Archivio per la categoria Ambiente

Aspes S.p.a.ziando

Poche settimane fa i Consiglieri Comunali sono stati chiamati a votare il Budget per l’anno 2010 di Aspes spa. Lo stato di palese difficoltà in cui vessa l’azienda non è stato di certo nascosto da parte del Sindaco e degli Assessori, e la descrizione del bilancio, non ha dato un’immagine rosea e solida dell’azienda.

Ma in ogni caso, Aspes verrà nuovamente finanziata dal Comune il prossimo anno e all’azienda partecipata 80% comunale è stata rinnovata la fiducia che ormai da due anni (ossia dalla sua costituzione) viene riposta a questa Spa.

Ma la verità è che ben poco si sa di questa azienda, e a parte l’evidente gestione del verde e la cura in stile Dubai riservata alle farmacie comunali, che assieme all’AdriaticArena e a qualche altro servizio, rappresentano l’intero patrimonio gestito da Aspes, il resto è ombra.

E’ altrettanto vero che per i non addetti ai lavori, Aspes rappresenta un’entità di dubbia utilità, tanto che i normali cittadini spesso tendono a sovrapporla o scambiarla a Marche Multiservizi, quasi fosse un doppione o come se non esistesse.

Aspes invece rappresenta un’importante realtà del nostro territorio, e gli viene affidata una bella parte del bilancio del Comune per l’esercizio e lo svolgimento dei suoi servizi.

Ma dove vanno a finire i nostri soldi?

E come è andata questa azienda nello scorso anno?

Durante la lettura del bilancio 2009 fornito dall’azienda, si nota subito fin da subito che Aspes ha chiuso l’anno con una perdita di 277.771 euro.

Questa buco, viene in parte ripianato con le riserve aziendali che in questo modo vengono totalmente azzerate, e i rimanenti 188.694 euro, vengono rimandati a esercizi futuri, dopodiché il Sindaco Ceriscoli dovrà mettere mano al portafoglio (ma non il suo, il nostro), e per ovviare alla perdita dovrà fare un ennesimo aumento di capitale.

Dallo stesso documento si evince fin da subito che il principale business di Aspes è rappresentato dalla gestione delle farmacie comunali. Nel 2000, quando ancora Aspes spa era solo un sogno e l’azienda municipalizzata era Aspes Multiservizi (dalla quale nacque l’attuale Marche Multiservizi), acquistò l’intero servizio farmaceutico comunale per un totale di 13.084.737,00 euro (tredicimilioniottantaquattromilasettecentotrentasette/00) che corrispondono  all’utile attualizzato di 918.260,00 euro per 50 anni!!!!!

Per semplificare, si può affermare che il Comune per rimpinguare nell’immediato le proprie casse, ha venduto all’azienda (le cui azioni sono 80% comunali) l’intero parco farmaceutico e ha subito incassato, nel 2000, 13 MLN di euro.

Ma di fatto Aspes spa per pagare questa cifra ha inevitabilmente dovuto acquisire un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti, indebitandosi per una operazione che, come il gioco delle tre carte, sposta soldi e servizi dal Comune ad una azienda che rappresenta nell’effettivo una società per azioni del Comune stesso.

Tanto per capirci, è come se uno vendesse un immobile alla propria moglie pretendendone i soldi nell’immediato e costringendo la consorte ad accendere un mutuo. A questo punto, la cara donna vessata dal nuovo debito, si troverà un doppio lavoro e amministrerà il nuovo patrimonio con diligenza, nel tentativo di ripianare la propria situazione finanziaria. Ma cosa accadrebbe se per una qualsiasi ragione al mondo, la nostra dolce metà non riuscisse più a pagare le rate del mutuo?

Sicuramente il marito approfittatore, correrà in soccorso della sua amata.

Questo piccolo esempio, non si allontana troppo dalla realtà che stiamo vivendo. Gli utili che le farmacie avrebbero dovuto conferire all’azienda secondo le previsioni stanno diminuendo e ovviamente il bilancio della società ne risente. Cosicchè laddove Aspes non riuscirà a risanare le perdite di questa operazione di “ingegneria finanziaria”, queste dovranno essere in qualche modo ovviate, e di certo il Comune (con i nostri soldi) farà la sua parte.

