Poche settimane fa i Consiglieri Comunali sono stati chiamati a votare il Budget per l’anno 2010 di Aspes spa. Lo stato di palese difficoltà in cui vessa l’azienda non è stato di certo nascosto da parte del Sindaco e degli Assessori, e la descrizione del bilancio, non ha dato un’immagine rosea e solida dell’azienda.
Ma in ogni caso, Aspes verrà nuovamente finanziata dal Comune il prossimo anno e all’azienda partecipata 80% comunale è stata rinnovata la fiducia che ormai da due anni (ossia dalla sua costituzione) viene riposta a questa Spa.
Ma la verità è che ben poco si sa di questa azienda, e a parte l’evidente gestione del verde e la cura in stile Dubai riservata alle farmacie comunali, che assieme all’AdriaticArena e a qualche altro servizio, rappresentano l’intero patrimonio gestito da Aspes, il resto è ombra.
E’ altrettanto vero che per i non addetti ai lavori, Aspes rappresenta un’entità di dubbia utilità, tanto che i normali cittadini spesso tendono a sovrapporla o scambiarla a Marche Multiservizi, quasi fosse un doppione o come se non esistesse.
Aspes invece rappresenta un’importante realtà del nostro territorio, e gli viene affidata una bella parte del bilancio del Comune per l’esercizio e lo svolgimento dei suoi servizi.
Ma dove vanno a finire i nostri soldi?
E come è andata questa azienda nello scorso anno?
Durante la lettura del bilancio 2009 fornito dall’azienda, si nota subito fin da subito che Aspes ha chiuso l’anno con una perdita di 277.771 euro.
Questa buco, viene in parte ripianato con le riserve aziendali che in questo modo vengono totalmente azzerate, e i rimanenti 188.694 euro, vengono rimandati a esercizi futuri, dopodiché il Sindaco Ceriscoli dovrà mettere mano al portafoglio (ma non il suo, il nostro), e per ovviare alla perdita dovrà fare un ennesimo aumento di capitale.
Dallo stesso documento si evince fin da subito che il principale business di Aspes è rappresentato dalla gestione delle farmacie comunali. Nel 2000, quando ancora Aspes spa era solo un sogno e l’azienda municipalizzata era Aspes Multiservizi (dalla quale nacque l’attuale Marche Multiservizi), acquistò l’intero servizio farmaceutico comunale per un totale di 13.084.737,00 euro (tredicimilioniottantaquattromilasettecentotrentasette/00) che corrispondono all’utile attualizzato di 918.260,00 euro per 50 anni!!!!!
Per semplificare, si può affermare che il Comune per rimpinguare nell’immediato le proprie casse, ha venduto all’azienda (le cui azioni sono 80% comunali) l’intero parco farmaceutico e ha subito incassato, nel 2000, 13 MLN di euro.
Ma di fatto Aspes spa per pagare questa cifra ha inevitabilmente dovuto acquisire un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti, indebitandosi per una operazione che, come il gioco delle tre carte, sposta soldi e servizi dal Comune ad una azienda che rappresenta nell’effettivo una società per azioni del Comune stesso.
Tanto per capirci, è come se uno vendesse un immobile alla propria moglie pretendendone i soldi nell’immediato e costringendo la consorte ad accendere un mutuo. A questo punto, la cara donna vessata dal nuovo debito, si troverà un doppio lavoro e amministrerà il nuovo patrimonio con diligenza, nel tentativo di ripianare la propria situazione finanziaria. Ma cosa accadrebbe se per una qualsiasi ragione al mondo, la nostra dolce metà non riuscisse più a pagare le rate del mutuo?
Sicuramente il marito approfittatore, correrà in soccorso della sua amata.
Questo piccolo esempio, non si allontana troppo dalla realtà che stiamo vivendo. Gli utili che le farmacie avrebbero dovuto conferire all’azienda secondo le previsioni stanno diminuendo e ovviamente il bilancio della società ne risente. Cosicchè laddove Aspes non riuscirà a risanare le perdite di questa operazione di “ingegneria finanziaria”, queste dovranno essere in qualche modo ovviate, e di certo il Comune (con i nostri soldi) farà la sua parte.
Ma anche gli altri settori aziendali, non vivono di grande stabilità finanziaria.
