Ultimamente ci stiamo fissando con la raccolta dei rifiuti, è vero. Questo è dovuto al fatto che non solo si tratta di una Stella fondamentale che vorremmo, come Associazione Pesaro 5 Stelle appunto, conferire alla città ma anche dalle ripetute esternazioni che dai Palazzi arrivano quotidianamente.
Nelle prossime settimane porteremo in Consiglio Comunale una Mozione per estendere il Porta a Porta a tutto il territorio eliminando definitivamente la raccolta di Prossimità. Questa, a nostro avviso, è la strada migliore (forse l’unica) per uno sviluppo sostenibile e virtuoso. Potremmo essere il primo Capoluogo di Provincia ad attuare una strategia così massiccia, siamo arrivati ad un punto che è sconveniente tornare indietro. Ci manca poco per diventare un esempio da seguire, invece di tramutarci in un fisco colossale.
Sappiamo che le forze politiche del semicerchio Consigliare sono tutte contro di noi. A sinistra perché imprigionate in logiche di Governo Locale che mirano più al bene dei partiti e dei loro mutuati, a destra perché incapaci di capire l’importanza della sostenibilità ecologica ed ad impatto zero. Nel PdL, da Roma fino a Via Rossini, si pensa che il Nucleare sia la forma di energia più pulita che ci sia. Con questi presupposti sappiamo che sbatteremo contro un muro. E non sarà di gomma.
Pensiamo, però, che la ragione sia dalla nostra parte e non perché noi siamo gli illuminati, folli profeti di una dottrina semi divina. La nostra convinzione viene dai fatti. Dalle esperienze di tante realtà che dimostrano che la raccolta Porta a Porta sia il primo passo per arrivare all’utopia del Rifiuto Zero.
Nel 2005 il Comune ci aveva visto bene, ora noi lo stiamo solo incoraggiando a continuare quel che di buono si è già fatto. Ci sentiamo genitori di un bambino che si scoraggia davanti ad un compito troppo difficile. Tutta la nostra amorevole cura per la città è pronta ad essere messa sul campo. Anche di pazienza non siamo sprovvisti ma saremo pronti anche a sbattere i pugni sul tavolo se i capricci dovessero prevalere sul buon senso.
La nostra teoria diventa inattaccabile se confermata dai numeri. Allora eccoli i numeri della raccolta differenziata di Pesaro. Non si tratta di cifre di parte (o almeno della nostra parte), esamineremo dati ufficiali votati in Giunta dal 2005 al 2009. Cifre che sono servite negli anni per determinare la Tariffa dei Rifiuti che tengono conto dei costi, dei ricavi e degli investimenti fatti per la raccolta Porta a Porta.
Tutto iniziò nel Marzo del 2005 (DdG n.34 del 29/03/05), quando la Giunta del Ceriscioli Uno prospettò l’inizio della raccolta differenziata per arrivare nel giro di 5 anni al 37%. Il metodo del Porta a Porta, seppur più costoso, fu quello prescelto per l’attuazione. Per finanziare l’impresa si programmarono degli aumenti di tariffa sistematici. Nel 2005 l’incremento della bolletta fu del 9,50% che produsse un Utile riguardante il servizio di raccolta pari al 1,44%. A fine anno, dunque, i Costi del servizio erano più bassi dei Ricavi. Facile, aumentando la spesa dei cittadini.
Questo dato, però, crescerà negli anni a seguire, ed è importante perché determinerà un’attenuazione negli aumenti di tariffa.
Questi maggiori introiti permisero nell’anno successivo di applicare l’aumento programmatico della tariffa senza dover aggiungere l’aumento del tasso di inflazione ISTAT. Così nel 2006 (DdG n.67 del 22/06/06) la TIA venne incrementata, come previsto, del 9.05% mentre a Cattabrighe, Vismara e Colombarone partiva in primavera la raccolta Porta a Porta.
La sperimentazione su 7/8 mila cittadini portò subito i primi benefici. Come si legge nella Delibera di Giunta n. 27 del 22/02/2007 la percentuale di raccolta differenzia passò dal 24,18% al 29,6%. Anche dal piano di vista finanziario i primi 9 mesi di Porta a Porta diede frutti. Nonostante gli investimenti e le maggiori spese per il nuovo servizio, a fine anno la percentuale di Utile passò a 1,45 punti che in soldoni valevano qualcosa come 160 mila euro. Dato, inoltre, che non tiene conto della vendita del materiale riciclato.