Ma anche gli altri settori aziendali, non vivono di grande stabilità finanziaria.

Il settore dello sport non proprio in salute nel 2009, oltre ad aver ricevuto 127.000 euro dal comune, perde 400.000 euro senza contare che è in previsione il rifacimento del tetto dell’adriatic arena.

La gestione del verde pubblico a fronte dei 907.000 euro ricevuti dal comune, è in perdita di 68.000 euro, forse per l’acquisto di troppi diserbanti o per l’estrema cura (abilmente nascosta) riposta nella tenuta dei nostri parchi.

A questi si aggiungono i 900.000 euro di interessi passivi che nel 2009, nonostante i tassi ridotti, Aspes ha pagato alle Banche tra i vari mutui e debiti contratti nel tempo.

Ma pur essendo un’azienda in evidente disequilibrio patrimoniale sia nel breve che nel lungo termine, Aspes vanta numerosi crediti da riscuotere da parte del Comune e altre aziende per questioni singolari e spesso di lunga data.

Infatti Aspes ha in pancia crediti da riscuotere verso Ami spa per 594.000 euro a copertura delle perdite dei servizi trasporti per gli anni 1987/1996 che deve avere dalla regione.

Verso il comune di Pesaro ha crediti per 1.020.620 euro per la copertura delle perdite del servizio trasporti relative all’anno 1994 e precedenti non coperti dai contributi regionali.

Verso la regione ha crediti per contributi in impianti da erogare per 1.181.000 euro.

Inoltre Apses deve avere da Marche Multiservizi ben 2.697.554 euro perché entro il 2005 la passata azienda avrebbe dovuto effettuare miglioramenti nelle reti idriche e del gas, che a quanto pare entro questa data non sono stati eseguiti.

Aspes ha in definitiva ha un ammontare di debiti verso banche e cassa depositi e prestiti per l’ammontare di ben 15.475.000,00 euro .

Niente male per una azienda che nel proprio organico ha 65 Impiegati tecnici e amministrativi, 1 dirigente, 13 quadri e 26 operai.

Ma se la gestione rimaneva al Comune, non si sarebbero almeno risparmiati i costi quali i compensi al collegio dei revisori (50.000 euro circa  annui), i compensi agli amministratori (altri 50.000 euro), i compensi del Presidente e vice-presidente e tutte le spese relative alla burocrazia di una società per azioni?

Non sarebbe stato meglio evitare di esternalizzare servizi in piena competenza del Comune, privando così l’amministrazione di mezzi, competenze e controllo diretto?

Quanto ci costerà in futuro Aspes spa?

Ogni domanda, merita una sua risposta e sarebbe bene che il Sindaco incominciasse a chiedersi se vale la pena o meno continuare per questa strada.

Ma forse già sa, pur mantenendo la sua consueta risatina istituzionale, che a questo problema presto sarà chiamato a porre rimedio.

Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

Tags: , ,

Pesaro Città “Giardino”?

La gestione del verde pubblico costituisce uno dei punti di contatto più qualificati fra l’ Amministrazione Comunale e il cittadino, il quale a fronte dei tributi che paga richiede sempre più una elevata qualità ambientale ed estetica del luogo in cui vive e chiede di partecipare a far parte di quel processo decisionale che implica il vedere riconosciuto ai cittadini il diritto di essere considerati come attori della cura e nel diritto a partecipare ai processi decisionali che riguardano gli spazi pubblici.

Il dissenso provocato nella cittadinanza da una lunga vicenda di incuria e di degrado e di disinteresse politico e amministrativo nei confronti del verde pubblico e dell’ambiente non è più accettabile.

La frammentazione del servizio del verde pubblico a tre gestori diversi (Aspes spa, Centro Operativo del Comune, e Marche Multiservizi ) ha aumentato notevolmente i costi e ha abbassato drasticamente la qualità del servizio erogato.

