Articoli con tag acqua pubblica

L’ACQUA NON SI VENDE Domani parte la raccolta firme per i Referendum sull’acqua pubblica

Il fine settimana del 24 e 25 aprile inizia in tutta Italia la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua.

La raccolta si protrarrà per i prossimi due mesi fino alla data del 4 luglio e in centinaia di piazze italiane saranno allestiti i banchetti per la raccolta firme.

Nella città di Pesaro, gli aderenti al comitato promotore con l’appoggio di volenterosi e sensibili Consiglieri Comunali e Assessori che autenticheranno le firme raccolte, allestiranno dei banchetti durante i fine settimana presso l’Ipercoop, Via Branca, Palla di Pomodoro e Parco Miralfiore, e un banchetto fisso presso la tabaccheria “Ciro” in Via Ciro Menotti 136.

Simultaneamente e con la stessa modalità, anche negli altri Comuni del Pesarese, saranno predisposti banchetti (Fano, Urbino) per la raccolta firme e dalla prossima settimana sarà possibile recarsi presso gli uffici elettorali/anagrafe dei comuni minori (Cagli, Urbania, Mondolfo, Piobbico, S. Angelo in Vado…) per permettere a tutti i cittadini della provincia di aderire all’iniziativa.

L’inizio della raccolta firme nella data dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo è occasione per liberare anche l‘acqua dal mercato e dal profitto.
L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale.

Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti.
L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali.

Scopo del referendum è restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva.
Per garantirne l’accesso a tutte e tutti.
Per tutelarlo come bene comune.
Per conservarlo per le future generazioni.
Perché vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.
Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Perché vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
Perché vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

I tre quesiti referendari proposti dal Comitato Promotore vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo nel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

In particolare il Primo Quesito “FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA” si propone di abrogare l’articolo 23 bis della legge 133 del 2008. Eliminare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo Berlusconi e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo paese.

Il Secondo Quesito “APRIRE LA STRADA ALLA RIPUBBLICIZZAZIONE” si propone di abrogare l’articolo 150 del D.Lgs 152 del 2006. In questo modo non sarebbe più consentito il ricorso né alla gara né all’affidamento della gestione del servizio idrico integrato a società di capitali, favorendo il percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico. Ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e degli enti locali.

Il Terzo Quesito “ELIMINARE I PROFITTI DAL BENE COMUNE ACQUA” si propone di abrogare l’articolo 154 del D.Lgs 152 del 2006 limitatamente alle seguenti parole “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe la possibilità di fare profitti sul bene comune acqua.

Con l’approvazione di questo referendum verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

L’acqua è di tutti e deve essere pubblica. Difendiamo i beni comuni.

Diventa anche tu una staffetta del bene comune, firma e fai firmare.

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L’acqua non si vende. Il 24 e 25 aprile partono i referendum per l’acqua pubblica.


Depositati in Cassazione i quesiti referendari per l’acqua pubblica.

Sono stati depositati in data 31 Marzo 2010 presso la Corte di Cassazione di Roma i quesiti per i tre referendum che chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte della gestione dell’acqua ai privati e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce.

Quesito referendario n. 1: fermare la privatizzazione dell’acqua! (Abrogazione dell’art.23 bis L. 133/08)

Quesito referendario n. 2: aprire la strada della ripubblicizzazione (Abrogazione dell’art. 150 del D.lgs 152/06)


La raccolta delle 500 mila firme necessarie per l’ammissione dei referendum inizierà nel fine settimana del 24-25 aprile, una data simbolo per quella che il Forum dei Movimenti per l’Acqua intende come la Liberazione dell’acqua dalle logiche di profitto.

“Se il governo crede di aver chiuso la partita dovrà ricredersi, – ha detto Marco Bersani dei Forum Movimenti per l’Acqua durante l’affollata conferenza stampa – la coalizione che appoggia i referendum è la più ampia aggregazione formale di movimenti, associazioni laiche e cattoliche, forze politiche e sindacali che si sia mai riunita intorno a un tema simile. Queste forze ci porteranno a raccogliere le firme, approvare i referendum e votare tre sì per l’acqua pubblica”.

Presenti alla conferenza stampa anche Padre Alex Zanotelli e tre dei costituzionalisti che hanno redatto i quesiti referendari: Stefano Rodotà, Gianni Ferrara e Alberto Lucarelli.

“Il mezzo referendario – ha sottolineato Rodotà – è lo strumento per rimettere in moto la politica in questo periodo di grande disaffezione, la raccolta delle firme sarà un grande momento di azione politica collettiva”.

Secondo Alex Zanotelli chi pagherebbe di più dalla privatizzazione dell’acqua sarebbero i poveri, “la nostra vittoria servirà non solo nel panorama italiano ma darà anche una scossa all’Unione Europea. Se Parigi ha ripubblicizzato l’acqua, se nelle Costituzioni di Bolivia e Uruguay l’acqua è definito bene comune non mercificabile, possiamo farcela anche noi”.

