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Preg.mo Sig. Sindaco
di Pesaro

Municipio
PESARO

Comune di Pesaro
Mozione promossa dal Consigliere
Mirko Ballerini

T I T O L O

MANTENIMENTO PUBBLICO DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
AD INTERESSE SOCIALE.

PREMESSO CHE:

• L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi.

• L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico , quindi indisponibile, che appartiene a tutti.

• Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico.

• L’accesso all’acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta:

1. una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale;

2. una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.

• la gestione del servizio Idrico integrato in Italia è attualmente normata dall’Art. 23bis della Lg. 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante II ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;
• il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l’Art. 23Bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, ivi compreso quello Integrato per la raccolta dei rifiuti, prevedendo:

- affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite Individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o,
- In alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non Inferiore al 40%;
- la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011.

CONSIDERATE:

CHE NON È L’EUROPA AD IMPORRE LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO;

Poiché:

• La risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2004 già affermava, al paragrafo 5, “essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”;

• La risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazioni più povere ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti e i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”;

Inoltre

• Il 4 novembre scorso il Senato ha approvato l’art. 15 del DL n. 135/09 che recita “adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica” e tra questi, uno in particolare, l’Acqua, con il decreto cambia il suo status: non più bene, ma merce;

• Il provvedimento approvato dal Senato prevede la cessazione degli affidamenti “in-house” a società totalmente pubbliche controllate dai Comuni alla data del 31 dicembre 2011;

• Pertanto, per effetto di tale legge, nel giro di un anno o al massimo entro il 2012, l’affidamento dei servizi pubblici locali (gas, trasporto, ecc., e l’acqua!!!) passerà in mano a “imprenditori o società in qualunque forma costituite” aprendo la strada, di fatto, ad un monopolio privato nelle mani di tre o quattro multinazionali;

• La Sentenza della Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, che ha espresso un “Parere in merito all’ambito di applicazione dell’art. 23bis del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella Legge 6 agosto 2008, n. 133”

Affermando che:
L’ambito di disciplina previsto dall’art. 23bis del D.L. n. 112/2008 riguarda i servizi pubblici a rilevanza economica.
Tuttavia, non è possibile individuare a priori, in maniera definita e statica, una categoria di servizi pubblici a rilevanza economica, che va, invece, effettuata di volta in volta, con riferimento al singolo servizio da espletare, da parte dell’ente stesso, avendo riguardo all’impatto che il servizio stesso può avere sul contesto dello specifico mercato concorrenziale di riferimento ed ai suoi caratteri di redditività/autosufficienza economica (ossia di capacità di produrre profitti o per lo meno di coprire i costi con i ricavi).
L’art. 23bis opera una scelta di fondo a favore del ricorso al mercato nell’esternalizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica.
Solo in via di deroga e per casi adeguatamente motivati ai sensi e nei limiti del comma 3 dell’art. 23bis è possibile l’affidamento in house ovvero a società partecipate dall’ente secondo i principi del diritto comunitario. L’affidamento, peraltro, deve avvenire secondo le procedure di cui al successivo comma 4 dell’art. 23bis (in proposito si richiama il contenuto della deliberaz. di questa Sezione n. 270/2008).
Spetta all’ente valutare le modalità ottimali di espletamento del servizio con riguardo ai costi, ai margini di copertura degli stessi, alle migliori modalità di organizzazione del servizio in termini di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza da un lato e della universalità e dei livelli essenziali delle prestazioni dall’altro (cfr. in tal senso anche Corte dei conti, Sez. controllo Sardegna, deliberaz. n. 9 del 18 giugno 2007).

• Le parole dell’attuale Pontefice Benedetto XVI, che attraverso l’enciclica Caritas in Veritate al capitolo 2, punto 27, dichiara: “È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”

• Le regioni Piemonte, Toscana, Puglia e Liguria (quest’ultima governata dal centro destra), hanno annunciato di voler impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto legge Ronchi sulla gestione dei servizi pubblici locali, tra cui l’acqua.

