
Pesaro 08/10/2009
Preg.mo Sig. Sindaco
di Pesaro
Oggetto : Interrogazione ed Accesso Atti relativi a “Sistemi di depurazione nel Comune di Pesaro in ordine alla sentenza della Corte Costituzionale n° 335/2008”
Lo scrivente Mirko Ballerini, consigliere della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle
premesso che
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta agli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi” [Sentenza Corte Costituzionale 335/2008]
CHIEDE
- Quali sono le zone del Comune di Pesaro che sono servite dal servizio di depurazione.
- Quante sono attualmente le abitazioni allacciate al servizio di depurazione e di conseguenza quante ancora non sono allacciate a tale servizio
- Dove sono situati i depuratori
- Quando sono stati installati
- Quali sono quelli funzionanti
- Quali sono , di conseguenza, le zone non servite da suddetto servizio.
- Se i depuratori vengono spenti per un certo periodo di tempo (durante le ore notturne o nel periodo invernale) o se rimangono sempre in funzione
- Quali sono le specifiche tecniche ( marca, modello, capacità di trattamento e ogni altra specifica) dei depuratori attualmente in funzione
- L’accesso alla documentazione amministrativa, ex art. 22 L. 241/90 come modificata dalla L.15/05, relativa alle questioni suindicate e, nello specifico, a prendere visione ed estrarre copia delle comunicazioni che intercorreranno tra l’intestata Amministrazione e le Società Gestrici il SII
Nondimeno,
INTERPELLA
il Sindaco e la Giunta Comunale su:
- Quali sono le opinioni e quale posizione intende mantenere sul tema della ri-pubblicizzazione del servizio idrico, come già fatto anche in città italiane e estere importanti come Parigi e Grenoble.
- Quale valore sociale corrisponde all’acqua e se la giudica un bene pubblico a rilevanza economica, come attualmente è considerata dall’attuale gestore partecipato, o un bene pubblico primario per la vita nel quale l’aspetto lucrativo non deve né ora né mai essere applicato.
- Se intende prendere delle posizioni al riguardo dell’attuale gestione del servizio idrico nel nostro comune
INVITA
l’amministrazione tutta a
- chiedere alla società gestrice il servizio di cessare con effetto immediato di fatturare canoni di depurazione in tutti quei casi la Corte Costituzionale ha rilevato la illegittimità costituzionale;
- chiedere la restituzione immeditata, con gli interessi legali, ai cittadini di quanto da essi pagato ingiustamente fin dall’inizio dell’affidamento del servizio alla società gestrice;
- vigilare sul corretto adempimento al dispositivo della sentenza della Corte Costituzionale, utilizzando, in caso di inottemperanza ed al fine di far rispettare la norma, tutti gli strumenti giuridici che le legge mette a disposizione per il riconoscimento dei diritti imprescindibili dei cittadini
ad adottare tutti gli strumenti a disposzione per il riconoscimento del bene acqua come bene a rilevanza non economica e come bene universale
Sicuro di una collaborazione volta alla miglior tutela del territorio e della collettività, in ragione del mandato ricevuto per amministrare questo Comune, la pregherei di dare, a questa interrogazione, risposta scritta [ex art. 43, comma 3 D.Lgs. 267/00 ed art. 51 comma 3, Regolamento del Consiglio Comunale]
Rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

Non so se vi siete accorti, ma dai primi giorni di Agosto si sono diffusi per tutta Pesaro/Fano/Urbino dei manifesti per sensibilizzare la cittadinanza su un corretto utilizzo dell’acqua.
Parliamo degli inceneritori di Coriano (di Hera Spa) in cui sono state riscontrate diverse anomalie: tipologia dei rifiuti bruciati, quantità sopra la norma e la costruzione stessa degli impianti. A seguito dell’analisi tecnico-strutturale dei due impianti, risultano indagati dal pm Dott. Filippo Santangelo, i legali rappresentanti di Hera per abuso d’ufficio, falso ideologico, lesioni personali colpose e getto di cose pericolose.
Non cadiamo nell’errore di credere che questo possa essere un caso limite o isolato, di quelli che “succedono agli altri”. Questi camini della morte deturpano e avvelenano gli acquedotti, le campagne e soprattutto l’aria che respiriamo. Diossina pura. Invenzioni pericolose che aumentano i casi di cancro, leucemia, malformazioni nei neonati, alimentano le mafie e arricchiscono le multinazionali con la complicità silenziosa degli organi di stampa.
