Articoli con tag Acqua

PESARO – Giovedì 27 Maggio 2010 – Corrado Oddi

La campagna nazionale che ha avviato la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato prosegue con grande successo di partecipazione popolare nella raccolta firme per i referendum abrogativi che cambieranno le modalità di scelta dei gestori, oggi obbligatoriamente società con la partecipazione dei privati, e consentiranno di trattare l’acqua come un diritto e non come una merce da cui si ricava profitto.

In questa Provincia l’affluenza ai banchetti per la raccolta delle firme è stata ottima, lo dimostrano le 8.000 firme raccolte in un solo mese, ed è evidente la grande sensibilità diffusa per una questione di giustizia, di valori condivisi e di bene comune. Sensibilità che si manifesta nell’entusiasmo e nella determinazione con la quale tanti, di tutte le età e di diversa estrazione, si presentano già informati e decisi ad apporre la proprie firme.

Questa settimana due appuntamenti molto importanti per la popolazione durante i quali saranno approfonditi i quesiti referendari con Corrado Oddi, Responsabile del Dipartimento Welfare della Funzione Pubblica CGIL Nazionale dal 2004 e voce autorevole del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua.

Giovedì 27 maggio sarà ospite alle ore 21.00 presso la Sala Rossa del Comune di Pesaro.

Venerdì 28 maggio interverrà a Urbino presso il Centro di Educazione Ambientale (CEA) Casa delle Vigne via Fratelli Rosselli, sempre alle ore 21.00.

Un momento importante quindi al quale non potete mancare!

Comitato Acqua Bene Comune – PESARO

Comitato Accadueò – URBINO

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Risposta: Depuratore

Comune di Pesaro

Assessorato

Bilancio, Politiche Giovanili, Società Partecipate e Controllo Contratti di Servizio, Valorizzazione Centro Storico-Mare

Prot.Generale n.79544

Pesaro, 30 novembre 2009

AI Consigliere Comunale Mirco Ballerini

All’Ufficio di Presidenza

Oggetto: Interrogazione prot. n.65977 dell’ 08/10/2009 sui “Sistemi di depurazione nel Comune di Pesaro in ordine alla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008″.

Si trasmette, con la presente, nota di Marche Multiservizi relativa all’interrogazione in oggetto.

Cordiali saluti

Marche multiservizi

30 NOV. 2009

Prot. n.19101

Egr. Dott.

Antonello Delle Noci

Assessore Bilancio – politìche giovanili -Società partecipate e controllo contratti di servizio

Comune di Pesaro

NOTA RISERVATA

La sentenza della Corte Costituzionale n.335 del 8/10/2008 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale

a) dell’art.14, comma 1, L. 5 gennaio 1994 n. 36 nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti” anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o che questi siano temporaneamente inattivi”;

b) dell’art.155, comma 1, del D. Lgs. 3 ottobre 2006, n. 152, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti” anche nel caso in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.

La sentenza interviene su un quadro legislativo programmatorio e tariffario già definito ed applicato su utenze, quelle allacciate alla fognatura ma il cui terminale dì scarico non confluisce a depurazione, non individuate anagraficamente in quanto il regime normativo previgente distingueva le utenze del Servizio Idrico Integrato in:

- allacciate alla fognatura, tenute al pagamento della quota tariffaria relativa sia alla fognatura che alla depurazione;

- non allacciate alla fognatura, escluse dall’una e dall’altra quota tariffaria.

Ne consegue che il gestore del servizio in primo luogo deve procedere alla individuazione di una nuova categoria di utenze quelle allacciate alla fognatura non depurata operando per vie, zone, frazioni, quartieri, ect. Una volta individuate le utenze dovrà associare i volumi di acqua fatturati relativi a tali utenze. L’applicazione della sentenza è resa problematica anche dal fatto che le fognature non convogliate ad impianti centralizzati sono nella gran parte dei casi dotate di trattamenti finali di varia tipologia ( grigliatura, disinfezione, fosse Imof, ect) per le quali in mancanza di chiarimenti da parte o del legislatore o delle autorità amministrative non è certo se le utenze allacciate a tali impianti debbano o meno essere considerate esenti.

L’intervento della corte costituzionale è stato basato esclusivamente su una logica di tipo civilistico legata alla natura di contratto di somministrazione del contratto afferente il Servizio Idrico Integrato.

In realtà la norma ora dichiarata incostituzionale perseguiva una finalità di tipo pubblicistico chiedendo il concorso degli utenti non serviti da depurazione agli oneri necessari per la realizzazione degli impianti. Ciò in virtù del principio solidaristico di derivazione comunitaria “chi inquina paga”.

Tuttavia le sentenze della corte costituzionale non si commentano ma si applicano e quindi è stato adottato l’art. 8 sexies del D.L n. 208/2008 il quale a sua volta rinvia ad un emanando decreto del Ministero dell’Ambiente che dovrà fissare le regole applicative.

