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AAA: Eroi cercasi

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No all’intitolazione di una via a Craxi a Pesaro

Alcuni esponenti della politica di Pesaro sono stati contagiati dalla smania di revisionismo storico intorno alla figura di Craxi. Nel decennale della sua morte, si parla sempre più insistentemente di dedicargli vie o parchi pubblici per rendergli onore e per riabilitare un nome che, altrimenti, sarebbe destinato a rimanere nel fango. Pensandoci bene, però, non si trova un motivo buono, dico uno, per riabilitare il nome di chi si è arricchito alle spalle di noi italiani.

Un individuo che dopo aver accumulato soldi per lui, oltre che per il suo partito, appena è stato il momento di pagare il conto, è scappato a gambe levate verso un paese che non concedesse l’estradizione. Come si fa a definire Craxi “un perseguitato politico riparatosi in esilio per sfuggire all’accanimento giudiziario?” Fu proprio lui a denunciarlo; prima in Parlamento, poi nelle aule giudiziarie. Il suo scopo era quello di salvarsi, la sostanza è stata una confessione.
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Bettino: il “diversamente onesto”

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No all’intitolazione di una via a Craxi a Pesaro

Oggi il gruppo consigliare PDL, ha annunciato che lunedì prossimo depositerà una mozione, che in origine doveva avere carattere di urgenza (ma che urgenza possa avere lo sanno solo loro), in cui si chiede al consiglio e alla giunta di dedicare una via della nostra città ad un politico condannato in via definitiva per corruzione: Bettino Craxi.

E’ veramente una cosa odiosa sentirsi dire da un funzionario pubblico che occorre “scansare le prese di posizione e apprezzare l’onestà intellettuale di Craxi per aver ammesso i suoi errori”, come se l’ammettere i propri errori, risolva e cancelli, tutto ciò che di sbagliato è stato fatto da una persona.

Questi (PDL), ci vorrebbero far credere che, anche se ha preso (per sè e per il partito) i soldi di tutti gli italiani, anche se ha latitato per 10 anni per evitare l’arresto e i processi che si stavano svolgendo nel paese (che fino a poco tempo prima aveva governato), anche se ha portato il bilancio e il debito pubblico al limite del default; siccome ha ammesso i suoi peccati, dovrebbe essere innalzato agli onori dello stato e ricordato come grande statista e ignorato come corrotto e corruttore?

Sarebbe veramente il caso che il firmatario e i co-firmatari di questa mozione (indecente), scansassero le loro prese di posizione evitassero di proporre mozioni inutili e prive di senso, solo con lo scopo di emulare situazioni già sentite e viste a livello nazionale, e prendessero a cuore argomenti di tutt’altro rilievo, piuttosto che impegnare il consiglio a decidere e dibattere, se scrivere o non scrivere un nome su una targhetta.

Visto che vi dichiarate pronti per governare, fate proposte serie da governanti invece di ricalcare e ostentare siparietti politici, già ridicoli a livello nazionale, figuriamoci a livello comunale.

Faccio un appello anche ai co-firmatari della maggioranza, e in particolare agli ex esponenti del PSI. Abbiate l’onestà intellettuale di ritirare le vostre firme e di rinnegare tutto ciò che di poco chiaro c’era all’interno del PSI (e non solo) e che tutt’ora continua a governare il nostro paese.

Dopo queste esternazioni possiamo affermare che l’unica affermazione che ci vede concordi in tutta la questione è che Craxi fu davvero un uomo libero. Infatti per quasi 10 anni rimase latitante ad Hammamet ricercato dalle procure italiane con un tesoro di miliardi pubblici illegalmente intascati da spendere. Più libero di così!

Ovviamente questa è la nostra opinione e posizione, e chi ha memoria e orecchie per intendere… intenda.