Nonostante l’ uso indiscriminato dei diserbanti utilizzati per cercare di limitare gli sfalci dell’erba e per contenere le erbe indesiderate, ha dato un risultato che è sotto gli occhi di tutti. L’ erba è alta dappertutto, e le erbe indesiderate non sono state eliminate, i diserbanti utilizzati hanno prodotto solo danni evidenti, e i vantaggi che il Comune si prefissava di ottenere sono tutti da dimostrare.

La mancanza di una programmazione e pianificazione della gestione del servizio del verde pubblico e la totale mancanza del controllo da parte del Comune, è la causa del degrado del verde pubblico in cui oggi ci si trova.

E’ sempre difficile difendere le ragioni dell’ambiente in un mondo in cui le ragioni del consenso Politico e la non conoscenza delle materie, riescono sempre a prevalere.

Ancora più difficile è difendere quelle motivazioni fondamentali che ci imporrebbero un elenco di priorità ben precise e che dovrebbero spingerci a identificare con chiarezza gli interventi più urgenti e le soluzioni più logiche.

La gestione e la manutenzione dei parchi, dei giardini, del verde pubblico, sono operazioni di fondamentale importanza, per poter trarre da essi il massimo godimento

Non è lungimirante investire molto sulla progettazione e sulla realizzazione di nuovi spazi verdi, di nuovi giardini, di nuovi parchi, se poi si lesina sulle risorse assegnate alla sua cura. Se si trascura quest’ultima voce  nel giro di poco tempo la bellezza si appanna e scompare, mentre la sua fruizione resta vanificata. In un giardino invece, se non si taglia l’ erba il prato diventa gerbido, se non si innaffiano a tempo i fiori, i cespugli, e le piante seccano, se non si rinnovano le aiuole fiorite si coltivano erbacce , se non si curano le malattie , si allevano parassiti.

La manutenzione è importante perchè condizione indispensabile per godere di un giardino o di un parco.

Spesso si osserva come nella costruzione di un opera, o nella urbanizzazione di nuovi quartieri o insediamenti, si diano ampio spazio e risorse per i manufatti, gli impianti tecnologici, la viabilità e poi si tagli fortemente su tutto ciò che concerne il verde .

Da queste premesse e con l’indicazione della Politica a ridurre le spese di gestione, appare chiaro che la manutenzione non solo non è considerata importante, anzi è la cenerentola di turno.

Tale atteggiamento è indice di miopia e ignoranza: miopia perchè non si sa o no si vuole vedere un pò più in là del proprio naso, dell’immediato e credere che un giardino è per sempre; ignoranza perchè si ignorano le scienze del giardinaggio, dell’agricoltura, e dell’economia, dimenticando che le spese di manutenzione fanno parte di un saggio bilancio.

Ridurre le risorse per la manutenzione del verde pubblico è una tentazione che al Politico riesce facile, invaghito più dal successo temporaneo del fare  che dalla quotidianità del mantenere.

La gestione del verde pubblico così com’è oggi non è più sostenibile.

Il Comune prenda atto che il progetto “Pesaro Città Giardino ” è fallito, e Aspes spa per i risultati ottenuti in questi due anni di gestione del verde pubblico è stata deludente, inefficace, e inconsistente, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma la politica con difficoltà ammette i suoi sbagli, e neanche difronte all’evidenza accetta di dover dare spiegazioni per errori e scelte sbagliate messe in campo.

Non sono servite le interrogazioni poste prima dai Consiglieri Cassiani e Balducci, poi dal Consigliere Ballerini, poi dal Consigliere Trebbi, poi dal Consigliere Biagiotti per chiedere delucidazioni sull’uso indiscriminato dei diserbanti nella nostra città.

Pur essendo nella condizione di doversi arrampicare sugli specchi e fare dichiarazioni singolari e contraddittorie (tra le quali possiamo ricordare quelle fatte dall’assessore Parasecoli che prima dice che i diserbanti non sono prodotti fitofarmaci, poi dice che è vero che sono prodotti fitofarmaci, poi dice che sono prodotti ritardanti, poi dice che sono agrofarmaci, poi dice che sono prodotti di libera vendita e quindi si possono usare), non sono mai riusciti neanche una volta ad ammettere l’errore, quando sarebbe stato più che sufficiente dichiarare che sia Aspes sia il Comune non avrebbero mai più utilizzato prodotti dannosi per la salute dell’uomo e dell’ecosistema nella nostra città.