Nello stesso documento si legge che:
“Il progetto di raccolta dei rifiuti “Porta a Porta”[...] ha prodotto ottimi risultati portando la raccolta differenziata in quei quartieri al 54,93% consentendo inoltre di intercettare materiali prima erroneamente conferiti in cassonetto e quindi smaltiti in discarica”.
Un successo che il Sindaco Ceriscioli e l’Assessore Michele Gambini sventolarono sotto il naso degli scettici, di chi quella decisione l’aveva subita e ai quali modificava profondamente le abitudini acquisite nel tempo. L’arroganza del Potere, all’epoca, se la prendeva con i fannulloni della raccolta Porta a Porta, minimizzando i primi, giustificabilissimi, disservizi e il disagio di parte della popolazione che aveva dovuto trovare posto per tutti i bidoni, bidoncini, sacchetti e sacchettini che all’improvviso sostituivano l’unico grande bidone verde. Vittime necessarie del progresso.
Le critiche comunque non fermarono la Giunta che sempre nel Febbraio del 2007 mise le basi per l’ampliamento del servizio anche nelle zone di Santa Maria, Tombaccia, Torraccia e parte di Soria. Per questo si decise di stabilire un aumento tariffario del 2,02% oltre a 65.000 euro (0,58%) per potenziare la struttura di via dell’Acquedotto. Mitigata dai maggiori Ricavi ottenuti nell’anno precedente, nel 2007 la TIA aumentò del 1,17% oltre al 2,25% programmato due anni prima.
Nel Marzo del 2008 la Giunta è di nuovo chiamata a valutare i dati della raccolta dei rifiuti per stabilirne l’adeguata tassazione per l’anno in corso. I dati della Delibera di Giunta n.73 del 18/03/2008 sono alquanto incoraggianti. Nel 2007 la raccolta differenziata passa dal 30,4%(?) al 38,43% raggiungendo con 2 anni d’anticipo la soglia prospettata dall’Amministrazione Comunale. Un successo anche dal punto di vista economico, si parte nella determinazione della nuova tariffa con 3,47 punti percentuale di guadagni da scontare. A spanne, i Ricavi della raccolta dei rifiuti sono maggiori dei costi di circa 400 mila Euro. Questo tenendo conto che solo circa 15 mila abitanti su 93 mila sono coinvolti nella raccolta Porta a Porta.
Come per il 2006, anche nel 2008 viene rispettata la tabella di marcia e la tariffa cresce del 1,96% oltre al 1,7 dell’aumento Istat, nonostante il documento stimi in oltre 1 milione di euro il costo per l’espansione del servizio nel Centro Storico e per il potenziamento del servizio di Prossimità nei quartieri di Villa Ceccolini e Villa Fastiggi. Gli investimenti vengono ammortizzati, oltre che dai maggiori ricavi ottenuti, anche da un ipotetico “efficientamento nella gestione del servizio”. Per la prima volta, però, si parla di Raccolta di Prossimità, proprio nell’anno in cui Aspes diventa Marche Multiservizi.
Sarà un caso ma nella Delibera di Giunta n.51 del 02/04/2009 i dati subiscono una battuta d’arresto. Nonostante siano aumentati di circa 8 mila unità i Porta-a-Portisti, e benché la percentuale di rifiuto differenziato sia passata al 38,43% al 45,48%, i ricavi del servizio sono calati sia dal punto si vista percentuale (fermia 3,12 punti) sia dal punto di vista economico, attestandosi a 395 mila euro. Visto che le brutte notizie non vengono mai sole, nei 5 fogli del documento si legge anche che una Legge Regionale aumenta le tasse per i rifiuti conferiti in discarica. 4,51 euro di aumento che, in virtù delle 46.410 tonnellate “discaricate” nel 2008, costerà ai contribuenti 209.310 euro, ovvero un aumento tariffario del 1,65%.