Il settore dello sport non proprio in salute nel 2009, oltre ad aver ricevuto 127.000 euro dal comune, perde 400.000 euro senza contare che è in previsione il rifacimento del tetto dell’adriatic arena.
La gestione del verde pubblico a fronte dei 907.000 euro ricevuti dal comune, è in perdita di 68.000 euro, forse per l’acquisto di troppi diserbanti o per l’estrema cura (abilmente nascosta) riposta nella tenuta dei nostri parchi.
A questi si aggiungono i 900.000 euro di interessi passivi che nel 2009, nonostante i tassi ridotti, Aspes ha pagato alle Banche tra i vari mutui e debiti contratti nel tempo.
Ma pur essendo un’azienda in evidente disequilibrio patrimoniale sia nel breve che nel lungo termine, Aspes vanta numerosi crediti da riscuotere da parte del Comune e altre aziende per questioni singolari e spesso di lunga data.
Infatti Aspes ha in pancia crediti da riscuotere verso Ami spa per 594.000 euro a copertura delle perdite dei servizi trasporti per gli anni 1987/1996 che deve avere dalla regione.
Verso il comune di Pesaro ha crediti per 1.020.620 euro per la copertura delle perdite del servizio trasporti relative all’anno 1994 e precedenti non coperti dai contributi regionali.
Verso la regione ha crediti per contributi in impianti da erogare per 1.181.000 euro.
Inoltre Apses deve avere da Marche Multiservizi ben 2.697.554 euro perché entro il 2005 la passata azienda avrebbe dovuto effettuare miglioramenti nelle reti idriche e del gas, che a quanto pare entro questa data non sono stati eseguiti.
Aspes ha in definitiva ha un ammontare di debiti verso banche e cassa depositi e prestiti per l’ammontare di ben 15.475.000,00 euro .
Niente male per una azienda che nel proprio organico ha 65 Impiegati tecnici e amministrativi, 1 dirigente, 13 quadri e 26 operai.
Ma se la gestione rimaneva al Comune, non si sarebbero almeno risparmiati i costi quali i compensi al collegio dei revisori (50.000 euro circa annui), i compensi agli amministratori (altri 50.000 euro), i compensi del Presidente e vice-presidente e tutte le spese relative alla burocrazia di una società per azioni?
Non sarebbe stato meglio evitare di esternalizzare servizi in piena competenza del Comune, privando così l’amministrazione di mezzi, competenze e controllo diretto?
Quanto ci costerà in futuro Aspes spa?
Ogni domanda, merita una sua risposta e sarebbe bene che il Sindaco incominciasse a chiedersi se vale la pena o meno continuare per questa strada.
Ma forse già sa, pur mantenendo la sua consueta risatina istituzionale, che a questo problema presto sarà chiamato a porre rimedio.
Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

La gestione del verde pubblico costituisce uno dei punti di contatto più qualificati fra l’ Amministrazione Comunale e il cittadino, il quale a fronte dei tributi che paga richiede sempre più una elevata qualità ambientale ed estetica del luogo in cui vive e chiede di partecipare a far parte di quel processo decisionale che implica il vedere riconosciuto ai cittadini il diritto di essere considerati come attori della cura e nel diritto a partecipare ai processi decisionali che riguardano gli spazi pubblici.
La manutenzione è importante perchè condizione indispensabile per godere di un giardino o di un parco.
Il Comune di Pesaro, la Provincia e l’ANAS forti dei vari regolamenti per il verde urbano, hanno ampiamente utilizzato il
Per questa ragione, il suo utilizzo sulle fossette stradali è espressamente vietato dalle schede di sicurezza che accompagnano tutta questa classe di prodotti. Ignorare tali indicazioni configurerebbe un reato.
Oggi (lunedì)
E’ con grande piacere che vi comunichiamo che su proprosta della LISTA CIVICA PESARO A 5 STELLE, la mozione che invita il comune di PESARO a incentivare l’uso dei pannolini lavabili è stata approvata all’unanimita‘ ( 32 voti su 32 votanti).
La raccolta differenziata spinta porta-a-porta, è l’unico metodo provato ed efficace per raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata, e conseguentemente ottenere un abbattimento dei costi per la gestione dei rifiuti e soprattutto un risparmio e una tutela ecologica e ambientale ineguagliabile rispetto a tutte le differenti metodologie di raccolta.

