Come riportato dalla stampa il suddetto decreto è stato firmato dal Ministro ma non è ancora pubblicato in Gazzetta e quindi non se ne conoscono i dettagli e le modalità attuative.

Situazione impiantistica città di Pesaro

Borgheria

Villa Ceccolini

Borgo S.Maria

Trebbiantico

Candelara

Novilara

Per gli abitanti attualmente non serviti il trattamento viene effettuato con sistemi di minore complessità, quali trattamento dì grigliatura e disinfezione.

Sussistono tutti trattamenti individuali previsti dalla normativa vigente per le cosiddette “case sparse” (già esenti ante sentenza 335)

Confidando di aver fornito una risposta puntuale, si resta comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti.

L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

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L’Acqua che Sporca

Il Governo centrale i giorni scorsi ha emanato un Decreto Legge che privatizzerà buona parte dell’acqua che ogni giorno esce dal nostro lavandino. Non voglio soffermarmi sulle implicazioni etiche e sociali di tale decisione. Si vuole solo segnalare che Pesaro, da questo punto di vista, è già avanti.

E’ dall’inizio del 2007, infatti, che la fornitrice del servizio idrico (Marche Multiservizi, la stessa che si occupa della raccolta dei rifiuti e della distribuzione del gas) è già in larga parte in mano ad una società privata. La Hera S.p.A. è un’azienda quotata in borsa, formata da molti comuni dell’Emilia-Romagna, ma comunque sia sempre legata alle logiche del mercato delle speculazioni azionarie.

Qualche giorno fa su Il Fatto Quotidiano è uscito un articolo che denunciava la presenza di Hera in un azienda legata al Sottosegretario Cosentino e in odore di essere in combutta con ambienti camorristici. Questo discorso è stato ripreso dal Consigliere della Lista Civica Bologna a 5 Stelle Giovanni Favia e portata all’attenzione della Giunta e del Consiglio Comunale di Bologna. Il Capoluogo Emiliano, oltre ad essere il maggior fruitore dei servizi della multi utility, è anche il socio di maggioranza.

Con la nuova legge Ronchi, Hera S.p.A. dovrà cambiare il proprio assetto azionario destinando oltre il 60% all’azionariato privato. Speriamo che almeno a quelli che verranno sarà richiesto il certificato antimafia. Altrimenti anche la nostra acqua potrebbe uscire dal rubinetto un pò più sporca.

Il video della Lista Civica Bologna a 5 Stelle

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ott-2009: Depuratore

Scarica l’interpellanza

Pesaro 08/10/2009

Preg.mo Sig. Sindaco
di Pesaro

Oggetto : Interrogazione ed Accesso Atti relativi a “Sistemi di depurazione nel Comune di Pesaro in ordine alla sentenza della Corte Costituzionale n° 335/2008”

Lo scrivente Mirko Ballerini, consigliere della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

premesso che

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta agli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi” [Sentenza Corte Costituzionale 335/2008]

CHIEDE

  • Quali sono le zone del Comune di Pesaro che sono servite dal servizio di depurazione.
  • Quante sono attualmente le abitazioni allacciate al servizio di depurazione e di conseguenza quante ancora non sono allacciate a tale servizio
  • Dove sono situati i depuratori
  • Quando sono stati installati
  • Quali sono quelli funzionanti
  • Quali sono , di conseguenza, le zone non servite da suddetto servizio.
  • Se i depuratori vengono spenti per un certo periodo di tempo (durante le ore notturne o nel periodo invernale) o se rimangono sempre in funzione
  • Quali sono le specifiche tecniche ( marca, modello, capacità di trattamento e ogni altra specifica) dei depuratori attualmente in funzione
  • L’accesso alla documentazione amministrativa, ex art. 22 L. 241/90 come modificata dalla L.15/05, relativa alle questioni suindicate e, nello specifico, a prendere visione ed estrarre copia delle comunicazioni che intercorreranno tra l’intestata Amministrazione e le Società Gestrici il SII

Nondimeno,

INTERPELLA

il Sindaco e la Giunta Comunale su:

  • Quali sono le opinioni e quale posizione intende mantenere sul tema della ri-pubblicizzazione del servizio idrico, come già fatto anche in città italiane e estere importanti come Parigi e Grenoble.
  • Quale valore sociale corrisponde all’acqua e se la giudica un bene pubblico a rilevanza economica, come attualmente è considerata dall’attuale gestore partecipato, o un bene pubblico primario per la vita nel quale l’aspetto lucrativo non deve né ora né mai essere applicato.
  • Se intende prendere delle posizioni al riguardo dell’attuale gestione del servizio idrico nel nostro comune

