Come da anni andiamo dicendo, probabilmente sul videored qualcosa non quadra. A fronte delle migliaia di contravvenzioni raccolti dalle macchinette installate in viale della Vittoria, centinaia sono stati i ricorsi di cittadini che si sono sentiti vessati da un sistema palesemente installato con il solo scopo di rastrellare soldi dalle tasche degli automobilisti con buona pace di ogni dichiarazione di sindaco e giunta che dichiaravano una volontà di sicurezza nella viabilità urbana.
Ma quale sicurezza? Un incrocio tra i meno presenti nelle statistiche degli incidenti automobilistici ma primissimo nella classifica del traffico, quindi un bacino potenzialmente enorme di contravvenzioni, soprattutto se alla normale casistica delle infrazioni ci pensa la tecnologia a dare una spintarella alle statistiche modificando i videoclip dove sembra manchino alcuni fotogrammi, oppure alterando i tempi di intervento della rilevazione. Il tutto si traduce in due sole parole: soldi facili.
Gli automobilisti pesaresi non sono affatto più indisciplinati della media nazionale eppure qui le multe fioccano e le sanzioni sono salatissime. Evitiamo di tornare sull’argomento dei 52 euro di spese di notifica, veramente indecenti e dichiarati illegittimi da diversi pronunciamenti degli organi preposti al controllo, ma quello che risulta più odioso è stato sicuramente il trincerarsi dell’amministrazione comunale a difesa di un apparecchio installato e mantenuto in funzione in totale spregio dei diritti dei cittadini. Più volte il sindaco è intervenuto difendendo la sacrosanta decisione della giunta di rivolgersi alla ditta Traffic Tecnology, già protagonista di analoghe contestazioni in tanti comuni del nord Italia.
A dare la prima sveglia alla città sull’argomento è stato il Comitato AntiVideored di Franco Boccarossa che per primo aveva fatto notare l’anomalia e proposto di far valere le istanze degli automobilisti pluri-tartassati dal comune. Tra bollino blu, permessi per ZTL a pagamento, telecamere in centro, strisce blu per parcheggi praticamente ovunque, ci mancava anche il videored. L’amministrazione comunale da sempre spreme dalle tasche degli automobilisti tutto quello che può. Si accettano soldi sotto ogni forma.
A fronte del primo appello di Boccarossa, abbiamo sostenuto i cittadini pubblicando sul meetup Amici di Beppe Grillo Pesaro, un fac-simile del ricorso da presentare al Giudice di Pace. Oltre 400 cittadini ne hanno prelevato una copia e ci auguriamo che l’abbiano utilizzata per presentare ricorso. La faccenda ha preso lentamente piede e alla fine la macchina della giustizia si è mossa. E’ di oggi la notizia che le odiose macchinette potrebbero avere qualche difettuccio: si parla di filmati manipolati (nè più nè meno di quanto si chiedeva di verificare nei tanti ricorsi).
L’INCHIESTA condotta dal sostituto procuratore Monica Garulli ha ipotizzato la frode in pubbliche forniture nei confronti dei vertici della «Traffic tecnology» perché l’alterazione di quel tempo di accensione della telecamera (che la Traffic ha azzerato invece di consentire un «ritardo» di mezzo secondo come da omologazione) provocava di fatto l’aumento delle multe.
Fa una bella differenza! La differenza tra legalità e rastrellamento di denaro dalle tasche dei cittadini.
Oggi i quotidiani cittadini riportano la dichiarazione del Vicecomandante della Polizia Municipale Nerina Paci che afferma che la totale responsabilità di eventuali atti illeciti sarebbe da ascrivere in toto alla ditta Traffic Tecnology che avrebbe garantito il totale rispetto della legge. “E a noi questo è bastato” ha candidamente dichiarato la Vicecomandante.
Dire la verità è sempre una cosa apprezzabile e meritevole di incoraggiamento, però se la Polizia Municipale si basa sulla fiducia per i rapporti coi fornitori raccomanderei in primis di selezionare i fornitori tra chi non sia già incappato in “problemi” per lo stesso argomento su cui si va a stipulare il contratto, in secundis, farei osservare che, se mancano le competenze per capire tecnicamente come opera il fornitore, sarebbe il caso di cercarle tali competenze e verificare quanto si va a sottoscrivere. In ultimo, sicuramente dà fastidio vedere che la Polizia Municipale si dichiari “prima vittima” di una eventuale (qualora venisse accertata) truffa mentre per anni ha sbattuto in faccia a migliaia di cittadini le loro contravvenzioni difendendo a spada tratta un operato che, per stessa ammissione del Vicecomandante, non erano nemmeno in grado di capire come fosse congegnato. Quante volte abbiamo letto sui giornali dichiarazioni stupefatte di chi ha visionato i video notando come le infrazioni “sembrassero” davvero incredibili e gli automobilisti indigeni, una tribù di selvaggi? Poteva essere verosimile una simile ecatombe? Migliaia di multe in pochi mesi a chi facevano gola? A chi serviva il lavoro silenzioso del Videored?