• I numerosi comuni della nostra provincia, della nostra regione, dell’intera Nazione e le regioni Liguria e Puglia che hanno dichiarato all’interno dei loro statuti che l’acqua è un servizio “privo di rilevanza economica”

RITENUTO INOLTRE CHE:
• Le lavoratrici e i lavoratori dell’Igiene ambientale pubblica e privata hanno scioperato per l’intera giornata del giorno 18 novembre 2009 contro l’articolo 15 del decreto legislativo 135/2009. approvato dal Governo che:

1. Distrugge anni di politiche di Industriali in cui sono cresciute aziende pubbliche, capaci di garantire tutele ai cittadini, diritti ai lavoratori e rispetto per il territorio;

2. Frantuma l’intero ciclo dei rifiuti attraverso il regalo dei profitti degli impianti a pochi e la Imputazione dei costi del settore esclusivamente sui cittadini;

3. Privatizza, nel peggiore dei modi il comparto, attraverso la mancanza di regole chiare e senza la garanzia occupazionale e l’applicazione dei contratti nazionali dell’igiene ambientale;

4. Spinge definitivamente la parte debole del comparto, in maniera indiscriminata, nella peggiore deregolamentazione che favorirà esclusivamente pochi speculatori contigui alla zona grigia del “tema rifiuti”, attraverso un tema di gare grave e incontrollabile, penalizzando fortemente su piano tariffario tutti i cittadini/utenti.

PRESO ATTO:

• della necessità di individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione dell’acqua come “bene comune”;

• che nel nostro Paese non esiste una legge che stabilisca quali siano i beni a rilevanza economica;

• É fondamentale mantenere un assetto dei servizi pubblici locali che ne incentivi una sempre crescente qualificazione e che sappiano garantire servizi di gualità. un ambiente sostenibile, diritti per cittadini e per I lavoratori, a tariffe eoue.
• gli organismi dell’UE hanno a più riprese evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza” e quindi, che la gestione dei servizi pubblici locali non deve necessariamente sottostare alle regole del mercato interno e le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere “se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”.

SI INVITA LA GIUNTA nella consapevolezza che nei Paesi dell’Unione Europea, dopo micro tentativi di privatizzazione di alcuni servizi pubblici locali e aver constatato l’abbassamento della qualità dei servizi ed un vertiginoso incremento delle tariffe, si è registrata una decisa e ferma inversione di marcia e la ripubblicizzazione degli stessi, nonché la conseguente nascita di soggetti economici che rappresenteranno i veri concorrenti e/o acquirenti dei servizi

A:

1. Costituzionalizzare il diritto all’acqua, attraverso le seguenti azioni:

• riconoscere nel proprio Statuto Comunale, il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

• confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

• riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000;

2. Promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni:

• informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali;

• promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale;

• promozione, attraverso l’informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;

• informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere;

• promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.

3. Aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” recentemente costituitosi nell’ambito della Campagna Acqua Bene Comune che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da circa tre anni;

4. Sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale (AATO) e a tutti i Sindaci del suo ambito l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati.

5. Dare mandato al Sindaco affinché intraprenda tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dal’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio Idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011 e lo invita a relazionare sull’argomento alla prima occasione utile;
6. Dare mandato al Sindaco affinché intraprenda tutte le azioni opportune al fine del mantenimento pubblico dei servizi erogati da Marche Multiservizi s.p.a;
7. Dare mandato al Sindaco di intervenire presso la Regione Marche affinchè la stessa avvìi ricorso presso la Corte Costituzionale (vedi Regione Puglia) su guanto previsto dall’art. 15 del D.L. n. 135 del 2009. olà approvato al Senato in data 04/11/2009 per la sua conversione in Legge.
8. Dare ulteriore mandato al Sindaco affinché attivi tutte le iniziative opportune e necessarie affinché le eventuali modifiche apportate dal Decreto Legge 135 del 2009. non determinino ne la perdita ne un aumento degli affidamenti in house già deliberati,

9. Sollecitare la Regione Marche a presentare una legge regionale che riconosca il Servizio Idrico come un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica e, come tale, non soggetto alla disciplina della concorrenza

10. Intervenire a livello provinciale, affinchè venga riconosciuto nello statuto di questo ente che l’acqua è un servizio “privo di rilevanza economica”

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