Forse almeno questa volta, considerando i futuri tagli al bilancio e le difficoltà economiche che il Comune dovrà sostenere, sarebbe bene che il Sindaco tornasse sui propri passi e ammettesse che la gestione del verde da parte di Aspes, pur finanziata con gli adeguati fondi che sicuramente il prossimo anno non verranno riconfermati, si è rivelata al disotto di ogni aspettattiva e altro non rimane, come si è soliti fare con un’automobile che non va bene , di pensare a una grossa revisione aziendale, o meglio ancora ad una sua “rottamazione“, in sostituzione di un nuovo e più efficiente servizio che possa (ri)donare a Pesaro quel titolo di “Città Giardino” che da sempre la contraddistingue e che merita di essere coltivato e curato.

Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

Tags: , , ,

Terra Bruciata!

Il Comune di Pesaro, la Provincia e l’ANAS forti dei vari regolamenti per il verde urbano, hanno ampiamente utilizzato il Glyphosate (erbicida) su di un ampio territorio per la pulizia e la manutenzione del verde degli argini stradali. Secondo l’ Anas quando un ente pubblico autorizza l’uso di un diserbante, questo si potrebbe quasi anche bere. Fatto stà che il risultato dell’operazione è sotto gli occhi di tutti, ma ancora non sembrano chiare nè le motivazioni di tutto ciò, né il risultato finale in termini economici e ambientali che ciò ha comportato.

Quello che è certamente sicuro è che abbiamo guadagnato diversi chilometri di strada dai bordi color arancione (derivante dal famoso additivo Orange, utilizzato nella guerra del Vietnam dall’aviazione americana).

Forse i nostri amministratori però non sanno che il Glyphosate oltre ad avere un’efficace azione erbicida e a determinare la morte di tutti gli insetti striscianti con il quale vengono a contatto (determinando così una forte riduzione dei competitori naturali delle zanzare, compresi i volatili che cibandosi di tali animali colpiti dalla sostanza sopraggiungono ben presto alla morte), è anche particolarmente dannoso per gli organismi acquatici: pesci, crostacei e molluschi, e che, dopo la dispersione la molecola, questa rimane attiva anche diversi mesi, specie sulle superfici inerti come asfalto e cemento.

Per questa ragione, il suo utilizzo sulle fossette stradali è espressamente vietato dalle schede di sicurezza che accompagnano tutta questa classe di prodotti. Ignorare tali indicazioni configurerebbe un reato.

Vero è che anche in Italia questa sostanza non è stata ancora classificata e quindi non presenta le classiche diciture che ne identificano la tossicità, ma anche se il prodotto in commercio è autorizzato, ed è previsto dal regolamento, questo non significa che debba essere usato a tutti i costi, anche se i costi che avrebbe dovuto sopportare l’amministrazione nel caso di ordinaria manutenzione stradale, fatta col falcetto e tagliaerba, sarebbero stati molto maggiori.

E’ ovvio che produttori e venditori del glifosate lo dichiarino il miglior prodotto possibile, ma non è così.
Infatti, il Glifosate è: “la più frequente causa di problemi e avvelenamenti in Inghilterra. Disturbi di molte funzioni del corpo sono state riportati dopo l’esposizione a normali livelli d’uso. E’ quasi raddoppiato il rischio di aborto spontaneo ritardato e i bambini nati dai lavoratori esposti hanno evidenziato un livello elevato di deficit neurologici. Il Glifosate (brevettato dalla Monsanto) provoca un’alterazione della mitosi cellulare che può essere collegata al tumore presente nell’uomo. Il Glifosate provoca ritardi nello sviluppo dello scheletro nel feto dei ratti di laboratorio. Inibisce la sintesi degli steroidi ed è genotossico nei mammiferi, nei pesci e nelle rane.

Inoltre il glifosate, secondo alcune ricerche, produrrebbe metaboliti cancerogeni: Linfoma non Hodgkin correlato all’uso di glifosate (L. Hardell and M. Eriksson “A case-control study of non-Hodgkin lymphoma and Exposure to Pesticides” , Cancer, 15 Marzo 1999, Vol. 85, n.6.).