A chi chiedeva una risposta al Ministro Ronchi che più volte, anche in questi giorni, ha screditato i promotori dei referendum accusandoli di veicolare messaggi menzogneri sulla sua legge, Marco Bersani ha risposto con una sfida al Ministro: “Scelga lui il luogo e l’ora, noi siamo disponibili ad un confronto, dati alla mano, sugli effetti del suo decreto e dell’apertura ai privati della gestione dell’acqua nel nostro paese”.

Tramite:
www.italia.attac.org
www.acquabenecomune.org

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EVENTI!!!

Invitiamo tutti i nostri sostenitori, i curiosi e gli interessati, a partecipare ai seguenti eventi:

Sabato 6 Marzo alle ore 10.00 presso la Sala Rossa del Palazzo Comunale la Lista Civica Pesaro a 5 Stelle terrà una Conferenza Stampa per illustrare ai Media e ai Cittadini le nuove iniziative promosse dalla nostra Lista e per effettuare un’analisi e una discussione riguardante le recenti polemiche sul controllo mancato alle aziende partecipate da parte dell’attuale Giunta Comunale.

Sabato 6 Marzo alle ore 17.00 presso la sala provinciale “W. Pierangeli” di Pesaro, si terrà una Conferenza patrocinata dal Comitato Accadueò di Urbino sul tema “Acqua Pubblica, bene comune – Ripublicizzazione del Servizio Idrico Integrato”.

Alla conferenza sono stati invitati personaggi di spicco appartenenti a vari movimenti per la ripublicizzazione dell’acqua attivi in tutta Italia – come Danilo Bianchi sindaco di Anghiari, Loriano Maccari avvocato e docente di Diritto degli enti locali di Urbino, Ferdinando Mancini Assessore all’Ambiente di Sansepolcro e Luigi Bivignani del Comitato Acqua Sansepolcro, – esponenti politici dei vari partiti candidati alle prossime elezioni regionali, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoë e l’assessore alla municipalità parigina, Anne Le Strat.

Un evento importante dunque, trasmesso anche in streaming, durante il quale il comitato Accadueò sottoporrà ai candidati politici alle prossime elezioni regionali un documento nel quale sarà richiesto loro di sottoscrivere pubblicamente l’impegno nella battaglia per una gestione consortile e pubblica del servizio idrico, esercitando le funzioni istituzionali per verificare e garantire l’osservanza dei principi costituzionali di adeguatezza, proporzionalità, efficienza, efficacia ed economicità per un graduale ritorno alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato.

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Acqua Bene Comune – Ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato

PAGINA FACEBOOK

Sala “W. Pierangeli” via Gramsci 4, Pesaro – sabato 6 marzo, ore 17.00

Il comitato Accadueò, nato dall’associazione spontanea di privati cittadini, si occupa da diverso tempo della questione “ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato” organizzando una serie di attività per la tutela del bene Acqua e promuovendola come risorsa, non come costo.

L’interesse del ciclo integrato dell’acqua investe la nazione intera ed altre realtà europee come ad esempio Grenoble e Parigi, dove l’acqua è già tornata ad essere gestita dal nuovo ente municipale Eau de Paris: l’intento è quello di estendere a tutto il territorio provinciale la battaglia per l’acqua interessando le amministrazioni e sollecitando la popolazione alla questione.

Per questo sabato 6 marzo alle ore 17.00 presso la sala provinciale “W. Pierangeli” di Pesaro il comitato Accadueò ha indetto una conferenza sulla tematica “Acqua bene comune – Ripublicizzazione del Sevizio Idrico Integrato”.

Alla conferenza sono stati invitati personaggi di spicco appartenenti a vari movimenti per la ripublicizzazione dell’acqua attivi in tutta Italia – come Danilo Bianchi, sindaco di Anghiari e Loriano Maccari, avvocato e docente di Diritto degli enti locali di Urbino, esponenti politici dei vari partiti candidati alle prossime elezioni regionali, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoë e l’assessore alla municipalità parigina, Anne Le Strat.


Un evento importante dunque, durante il quale il comitato Accadueò sottoporrà ai candidati politici un documento nel quale sarà richiesto loro di sottoscrivere pubblicamente l’impegno nella battaglia per una gestione consortile e pubblica del servizio idrico, esercitando le funzioni istituzionali per verificare e garantire l’osservanza dei principi costituzionali di adeguatezza, proporzionalità, efficienza, efficacia ed economicità per un graduale ritorno alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato.

Comitato Accadueò
Scarica il dettaglio dell’evento

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Pesaro è avanti… o no!!!

