
La Gaza Freedom March è un modo per ricordare l’inizio dell’operazione Piombo Fuso, l’offensiva militare israeliana contro Hamas che dal 27 Dicembre 2008 e il 18 Gennaio 2009 provocò più di 1400 morti (440 bambini) nella Striscia di Gaza e oltre 5000 feriti. Per questa triste ricorrenza, ma soprattutto per dare un segnale di pace e speranza ai palestinesi di Gaza e delle altre città della Cisgiordania, sono decine le associazioni umanitarie che si sono incontrate per dare vita ad una marcia pacifica verso i territori palestinesi per approdare in Israele. Tra di loro anche la marchigiana Campagna Palestina Solidarietà, la stessa che nello scorso mese di giugno protestò a Pesaro contro la Mostra del Cinema dedicata proprio a film israeliani.
L’incontro era previsto proprio per il 27 Dicembre al Cairo, per poi proseguire in autobus nei giorni successivi verso Gaza City. Il clou della manifestazione dovrebbe tenersi il 31 quando è programmato che una manifestazione pacifica oltrepassi il Valico di
Erez, entrando in territorio israeliano per protestare contro la politica di oppressione di Israele. Non solo opposizione, però, visto che il convoglio porterà anche generi alimentari, medicinali e giocattoli per le popolazioni della Striscia durante l’attraversamento.
Per ora, però, rimane tutto sulla carta. Almeno per quel che riguarda le prossime tappe della Marcia. Arrivati al Cairo, infatti, i 1300 delegati arrivati da tutto il mondo si sono trovati difronte l’ostracismo delle autorità egiziane. Già da qualche giorno l’Egitto aveva annunciato la chiusura dei confini verso la Striscia di Gazza e fin ora a poco sono servite le proteste. Da ieri notte sono centinaia i manifestanti che stanno protestando davanti al palazzo delle Nazioni Unite del Cairo, ai quali si è aggiunta la protesta di una 85enne
ebrea americana sopravvissuta ai campi di concentramento che ha iniziato uno sciopero della fame affinché la Marcia possa proseguire.
Anche una delegazione di pesaresi è bloccata nella capitale egiziana e subito è partito l’appello verso le autorità cittadine per una presa di posizione. Pesaro, infatti, è gemellata con la cittadina palestinese di Rafah, vicinissima al confine con l’Egitto. Il Sindaco Luca Ceriscioli si è subito mosso inviando un telegramma al Ministero degli Esteri, all’Ambasciata Egiziana in Italia e a quella Italiana al Cairo. Il testo (pubblicato sul sito del Comune di Pesaro a questo link) recita:
“Numerosi cittadini di Pesaro, assieme ad altri pacifisti per i diritti umani, sono bloccati dalle autorità egiziane alla frontiera di Rafah. Pesaro è città gemellata con Rafah ed i nostri cittadini intendono portare pacificamente la solidarietà ai gemelli palestinesi. Chiedo pertanto di intervenire affinché sia permesso loro l’ingresso a Rafah”.
Iniziativa senz’altro lodevole quella del Primo Cittadino pesarese che si unisce a quella di tante personalità più in vista di lui. Molte sono stata le voci del mondo della politica e dello spettacolo che hanno appoggiato l’iniziativa, da Nelson Mandela a Jimmy Carter, da Roger Waters a Oliver Stone, da Sonia Alfano a Lugi De Magistris.
Se il 2010 cominciasse con la Gaza Freedom March, siamo sicuri che il nuovo anno avrà prospettive migliori di quello che si accinge a concludersi. Incrociamo le dita.




























