera.
PS: comunque è venuto vicino per alcune sequenze
#2 da Alessandro Romani il 10 settembre 2009 - 12:42
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Premesso che sono pienamente daccordo sul fatto che è stato fatto uno scempio nel coprire un’opera d’arte come se fossero scritte volgari fatte da vandali sui muri, ma volevo sapere se il famoso concorso della provincia ha uno straccio di documento consultabile che confermi che erano SOLO i muri affacciati lato via Solferino atti ad essere decorati e non quelli dove Blu ha (aveva) fatto la sua opera d’arte.
Questo perchè quella mostrata nella foto sopra è uno schizzo di progetto del realizzatore del complesso del Campus, ma non penso sia allegato al documento del concorso della provincia (o sbaglio?)
Resta il fatto, come ho detto anche al geniale consigliere di Domenico che ama farsi immortalare di fronte ai delitti, che di certo quell’opera non è stata fatta in pochi minuti, la notte o di nascosto, ma in pieno giorno e utilizzando strutture atte ad arrivare a certe altezze e per diverse ore.
Quindi le cose sono 2:
o all’epoca della realizzazione gli addetti che dovevano controllare sullo svolgimento del concorso provinciale erano talmente occupati a farsi i fatti loro per accorgersi dell’opera (ciechi?) e avvisare il writer che quel muro non si doveva toccare (quindi incompetenza)
o ora si vuole tirare fuori scuse per coprire un’incompetenza con un’altra, aggravata dal fattore ignoranza e superficialità (quindi incompetenza grave)
Come la rigirano SONO DEGLI INCOMPETENTI.
O letto un articolo sul Carlino (pag.5) che dice che “i grillini” stanno attaccando chi ha adempiuto a riparare una “violazione di legge”, invece di applaudire….CHE TRISTEZZA!!!
P.S.: avete reso noto a Grillo del fatto. Questo è un’esempio di incompetenza e superbia dei politici di mestriere.
#3 da Lorenzo Lugli il 15 settembre 2009 - 00:06
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Rispondo ad Alessandro Romani precisando che la convention del 2006 fu organizzata dal COMUNE DI PESARO e non dalla Provincia di Pesaro-Urbino. In ogni caso, visto che l’edificio (Liceo Scientifico G. Marconi) è di proprietà della Provincia, deve essere stata concessa una autorizzazione. Purtroppo di questa autorizzazione non abbiamo traccia mentre della convention abbiamo ampia documentazione. Infine la responsabilità per la cancellazione è ancora della Provincia di Pesaro-Urbino che ha deliberato i lavori.
Concludo dicendo che è facile nascondersi dicendo che il muro utilizzato non era stato autorizzato ma i lavori di progettazione e realizzazione durarono circa due giorni con l’impiego di camion con tanto di braccio gru per sollevare l’artista a parecchi metri da terra. Mi pare assurdo che nessuno degli organizzatori se ne sia accorto ed abbia provveduto a fargli notare che non poteva dipingere proprio lì. Insomma un pastrocchio bello e buono (quello degli amministratori ed organizzatori) dove a farne le spese è come al solito la città.
LL
#4 da Fabio il 10 settembre 2009 - 09:24
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La “scusa” dell’Assessore Galuzzi che insiste sul fatto che quella parete non era autorizzata è una buffonata, dove era lui o chi per lui, quando Blu ha cominciato il suo lavoro?
Non poteva fermarlo prima che cominciasse la sua opera o per lo meno prima di finire?
Il consigliere, nel suo blog “inondato” giustamente da insulti e commenti di persone TUTTE contrarie, continua a dire che la cosa doveva essere fatta, la “bonifica” necessaria e nessuno lo ha fermato, anche dopo la sua rassegna stampa di settembre 2008.
Sinceramente penserei ad una azione collettiva per il risarcimento del danno subito a NOI cittadini.
C’è qualche valido avvocato che ci legge?