A rendere ancora più triste la situazione è il fatto che nel documento di Servizio di Igiene Urbana 2009 non viene fissato nessun obiettivo per l’anno successivo se non un astratto quanto eloquente “ulteriore estensione del servizio Porta a Porta e di Prossimità”. A conti fatti l’aumento di tariffa viene addirittura diminuito dello 0,68% rispetto ai tassi programmati nel 2005. L’aumento ci sarà comunque ma più contenuto di quello previsto.
Per chi fosse riuscito a tenere il filo di tutti questi dati sarà adesso chiaro che quello che costa non sembra essere il sistema Porta a Porta, il quale, finché è stato gestito in maniera adeguata, ha perfino prodotto utili. Gli aumenti tariffari del 2006, del 2007 e del 2008, infatti, non giustificano da soli l’incremento degli utili nella gestione del servizio. Anche i maggiori costi vanno ponderati dal fatto che nel 2008 il bacino di utenze coperto è cresciuto, estendendosi anche ad Urbino e zone limitrofe.
Anche gli investimenti hanno dato i loro frutti, lo dicono le percentuali di raccolta differenziata, sebbene siano dati non certo affidabili. Tra il 31 Dicembre 2006 e il Primo Gennaio 2007, il dato sulla differenziata passa magicamente da 29,6 a 30,4. Aumento non certo giustificato dai defenestramenti tradizionali che allo scoccare del nuovo anno ci liberano delle cose vecchie. Anche perché si sarebbe dovuto disporre di buona mira per centrare il cassonetto che contiene il materiale merceologico adeguato.
Sicuramente due cose sembrano uscire chiare e limpide: che i rifiuti stoccati in discarica saranno sempre più costosi e quindi sarebbe preferibile conferirne il meno possibile e che da quando c’è Marche Multiservizi il servizio è peggiorato almeno dal punto di vista economico. E’ indiscutibile che i costi del servizio in questi anni siano cresciuti negli anni ma a fronte di una crescita maggiore delle entrate. Nel 2008 si è speso 12,226 milioni di euro ma nessuno parla dei 12,661 milioni di Ricavi, anche se c’è da annotare che in quest’ultimo valore rientrano anche gli introiti dalla vendita di materiale riciclato.
Alla fine un paio di domande restano e scusate la faziosità ma le coincidenze strane sono davvero troppe. Perché con la gestione di Marche Multiservizi sono cambiati i termini di paragone e le strategie, nonostante che il 2007 avesse prodotto risultati più che positivi? Non è che qualcuno in via dei Canonici abbia deciso qualcosa di diverso da quello che la Giunta aveva programmato? E come mai il Comune è ritornato sui suoi passi dopo aver speso tante energie, credibilità e risorse per propagandare un’iniziativa a prima vista impopolare come quella del Porta a Porta? E la mancata riconferma di Michele Gambini centra niente con questi movimenti politici sommersi?
Le risposte, quelle di rito, si conoscono. Ma per una volta vorremo sapere la verità.





























#1 da Alessandro R il 7 gennaio 2010 - 16:09
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Scusate l’intromissione, ma vorrei sapere perchè, visto che il porta a porta non decolla e rende, in un primo momento, scontenti gli utenti (che poi si adeguano e diventano contenti del non dover più portare l’immondizia ai cassonetti sotto la pioggia ma gliela vengono a prendere davanti casa), non si tenta di seguire il sistema che adottano a Tel Aviv con la ArrowBio (http://www.arrowbio.com/)
Allego anche un filmato con traduzione in italiano trovato su Youtube (eggià, bella internet…)
http://www.youtube.com/watch?v=BYaC3EqsGyQ
Saluti
#2 da Luca M il 6 gennaio 2010 - 09:24
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Beh, il calo del 2009 è spiegabile anche con una riduzione di richiesta di materia prima seconda (il riciclato). A seguito della crisi si è verificata una riduzione produttiva che ha portato ad una minore richiesta di materiale riciclato che quindi o diventa invenduto o comunque abbassandosi di prezzo, potrebbe spiegare parte della riduzione lato entrate.
I dati non li conosco, però c’è anche questo punto da considerare. É stato e sarà ancora un periodo complesso. Non so come si sta muovendo la MMS, però forse le colpe possono anche essere mitigate da un periodo non troppo felice.
Saluti