INVITA

l’amministrazione tutta a

  • chiedere alla società gestrice il servizio di cessare con effetto immediato di fatturare canoni di depurazione in tutti quei casi la Corte Costituzionale ha rilevato la illegittimità costituzionale;
  • chiedere la restituzione immeditata, con gli interessi legali, ai cittadini di quanto da essi pagato ingiustamente fin dall’inizio dell’affidamento del servizio alla società gestrice;
  • vigilare sul corretto adempimento al dispositivo della sentenza della Corte Costituzionale, utilizzando, in caso di inottemperanza ed al fine di far rispettare la norma, tutti gli strumenti giuridici che le legge mette a disposizione per il riconoscimento dei diritti imprescindibili dei cittadini
    ad adottare tutti gli strumenti a disposzione per il riconoscimento del bene acqua come bene a rilevanza non economica e come bene universale

Sicuro di una collaborazione volta alla miglior tutela del territorio e della collettività, in ragione del mandato ricevuto per amministrare questo Comune, la pregherei di dare, a questa interrogazione, risposta scritta [ex art. 43, comma 3 D.Lgs. 267/00 ed art. 51 comma 3, Regolamento del Consiglio Comunale]

Rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

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Azione!

Palla di pomodoro - Pomodoro´s sphereNell’ottica della massima trasparenza e partecipazione collettiva, riportiamo in queste pagine le attività della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle in Consiglio. Pubblicheremo mozioni, interpellanze ed ogni attività che stiamo portando avanti in consiglio comunale.

Il nostro consigliere, Mirko Ballerini è raggiungibile direttamente via email [mirko.ballerini@grillipesaresi.it]. Potete lasciare dei commenti oppure inviarci comunicazioni tramite la pagina contatti.

Contribuite a far diventare Pesaro una Città a 5 Stelle !

MOZIONI

INTERPELLANZE



Glossario:

Messaggio

Il Messaggio Municipale (MM) è un rapporto dettagliato con il quale il Municipio presenta, motiva ed accompagna una sua proposta di progetto al Legislativo. Lo scopo di questo strumento è quello di orientare il Consiglio Comunale e di favorire l’esame da parte delle sue Commissioni sulle proposte del Municipio che hanno implicazioni di diversa natura per il Comune.

Mozioni

La mozione è una proposta (per la soluzione di problemi nuovi rispettivamente per modificare soluzioni di vecchi problemi) che ogni consigliere – in sede di Consiglio Comunale – è in diritto di presentare, in forma scritta, esaurita la trattazione degli argomenti dell’ordine del giorno.

Interpellanza

L’interpellanza è una domanda con cui il consigliere comunale chiede al Municipio dei chiarimenti o delle informazioni su fatti e situazioni dell’amministrazione del Comune. L’interpellanza di solito è presentata oralmente e il Municipio può rispondere o subito o nella seduta successiva.

Interrogazione

L’interrogazione è un atto che consente al consigliere comunale di ottenere una risposta personale scritta dal Municipio. La sua caratteristica sta nel fatto che i consiglieri comunali possono interrogare il Municipio in ogni tempo e per iscritto anche al di fuori delle sessioni del Legislativo.

Ordinanza

Le ordinanze sono gli atti di esecuzione emanati dal Municipio intesi all’applicazione di una legge o al fine di regolare direttamente questioni legate alla legislazione di polizia, quali la gestione di beni pubblici, le tasse di parcheggio, il servizio taxi, ecc..

Regolamenti comunali

I regolamenti sono gli atti legislativi adottati dal Consiglio Comunale.

Commessa pubblica

La Commessa pubblica è un contratto attraverso il quale il Municipio assegna, con la procedura del pubblico concorso, la realizzazione di una cosa pubblica (appalti edili), la fornitura di un bene o una prestazione di servizio. La formula del concorso prevede l’affissione all’albo comunale. Scaduto il termine di presentazione delle offerte, esse vengono esaminate dal Municipio che assegna il mandato o al miglior offerente o alla soluzione più interessante.

Decisione

La decisione è un atto amministrativo che permette particolarmente al Municipio di pronunciarsi su questioni non necessariamente di tipo contenzioso ma dove ha un ruolo di giudice.

Delibera

La delibera è l’atto tramite il quale il Municipio decide di aggiudicare l’esecuzione di un lavoro o la fornitura di una cosa a chi ha presentato, a seguito di pubblico concorso, l’offerta più vantaggiosa o interessante per il Comune.

Domanda e notifica di costruzione

È la procedura, in forma scritta, attraverso la quale un proprietario, un amministratore o un progettista si rivolge all’Autorità competente al fine di mettere mano a un progetto di ristrutturazione o di nuova edificazione. L’atto viene esposto all’albo comunale per un periodo e può essere soggetto ad eventuali ricorsi da parte di terzi.