Semaforo verde per la privatizzazione dell’acqua
Emilio Molinari (Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua)


Un brutto colpo a freddo il decreto legge approvato ieri da Consiglio dei Ministri sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Un passaggio che chiude una epoca, preso ancora una volta senza informare i cittadini e coinvolgere i Comuni.
Sono liquidati quei pochissimi margini concessi alle amministrazioni locali dalla legge del parlamento varata non più tardi dell’Agosto 2008, di mantenere la gestione in house nei servizi fondamentali come l’acqua.
La 133 art. 23 bis appunto, è stata superata e pure già rappresentava un duro colpo per la gestione pubblica, introduceva l’obbligo alla gara e l’ingresso dei privati, ma con ancora alcune possibilità di scelta da parte dei comuni, i quali, dopo essere passati sotto i controlli delle diverse autority, potevano optare per una gestione del servizio in house, fuori cioè dal mercato finanziario.
Si chiude così il lungo e duro scontro politico ed istituzionale sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali; uno scontro che va avanti dal 2002 e ha contrapposto da una parte molti enti locali e alcuni partiti e d’altra i due poli politici di centro destra e di centro sinistra uniti.
E’ l’addio alle gestioni “in house”, e cade così l’ultimo bastione di “resistenza”eretto dai comuni e dalle province. Di questo si è trattato, ora è il via alla mercificazione totale dell’acqua potabile nel nostro paese.
Ma vediamo prima cosa sono le gestioni in house.
In sostanza sono SPA interamente nelle mani dei comuni consorziati, sulla quale i comuni stessi esercitano il “controllo analogo” a quello dei propri uffici, è riconosciuta dalla normativa Europea tanto è che la Francia e il Comune di Parigi la stanno perseguendo in un ottica di vera ripubblicizzazione. La Spagna e la Germania la stanno applicando in alcune grandi città ed è tuttora adottata dal Belgio, dall’Olanda, dal Lussemburgo, nonché da 64 ATO italiani, 61 dei quali hanno passato il vaglio dell’autority, compresi quelli di Milano Città e Provincia.
Sono state una mediazione onorevole e temporanea per il movimento dell’acqua che con 400000 firme e una legge di iniziativa popolare chiedeva la piena ripubblicizzazione del servizio idrico.
Una mediazione ottenuta principalmente dalla resistenza o riottosità (così è stata definita da partiti e confindustria) dei comuni a perdere autonomia e ruolo decisionale sui servizi e beni comuni come l’acqua potabile, che si è sostanziata in numerose iniziative, la più forte delle quali è stato il referendum promosso da 144 comuni lombardi trasversalmente rappresentati.
E’ stata una riottosità che più volte messa sotto accusa, che i partiti hanno chiesto di stroncare, ma che ha spesso trovato il sostegno oltre che nella Sinistra radicale anche nelle posizioni prese dalla Lega: nel 2003 con l’articolo 14 nella finanziaria che introduceva le in house, nel 2006 con il referendum lombardo poi nel 2008 con l’emendamento alla legge 133, art . 23bis, con il quale appunto introduceva quelle salvaguardie del pubblico, oggi rimosse dal decreto, alle quale si sono aggrappati per tanto, numerosi comuni e 64 ATO.
Ecco, il decreto legge dell’altra sera fa saltare queste salvaguardie entro il 2011 e fa un passo in più, chiede che anche nell’affidamento tramite gara a società miste la quota di partecipazione del pubblico non può superare il 40% e nelle quotate esistenti deve scendere al di sotto del 30% entro il 2012.

E’ un decreto palesemente incostituzionale che gli enti locali dovrebbero impugnare.
Con il decreto cade la foglia di fico, l’imbroglio, con la quale molti amministratori hanno cercato di rintuzzarci nel passato, e cioè che con il 51% il loro controllo sarebbe stato garantito. Adesso cosa faranno? Domanda retorica…. Prosegui la lettura »

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IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!

Da una lettera di Padre Alex Zanotelli (8 novembre 2009):

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.

Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella  Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era  in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il  Consiglio dei ministri  ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a)    L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b)    Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.

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Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua – MAILBOMBING

INVIA ANCHE TU UNA MAIL A TUTTI I DEPUTATI

Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09.
Tale provvedimento approderà alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati il 10 Novembre.
Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile del rubinetto.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame presso il Senato e in previsione della discussione di tale provvedimento alla Camera dei Deputati (inizio previsto per il 16 Novembre),

chiediamo alle/ai Deputate/Deputati
-di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;

-di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;

-di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Affinchè il mailbombing sortisca effetto, è importante che l’invio delle mail sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili, pertanto concentriamoci tutti sui seguenti giorni: giovedì 12, venerdì 13, lunedì 16 e martedì 17 Novembre

su http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6724 il testo gli l’indirizzatari dell’iniziativa MAILBOMBING

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