Non facciamo ipotesi, attendiamo l’esito delle indagine. Parleremo dopo.
Lorenzo Lugli
lorenzo.lugli@grillipesaresi.it




































#1 da Raffaele Belviso il 29 ottobre 2009 - 20:01
Cita
Certo Lorenzo, se ben ricordi fosti proprio tu a parlarmi per la prima volta del “VIDEORED”, da quel momento iniziò la mia strettissima collaborazione con Franco Boccarossa (Presidente del Comitato anti-Videored di Pesaro).
Mi fu permesso di scrivere sul Meetup n. 16 (http://beppegrillo.meetup.com/16/it/messages/boards/thread/5637410 ) e sull’allora Blog “Spettatori mai più” (http://www.spettatorimaipiu.it/2008/10/michele-gambini-sui-videored-2%C2%B0-parte/) fornendo ogni tipo di supporto a coloro che – loro malgrado – si trovarono a passare sotto quella “SLOT- MACHINE”, ci fu una colorita e vibrante discussione sul Blog con personaggi (assessore e tecnici) del “comune” e fornii sul Meetup le bozze (con allegati) per avviare il ricorso al Giudice di Pace senza oneri accessori.
Apprezzai che oltre trecento ricorsi furono avviati grazie alle mie bozze ed ai miei suggerimenti linkati sul Meetup. A distanza di oltre un anno, tutte le mie supposizioni e sospetti (confortate da verifiche e controlli) mi hanno dato del tutto ragione … quello strumento spacciato come “occhio elettronico” a tutela della “sicurezza stradale” è sempre stato “taroccato” … quindi utilizzato solo ed esclusivamente – ed in totale malafede – per rimpinguare le casse del comune.
Il comune cittadino deve però comprendere che l’arroganza dei nostri amministratori non si ferma qui … eventuali e più che probabili danni economici e finanziari a carico del comune ricadranno inesorabilmente sulla testa di tutti i cittadini, anche quelli più virtuosi, anche i neonati, anche chi non ha la patente, anche chi da quell’incrocio non è mai passato e/o non ha mai ricevuto una multa.
Oltre al danno la beffa … in quanto il neo assessore alla Polizia Municipale “Riccardo Pascucci”, a cui abbiamo chiesto ufficialmente un incontro (e non ci ha nemmeno risposto) ha fatto intendere che le eventuali sentenze a favore dei cittadini non implicano l’ammissione di colpa da parte del comune, in quanto potranno tranquillamente ricorrere nei vari gradi di giudizio pur di affermare (secondo me inutilmente) la loro “correttezza”.
Per i nostri amministratori è più che facile ricorrere in giudizio e/o chiedere consulenze a studi legali per assisterli … tanto alla fine chi paga è sempre il cittadini … è qui che vedo l’arroganza e la disonestà del potere … è qui che manca quel raccordo costruttivo tra chi si è proposto di amministrare “bene” la cosa pubblica a tutela degli interessi dei cittadini … è su questi risultati che dovrebbero essere valutati ed apprezzati i nostri consiglieri ed assessori è qui che dovrebbe essere messa in evidenza l’onesta non solo intellettuale di chi ci amministra ma anche quel senso di consapevole dignità che dovrebbe far fare un passo indietro e forse anche chiedere ufficialmente scusa all’intera cittadinanza.
Sbagliare è umano … perseverare è diabolico … !!
ricordiamoci che siamo noi che li paghiamo … e noi siamo a tutti gli effetti i loro “datori di lavoro”, che pretendono la massima “trasparenza” e soprattutto l’onestà … in ogni loro azione e posizione … che dovrebbero essere rivolte a tutelare i diritti dei propri cittadini e non certamente a salvaguardare i propri interessi e le loro poltrone.
Raffaele