Piano regolatore

I Piani regolatori sono gli strumenti di pianificazione che stabiliscono le direttive e le normative entro le quali si programma la crescita della Città e l’occupazione del territorio: grandezza degli edifici (indici di sfruttamento ), strade, vie di comunicazione e servizi, ricercando nell’insieme una soluzione di equilibrio tra spazi edificati e non edificati e sulla destinazione degli edifici: uffici, abitazioni, negozi, bar e ristoranti.

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ACQUA FUTURA?

Aqua FuturaNon so se vi siete accorti, ma dai primi giorni di Agosto si sono diffusi per tutta Pesaro/Fano/Urbino dei manifesti per sensibilizzare la cittadinanza su un corretto utilizzo dell’acqua.

Lo slogan è: ACQUA FUTURA
Il futuro dell’acqua è nelle nostre mani.
Non sprechiamola con usi impropri”.

Ci prendono pure in giro!

Ci dicono, “è nelle nostre mani”, ma in verità non è vero, è nelle loro!

Il vero scandalo, il vero uso improprio,  non è la nostra mancanza di senso civico, ma è stato, ed è tutt’ora, la decisione da parte della passata Amministrazione di spartire il futuro dell’acqua con una società quotata in borsa (Hera spa).

Il vero scandalo è racchiuso proprio in questa terribile manovra…

Secondo il rapporto Blue Book 2009, nel 2008 a livello territoriale il record per il costo più alto per i servizi idrici se l’é aggiudicato Agrigento (con una spesa annua di 440 euro), seguita da Arezzo (410) e Pesaro e Urbino (409);

Diversamente, i costi più contenuti sono stati quelli sopportati da Milano (103 euro), Treviso e Isernia (108 e 109 euro). Prosegui la lettura »

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Acqua, un bene in comune

Acqua: un elemento indispensabile che noi poniamo, insieme ad altri punti che riguardano il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita, al centro del nostro impegno. Questo bene essenziale per la sopravvivenza del pianeta ora sgorga soprattutto dalle mani di società quotate in borsa. Una situazione che non può che essere definita raccapricciante: a quando la tassa per l’aria che si respira?

A Pesaro la realtà è questa, con Hera S.p.a. azionista di maggioranza relativa con oltre il 40% delle quote di Marche Multiservizi. Bollette di acqua e gas destinate a crescere progressivamente, gli investimenti sul territorio saranno influenzati dagli esiti di borsa e dalle speculazioni finanziarie piuttosto che dalle esigenze manutentive e di sviluppo.

Dobbiamo assolutamente riportare l’acqua ad essere pubblica, educare i cittadini ad un consumo consapevole e valorizzare le risorse idriche comunali. Alcuni punti del nostro impegno:

  • Far adeguare Marche Multiservizi al protocollo del Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua che pone come soglia minima giornaliera per ogni cittadino un fabbisogno di 40 litri che non devono e non possono essergli addebitati perchè necessari per la vita.
  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurre gli sprechi dovuti alle perdite, una monitorizzazione dell’inquinamento dei corsi d’acqua con denuncia alle autorità competenti dei trasgressori
  • Promozione del consumo di acqua potabile comunale invece di acqua minerale in bottiglia.

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Comuni a Cinque Stelle: ACQUA

Fonte: blog beppegrillo.it


Non c’è ACQUA DA PERDERE

Il 5 agosto 2008 l’acqua è stata privatizzata. Un diritto naturale è diventato merce grazie al PDL e al silenzio assenso del PDmenoelle. Lo ha sancito l’articolo 23 bis del decreto legge 112 di Giulio Tremorti. L’acqua in mano ai privati costa di più (ad Aprilia è arrivata a costare il 300% in più) e il livello di servizio rimane uguale a prima o peggiora. Se non paghi il pizzo alla società ti staccano il contatore.

L’acqua deve rimanere pubblica. I Comuni a Cinque Stelle dovranno impedire la privatizzazione dell’acqua. Un Comune senza acqua non esiste. Rogge, torrenti, ruscelli, fiumi vanno controllati dal Comune. Se non gestisce il primo bene, il più essenziale per la comunità, il Comune non serve. Il Comune non è un’azienda.

Un passo dopo l’altro ci tolgono l’aria (avvelenata da CO2), il sole (coperto dallo smog), il cibo (intossicato dai rifiuti tossici), l’acqua (privatizzata). Che logica perversa è mai questa? Chi sono questi pazzi che ci tolgono la bellezza di vivere? E perché noi continuiamo a permetterglielo? Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

ACQUA

  • L’acqua deve rimanere pubblica
  • Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
  • Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
  • Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)
  • Rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
  • Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
  • Promozione uso acqua potabile comunale
  • Promozione detersivi a basso livello di inquinamento

Con la collaborazione di Maurizio Pallante

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