Monsanto ha sempre dichiarato che il Glifosate è innocuo per l’ambiente è biodegradabile, ma per questo tipo di pubblicità menzognera Monsanto è stata condannata sia a New York che recentemente in Francia. E, cosa ancora peggiore, se si vedono tutti i documenti presenti in rete relativi alle ricerche condotte sugli effetti del Glifosate appare evidente il fatto che la commercializzazione dell’erbicida dovrebbe essere assolutamente vietata.

Inoltre, per concludere, il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva che, una volta pubblicata sulla Gazzetta ufficiale e poi recepita dall’Italia, vieta l’uso dei pesticidi in parchi, giardini pubblici, campi sportivi, cortili delle scuole e anche in prossimità di strutture sanitarie. Dovrà essere ridotto anche l’utilizzo di pesticidi lungo strade, linee ferroviarie, in prossimità di acque superficiali o sotterranee.

Premesso tutto ciò, è facile intuire che l’uso di Glyphosate in ambiente urbano e anche extraurbano, anche se legalmente approvato non è proprio uno scherzo. Dopotutto basta dare uno sguardo a qualsiasi scheda tecnica recuperabile via internet per rendersi immediatamente conto quale genere di sostanza si stia maneggiando.

Forse alcune precauzioni in più si sarebbero potute prendere, prima tra tutte informare la cittadinanza, i soggetti con problemi respiratori e le madri dei bambini che portando i loro figli a fare una passeggiata, si sono sottoposte al rischio di venire a contatto con questa sostanza.

Dopotutto il Sindaco è riconosciuto come il responsabile della salute dei propri cittadini, e in questo caso utilizzare il principio di precauzione, tanto declamato e a quanto pare quasi mai applicato, nei confronti degli stessi ci sembra cosa dovuta.

Oggi (lunedì) presenteremo un’interrogazione in consiglio comunale per chiedere chiarimenti in proposito, ma ci duole dirlo, il danno ormai è fatto e non esiste foglio di carta condanna o spiegazione accettabile, che possa riparare a un danno per la salute dei cittadini.

In ogni caso, in base a queste considerazioni credo sia utile pretendere da parte di Comune e Azienda un maggior rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente, e noi della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle di certo non mancheremo.

Tags: , , , ,

Mozione per incentivare l’utilizzo di pannolini lavabili APPROVATA!!

E’ con grande piacere che vi comunichiamo che su proprosta della LISTA CIVICA PESARO A 5 STELLE, la mozione che invita il comune di PESARO a incentivare l’uso dei pannolini lavabili è stata approvata all’unanimita‘ ( 32 voti su 32 votanti).

Sembra una cosa sciocca, ma in realtà è la prima azione concreta che si farà per la riduzione dei rifiuti nel comune di PESARO.

La gestione dei rifiuti è molto complessa ed è composta da più fasi e cicli consecutivi. La fase centrale del ciclo dei rifiuti, cioe’ come differenziarli è fondamentale, ma non è l’unico aspetto importante. Una grossa parte rilevante è rappresentata dalle fasi sia a monte sia a valle della differenziazione.

A monte, infatti, ci sono tutte quelle azioni volte a ridurre i rifiuti, e i pannolini lavabili sono uno strumento che permette, se utilizzato da tutte le mamme e i papà (dopo essersi informati su pannolinilavabili.info) di ridurre i rifiuti di circa l’1,4%.

Pensate che un bambino in 3 anni produce 1 tonnellata di rifuto coi pannolini usa e getta!

Esistono poi tante altre azioni, per ridurre i rifiuti: bere acqua dal rubinetto, gestirsi l’organico in casa ( chi puo’) attraverso l’autocompostaggio, attraverso le famose ecosagre o ecofeste e con altre piccole ma fondamentali azioni.

La lista civica PESARO a 5 STELLE ha fatto anche queste proposte che verranno discusse tra qualche settimana.

Intanto ringraziamo tutti i consiglieri per la sensibilita’ all’argomento rifiuti dimostrata e speriamo che tale sensibilita’ sia lo spunto per continuare nel cammino iniziato ieri con l’approvazione della mozione sui pannoini lavabili, cioe’ quello verso la strategia RIFIUTI ZERO.