AC

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Azione!

documenti

Nell’ottica della massima trasparenza e partecipazione collettiva, siamo lieti di comunicare a tutti i nostri sostenitori, simpatizzanti e lettori, che è stata appena resa disponibile una nuova sezione all’interno del nostro blog (“Azione!“, nel menu a inizio pagina), nella quale potranno essere, visualizzate, scaricate e commentate, tutte le Mozioni, Interpellanze e Interrogazioni, da noi prodotte, e che verranno discusse nei prossimi Consigli Comunali.

Appena ci verranno consegnati gli esiti delle nostre richieste e le relative risposte della Giunta Comunale, sarà nostro impegno pubblicarle a seguito dei corrispettivi documenti.

Grazie ancora per il vostro sostegno

Andrea Cecconi, Presidente Associazione Pesaro a 5 Stelle

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Meglio tardi che mai

Bocciato il Lodo Alfano. Quasi non ci speravo dopo il clima che si era creato. L’avvocatura dello stato che ammoniva sulle possibili ripercussioni politiche di un pronunciamento che sancisse l’incostituzionalità del Lodo Infame Alfano. L’avv./On. Ghedini che ci spiegava che la “legge deve essere uguale per tutti ma l’applicazione non lo è necessariamente” (scusi può ripetere?), tutti i comunicati dove si avvisava che il Popolo delle Libertà di Silvio si sarebbe mobilitato in massa in caso si volessero riaprire i processi messi a tacere con tanto impegno.

Insomma, quasi ci avevo messo una pietra sopra e invece sono qui ad aprire una bottiglia di lambrusco in un brindisi alla Repubblica. C’è voluto del tempo, tante discussioni, processi aperti e richiusi in fretta, qualche prescrizione qua e là, qualche legge di supporto dove occorreva ma alla fine il castello di carte è caduto.

Non so quali saranno le conseguenze e non mi importa fare un pronostico sulle sentenze; quello che importa è che oggi è stata ristabilita una situazione che doveva essere la normalità ma che in Italia sembrava diventata una chimera: la legge è uguale per tutti.

LL
lorenzo.lugli@grillipesaresi.it

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Figli di un Dio minore?

L’Aquila, Viareggio, Messina. Siamo ancora a contare i morti. Sembra siano 35 e speriamo che il numero non debba ancora salire. Alle famiglie delle vittime tutto il nostro dolore, ai caduti le nostre preghiere. A chi ha permesso che tutto ciò succedesse con anni di sfruttamento dissennato dell’ambiente, incuria verso lo stato degli edifici, cementificazione sfrenata, cosa dovremmo augurare? La giustizia degli uomini certo non arriverà a punire nessuno dei veri responsabili.

Ci restano storie di eroismo, di gente che si è trovata a dover svolgere ruoli che non avrebbe mai pensato gli potessero toccare in sorte, come il giovane che  ha salvato 9 vite prima di sparire lui stesso nella marea di fango. Storie di volontari che lavorano in silenzio aiutando la popolazione. Tante storie stupende di una bella umanità che si contrappone sempre allo scandalo delle istituzioni, dove  le persone che sarebbero preposte alla tutela della vita dei cittadini danno pessima prova di sè. Il Presidente della Repubblica ha definito le persone che si occupano di volontariato come la parte migliore dell’Italia. Siamo completamente d’accordo e aggiungiamo che probabilmente i politici ne sono la parte peggiore, altrimenti non ci si spiega come mai gli edifici crollati fossero stati regolarmente approvati ed autorizzati (anche il palazzo costruito sulla foce di un fiume in secca).

Ma il tema su cui vorrei riflettere oggi è la diversità di trattamento di queste vittime del sud rispetto ad altri terribili casi analoghi.  Come mai il Presidente del Consiglio che era stato così solerte nel recarsi in Abruzzo, ora non visita i Messinesi?

Non cerco lo scontro politico quando ci sono delle bare, perciò non dirò che probabilmente resta a Roma perchè è  più preoccupato per l’esito del pronunciamento sulla legittimità del Lodo Alfano che di questi fatti, ma almeno qualcuno si è chiesto perchè non è stato proclamato un lutto nazionale? Quanti morti ci vogliono per destare l’attenzione della nazione? Oppure non è una questione di numeri ma di qualità del lutto? Affonda un barcone di migranti, una alluvione al sud, un terremoto al centro o un deragliamento di un treno sono eventi luttuosi che ci toccano l’anima alla stessa maniera oppure no?

Non siamo tutti uguali. Non siamo uguali davanti alla legge, non lo siamo davanti al fisco, non ce l’ha fatta nemmeno la rivoluzione francese a inculcare il concetto di uguaglianza; la religione è diventata un optional e in questo cattolicissimo paese ognuno ha una sua religiosità personalizzata che gli permette di fare cose esecrabili ed andare la domenica in chiesa a lavarsi la coscienza. Almeno nel momento della morte dovremmo essere tutti meritevoli della stessa pietà. La morte è la grande livellatrice che accomuna tutti quanti… o no?

Lorenzo Lugli
Coordinatore
Lista civica Pesaro a 5 Stelle
lorenzo.lugli@grillipesaresi.it

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Ancora su “Fill in Good”

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Scarica e diffondi il volantino

Ce lo diceva sempre la mamma, da piccoli: “Non scrivere sui muri. Se vuoi disegnare ci sono i fogli”. E’ capitato a tutti. Le pareti di casa erano off-limits per i nostri disegni e scarabocchi. Così siamo cresciuti con la convinzione che i muri di casa e meglio ancora, quelli esterni della città, dovessero rimanere bianchi e immacolati. La storia dell’arte è andata fortemente contro questa convinzione anche se il recente caso di cronaca che vede purtroppo Pesaro come teatro dei fatti, dimostra che è ancora molto radicata la convinzione che possa essere definita “Arte”, sia solo quella dei Mantegna o dei Renoir mentre ciò che non rientra nei canoni classici è qualcosa di inutile, da eliminare. Insomma esisterebbe una Arte con la “A” maiuscola e un’arte di serie B.

L’uso del muro, come supporto per la pittura è iniziato nei primi anni ‘70, nelle metropolitane di New York per merito dei writers, gli scrittori metropolitani. Lo scopo era unicamente quello di lasciare la propria firma nel maggior numero di luoghi possibili, per essere visti dal maggior numero di “colleghi” possibile. Le scritte dei writers poi, pian piano, cominciano a diventare sempre più grandi e più complesse, fondendo insieme colori, forme, simboli. Diventa una sorta di linguaggio alternativo e qualcuno comincia a pensare che quella sia una nuova forma di comunicazione. Una nuova forma d’arte. Da quel momento in poi la critica comincia a scrivere commenti positivi e si assiste alla nascita di una controcultura, che rompe i dogmi classici della pittura e soprattutto rompe le barriere che rinchiudevano l’arte solo in luoghi ben precisi, come mostre, gallerie, musei. E’ un ritorno all’antico, ai primordi dell’Arte e dell’uomo, quando lasciava i suoi primi segni sulle pareti delle caverne. E per questo, tale corrente prende il nome di Graffittismo. Uno dei massimi esponenti fu Keith Haring, ex studente d’arte che, prima nelle subway di New York, poi anche all’aperto, ricopre la città con il suo “radiant boy” disegnato con tratti semplici, in uno stile che si avvicina molto ai segni tribali. Famosa una sua dichiarazione che sintetizza splendidamente il significato dell’arte dei graffiti:

«Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi. L’arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare».

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Il “Wall del pianto”

025Sono passati quasi 500 anni da quando Daniele Ricciarelli da Volterra, su richiesta di Papa Paolo IV, ricoprì le nudità michelangiolesche del giudizio universale venendo così soprannominato “Braghettone“. Anche a Pesaro è passato un Braghettone che ha ricoperto con uno strato uniforme di vernice per imbiancature i graffiti di Writer Blu che fino a pochi giorni fa si potevano ammirare al Liceo Scientifico “G. Marconi”.

GRAFFITI AL LICEO ?
L’edificio di via Nanterre fu progettato dall’architetto Carlo Aymonino ed inaugurato nel 1976. In Internet sono numerose le citazioni riguardo il complesso scolastico pesarese, esempio di architettura moderna. Le mura del liceo negli anni hanno ospitato i lavori dei graffittari pesaresi finchè ci si accorse che erano qualcosa di sostanzialmente diverso dagli scarabocchi fatti con bombolette spray. Nel 2006 fu indetta dalla provincia di Pesaro-Urbino una convention di Aerosol-Art e tra gli ospiti della manifestazione arrivò in città Writer Blu – Laureato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, artista di fama internazionale e firma molto ambita tra i writers – che progettò “Fill in Good” e lo realizzò su alcune pareti del Liceo. Abbiamo potuto ammirare l’opera per tre anni e nessuno si era sognato di chiamarla “scarabocchio” o di pensare che le immagini che campeggiavano al campus potessero in qualche maniera danneggiare non si sa bene cosa.

Da qualche giorno, dove c’era “Fill in Good”, possiamo ammirare delle pareti monocromatiche color marrone. Dell’opera ormai cancellata ne resta memoria solo nelle foto rintracciabili sul sito www.blublu.org dove si possono  vedere le immagini di opere disegnate sulla facciata della Tate Modern di Londra, oppure a Berlino, Valencia, Saragoza, Praga e persino in Danimarca… mentre quella di Pesaro è stata cancellata. Al danno aggiungiamo l’oltraggio delle dichiarazioni soddisfatte del consigliere comunale Alessandro Di Domenico (PdL) che nel suo blog celebra la “grande vittoria di civiltà” con un post e relativa foto commemorativa pronta per la galleria degli orrori.

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A proposito di influenza suina

Un interessante documento dal Brasile:

A proposito di influenza suina…
…c’è sempre un interesse mascherato…

L’IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE
2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina…
25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…

PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria..
I notiziari di questo non parlano…

Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano…

Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano…

Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari mondiali si inondarono di notizie… un’epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni
25 morti l’anno!!

L’influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
Mezzo milione contro 25.

E quindi perché un così grande scandalo con l’influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”.

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Volantinaggio a Festa Pesaro Bis

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Continua la nostra iniziativa di informazione pubblica su quello che l’Amministrazione Comunale ha (purtroppo) già fatto e su quello che ha intenzione di fare in futuro alle spalle dei cittadini.
Saremo presenti alle entrate della Festa Pesaro per tutta la durata dell’evento con l’intenzione di informare e raggiungere quanti più cittadini possibili.

Proseguiamo così la nostra opera di sensibilizzazione sugli argomenti più pungenti che passano tra le mani della nostra Amministrazione.

Questioni che ogni Pesarese ha il sacrosanto diritto di conoscere e giudicare.

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Volantinaggio a FestaPesaro

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Con l’aperuta della Festa del PD nel centro storico, si avvierà anche la nostra iniziativa di informazione pubblica su quello che l’Amministrazione Comunale ha (purtroppo) già fatto e su quello che ha intenzione di fare in futuro alle spalle dei cittadini.

Saremo presenti in 3 zone della città, ogni sera dopo le 19: Piazzale Matteotti, Piazzale Lazzarini e Largo Aldo Moro.

I volantini saranno solo il primo passo per questa opera di sensibilizzazione.

Nei prossimi giorni verranno affissi dei manifesti con gli stessi comunicati per ricordare anche alla gente che non siamo riusciti a raggiungere, cosa può succedere nella piccola e noiosa Pesaro.

Un passo importante, perchè primo di una (speriamo) lunga serie, verrà fatto all’interno del Palazzo, anzi praticamente è già stato fatto.

Proprio questa mattina abbiamo presentato alla Segreteria Comunale una Mozione da far discutere in aula durante il prossimo Consiglio Comunale.

Nel testo abbiamo sintetizzato una nostra proposta alternativa per la zona Campus.

Non una cittadella universitaria di cemento, ma un centro sportivo per gli studenti immerso nel verde!!!

Questo è il link per scaricarla [Download not found].

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