Nella seduta del consiglio comunale del 26 luglio 2010, in un’aula semi deserta è stata bocciata la mozione presentata nel mese di Gennaio dalla lista civica Pesaro a 5 stelle, sulla istituzione del Registro Comunale delle Unioni Civili.
Nella mozione noi chiedevamo che il Comune si impegnasse attraverso singoli atti e disposizioni degli assessorati e degli uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, etero ed omosessuali, per superare situazioni discriminanti, confidando che un tale gesto di civiltà potesse anche essere di stimolo al legislatore nazionale per occuparsi tempestivamente della materia.
Da vent’anni l’art.4 del dpr 223/89 afferma che “ per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”.
Da venti anni in molte città italiane sono stati istituiti i Registri delle unioni civili, prime tra tutte Pisa che nel 1998 ha celebrato anche una unione civile tra due donne ed ultima Torino che dopo aver celebrato simbolicamente un matrimonio gay, ha istituito il registro delle unioni civili proprio il 28 giuno del 2010.
A Pesaro invece l’unico tormentone che viene ripetuto dalle forze di maggioranza e di opposizione contro l’istituzione dei Registri è l’eterna litania della famiglia istituzionale, fondata sul matrimonio e possibilmente con figli ( il consigliere Roscini ha definito “povera famiglia” quella non benedetta dal dono della figliolanza) quale unico baluardo contro l’imbarbarimento della società civile. Non si sono accorti i nostri consiglieri che spesso tali famiglie sono proprio il luogo in cui si verificano le scelleratezze più gravi: botte, violenze, sopraffazioni, maltrattamenti verso i figli?
Non si sono accorti che una famiglia su tre finisce con la separazione ed il divorzio e che nel territorio nazionale crescono sempre più famiglie di fatto che, per vari motivi, non desiderano o non possono arrivare al matrimonio?
L’altro tormentone usato contro l’approvazione della nostra mozione è stato quello del consigliere Ciancamerla al quale subito si è associato il sindaco: nella provincia di Pesaro ci sono circa 4.000 cittadini tra disoccupati ed in mobilità quindi le priorità sono altre, non sono certo i registri. E allora perché nella stessa seduta si vota per la cementificazione della Vallugola, si vota contro la riduzione degli assessorati e delle Commissioni, si vota per mantenere intatti gli emolumenti della casta?
Ci vengono a predicare che altre sono le priorità: certo che ci saranno sempre delle priorità per chi non vuole fare delle scelte. Noi le scelte le facciamo, una di queste è proprio la battaglia contro ogni forma di discriminazione, perché ogni cittadino sia uguale davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di lingua….( art.3 della Costituzione).
Purtroppo (per lui, naturalmente) il consigliere Ciancamerla si è lasciato sfuggire il vero motivo per cui il Pd ha votato contro l’istituzione dei registri quando ha urlato che è stanco di vedere e sentire i grillini portare avanti battaglie che lui ed il suo partito sono perfettamente in grado di fare e fare meglio.
Complimenti a questo partito che, tra chi ha votato contro, chi è uscito prima del voto (Signorotti, Vimini), chi non c’era fin dall’inizio, ha dato un’altra prova della propria arroganza, incapacità di capire i cambiamenti sociali, insipienza, basso livello intellettivo e grande maleducazione.
Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

