Vi informeremo sulle prossime discussioni e soprattutto su quella per lestensione del Porta-a-Porta a tutto il comune di Pesaro, unica soluzione al momento che permette alte % di raccolta differenziata, e sulla sospensione della Delibera di Giunta che ha iniziato il cammino verso la raccolta di prossimità.

Un mondo migliore e’ possibile, basta volerlo e cominciare a cambiarlo dalle piccole cose che faranno grandi differenze.

MAGI NICOLA
ASSOCIAZIONE PESARO A 5 STELLE

Tags: , ,

Verso i Rifiuti Zero – PESARO

Si parla sempre di come trattare i “rifiuti”, ma non si parla mai di come ridurli all’origine…
Comunque la raccolta differenziata spinta porta-a-porta, è lunico metodo provato ed efficace per raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata, e conseguentemente ottenere un abbattimento dei costi per la gestione dei rifiuti e soprattutto un risparmio e una tutela ecologica e ambientale ineguagliabile rispetto a tutte le differenti metodologie di raccolta.

Tags: , ,

SI ALLA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA-A-PORTA A PESARO

Aderisci al gruppo su Facebook per sostenere e discutere sul sistema di raccolta di rifiuti PORTA-A-PORTA a Pesaro

La raccolta differenziata spinta porta-a-porta, è l’unico metodo provato ed efficace per raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata, e conseguentemente ottenere un abbattimento dei costi per la gestione dei rifiuti e soprattutto un risparmio e una tutela ecologica e ambientale ineguagliabile rispetto a tutte le differenti metodologie di raccolta.

La raccolta di prossimità e/o la costruzione di un TERMOVALORIZZATORE (comunemente chiamato INCENERITORE), sono gli obiettivi ormai ampiamente pubblicizzati e divulgati dall’A.D. di Marche Multiservizi Spa, Mauro Tiviroli, come unico metodo possibile ed efficace per un abbattimento dei costi e una migliore gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti nella nostra città.

Diciamo BASTA all’ipocrisia di questi personaggi ai quali interessa unicamente il profitto della loro società e non al bene dei cittadini e allo sviluppo della nostra città.

Diciamo SI all’ampiamento della raccolta differenziata dei rifiuti PORTA-A-PORTA nella nostra città…

Diciamo SI al progresso e a uno sviluppo sostenibile ed ecologico per Pesaro e i suoi cittadini…

Diciamo NO al continuo utilizzo della politica e delle aziende che forniscono i servizi fondamentali per la cittadinanza, per soli fini economici….

SI ALLA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA-A-PORTA A PESARO

Condividiamo idee, opinioni, perplessità, sul sistema di raccolta porta a porta e valutiamo insieme, i pregi e i difetti, i pro e i contro di questo processo di raccolta, smaltimento e differenziazione dei rifiuti.

Aderisci al gruppo su Facebook per sostenere e discutere sul sistema di raccolta di rifiuti PORTA-A-PORTA a Pesaro

Tags: , , , , ,

Incontro Sui Rifiuti con l’Assessore e Legambiente

rifiuti_grilli

Scarica e diffondi!!!

Iscriviti all’evento su Fecebook

Prosegui la lettura »

Tags: , , ,

Mirko Ballerini sulla Mozione Campus

La nostra mozione cosiddetta campus non è passata, 16 voti favorevoli 18 contrari, come si dice per un pelo. La maggioranza ha serrato le fila ed ha richiamato all’ordine i “ribelli”. lo ammetto, ci speravo, pensavo che passasse. Nella mia ingenuità politica mi sembrava talmente di buon senso che non poteva non fare breccia su alcuni consiglieri più sensibili e più indipendenti. Ma hanno prevalso gli ordini di scuderia: quella mozione è scomoda, preclude future speculazioni.