Partendo dal ragionamento che se si raddoppiasse la quantità annua di rifiuti smaltiti a Cà Lucio la durata dell’impianto si dimezzerebbe. Allora ho ipotizzato che se al posto di 30.000 tonnellate ogni anno venissero conferite in discarica 120.000 (quattro volte tanto) la vita della discarica scenderebbe vertiginosamente a poco più di 5 anni. Potrei continuare all’infinito, lo so. L’esempio che ho fatto, però, non è astratto e privo di valore. 120.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati sono quelli che si ottengono sommando la mole di rifiuti gestiti annualmente dalle due maggiori discariche provinciali (e sotto il controllo di Marche Multi(dis)Servizi), quella appunto di Cà Lucio e quella di Cà Asprete (vicino Tavullia) che da sola raccoglie 90.000 tonnellate di immondizia. L’equazione è molto semplice e non c’è bisogno di un professore di matematica per convalidarne il valore. I conti tornano. Soprattutto se si considera che la discarica “pesarese” (Cà Asprete) è quasi al limite della sua capienza! Pochi mesi e poi non potrà contenere più nemmeno un pannolino.
Dopo il “successo” alle scorse elezioni del Sindaco uscente e la sua riconferma, si sta sfiorando la rissa all’interno della maggioranza. Da sistemare ci sono parecchie persone che hanno portato il gradimento del Sindaco Costruscioli al 52,3% e neppure l’istituzione di un nuovo Assessore (la Giunta passerà da 9 a 10 componenti) è servita a calmare gli animi. Su più fronti il primo cittadino pesarese è chiamato alla difesa e al contrattacco ma il pomo della discordia sembra essenzialmente uno: il segretario cittadino dell’IDV Acacia Scarpetti. Nella sua duplice veste di capo partito e di Presidente del Parco San Bartolo, anche Scarpetti deve con un braccio fermare gli attacchi e con l’altro cercare di offendere. Nello stesso momento deve strappare qualche delega in più al suo Assessore designato ma deve anche mantenere ben salda la sua poltrona alla giuda del Parco naturalistico della città. Associazioni ambientaliste e partiti “amici” di coalizione vorrebbero defenestrarlo al più presto ma dalle dichiarazioni del Sindaco il suo posto sembrerebbe ben saldo sotto le sue natiche. Costruscioli, però, ammicca e lascia intravedere nuove prospettive pur di riportare pace nella sua famiglia allargata. Un atteggiamento che sembra indispettire più le parti che tranquillizzarle. Sui giornali viene combattuta questa disputa, con dichiarazioni, lettere congiunte e note ufficiali. Il vero problema, ovvero la buona conservazione del Parco San Bartolo, sembra però venire dimenticato. Nelle ultime settimana si è letto di iniziative per la pulizia delle spiagge sotto la falesia organizzate proprio da Scarpetti. Ottima iniziativa ma oscurata da un perfetto tempismo pre-elettorale. Pochi giorni dopo il voto, invece, la notizia che un presunto sentiero già esistente si sia trasformato in una strada a due corsie. Un collegamento veloce tra una mega villa di proprietà russa e una graziosa ed esclusiva spiaggia “privata” (soltanto perchè irranggiungibile per i comuni mortali). Le parole del presidente dell’ente Parco sull’episodio sono sembrate ai più una sorta di giustificazione al malfatto, che sminuivano l’accaduto invece di condannarlo. Gli abitanti del Parco, che hanno votato compatti alle ultime elezioni per la lista Uniti (una sorta di lista civica attiva e sovrana per anni a Fiorenzuola), e le associazioni ambientaliste non sono riuscite a trattenersi esternando il loro disappunto sull’attuale guida del Parco. Sostanzialmente il problema sembra essere esclusivamente politico, chi piazzare dove. Eppure il Parco San Bartolo è un bene comune, importante per il turismo e indispensabile per l’ecosistema cittadino. Una risorsa del genere dovrebbe essere gestita dall’Amministrazione Comunale con più rispetto e con più accortezza. Al posto di svenderla al miglio offerente, o peggio ancora sotto ricatto, il Sindaco dovrebbe ascoltare le ragioni dell’una e dell’altra parte ma non per trovare il posto fisso al figlio o al parente del determinato raccomandato! La verità non deve essere politica, se nella gestione del Parco ci sono state delle mancanze queste devono venire fuori. Costruscioli non deve pensare soltanto al futuro suo e della Giunta, ma al bene dei cittadini. Le due cose non sempre, infatti, vanno di pari passo.


