Ma veniamo al merito, cosa spaventava così tanto questa mozioni presentata da una forza dell’opposizione composta da un singolo consigliere, tanto da fare abbandonare l’aula facendo mancare il numero legale alla maggiore forza di maggioranza? Nella stesura originale chiedevamo di non costruire l’università in via Nanterre, ma cercare un sito in centro ed indicavamo l’ex manicomio in fondo al corso e nell’area a fianco al campus chiedevamo che si realizzassero delle strutture sportive all’aperto ad uso delle scuole e dei cittadini in genere. Ci fu obbiettato che nell’area campus il PRG già prevedeva edilizia ad uso servizi (scuole) ed essendo per la maggior parte di privati la realizzazione di un campo scuola è poco praticabile, inoltre la struttura ex manicomio non è di proprietà comunale e questo non ha i fondi per l’acquisizione e la ristrutturazione in tal senso.

Percependo queste obbiezioni, ho emendato la mozione e nella nuova stesura chiediamo alla Giunta di impegnarsi a cercare in centro un sito idoneo per l’università, ritenendo sempre di fondamentale importanza per rivitalizzare il contro storico, comunque se non fosse praticabile questa strada per motivi tecnici e di risorse, si poteva procedere alla realizzazione di una struttura universitaria presso il campus ma precludendo alla realizzazione di edilizia residenziale e commerciale.

Quindi con questa ultima versione la Giunta poteva realizzare l’università dove volesse, l’unico vincolo, no alla speculazione residenziale e commerciale! Bocciata! La domanda a questo punto sorge spontanea: forse è proprio a questa speculazione che mira la nostra cara maggioranza?

Tags: , ,

Tre Ponti e una Strada

Il giorno 8 Ottobre 2009 gli Assessori Biancani e Briglia si sono mossi per cercare una soluzione che allevi i disagi per gli abitanti di Tre Ponti. Come promesso, B&B (che non sta per letto e colazione) si sono recati nuovamente nel centro abitato ma questa volta non per rendersi conto della situazione.

Che si debba intervenire, i due neo Assessori l’avevano già capito già una decina di giorni fa. La visita della scorsa mattina ha avuto come meta il cantiere dei lavori e in particolare i responsabili dello stesso. Da quello che hanno riferito agli abitanti della zona, B&B avrebbero incassato la buona volontà della ditta De.Mo.Ter. Sp.A. di Messina a trovare una soluzione al problema.

La proposta dei residenti (forse l’unica veramente praticabile) è quella di creare una strada di servizio alla fine del cantiere (verso Pesaro) che collegherebbe i camion direttamente alla strada provinciale senza dover più transitare nel centro abitato. Questa soluzione ha innumerevoli lati positivi non solo per i cittadini ma anche per l’impresa. Con questa soluzione i Tir si troverebbero direttamente sulla strada evitando circa un paio di Km di percorrenza ad ogni transito. Un risparmio ambientale per il minor inquinamento prodotto ed economico per il risparmio di carburante. Oltre, naturalmente, a evitare innumerevoli transiti tra le case di Tre Ponti.

La soluzione tecnica sembra essersi trovata, in fondo è più difficile costruire una galleria ferroviaria che una strada seppur tra i campi. La palla ora passa alla politica che dovrà mediare con i proprietari delle terre per ottenerle in affitto fino alla fine dei lavori. Uno soluzione che non dovrebbe essere osteggiata e che sarà comunque retribuita. Il problema ora è: da chi? Prosegui la lettura »

Tags: , , , , ,

(Soprav)Vivere a Tre Ponti

Ogni giorno sulla stretta strada di Tre Ponti transitano oltre 110 TIR. Metà di questi tornano vuoti verso il cantiere della galleria “Cattolica”, l’altra metà trasporta qualcosa come 400 tonnellate quintali per mezzo. Considerando 11 ore lavorative, dalle 7 del mattino alle 19 con un ora di pausa tra le 13 e le 14, fanno 22.000 tonnellate quintali in transito tra il piccolo centro abitato ogni giorno.

Eppure l’opera in costruzione dovrebbe alleggerire il transito su gomma delle merci in arrivo e in partanza dal porto di Ancona. Il nuovo tunnel, infatti, serve per adeguare la linea Adriatica marchigiana agli standard europei ed eliminare il collo di bottiglia che sfavorisce l’intera regione. Prosegui la lettura »

Tags: , ,

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline