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ott-2009: Depuratore

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Pesaro 08/10/2009

Preg.mo Sig. Sindaco
di Pesaro

Oggetto : Interrogazione ed Accesso Atti relativi a “Sistemi di depurazione nel Comune di Pesaro in ordine alla sentenza della Corte Costituzionale n° 335/2008”

Lo scrivente Mirko Ballerini, consigliere della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

premesso che

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta agli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi” [Sentenza Corte Costituzionale 335/2008]

CHIEDE

  • Quali sono le zone del Comune di Pesaro che sono servite dal servizio di depurazione.
  • Quante sono attualmente le abitazioni allacciate al servizio di depurazione e di conseguenza quante ancora non sono allacciate a tale servizio
  • Dove sono situati i depuratori
  • Quando sono stati installati
  • Quali sono quelli funzionanti
  • Quali sono , di conseguenza, le zone non servite da suddetto servizio.
  • Se i depuratori vengono spenti per un certo periodo di tempo (durante le ore notturne o nel periodo invernale) o se rimangono sempre in funzione
  • Quali sono le specifiche tecniche ( marca, modello, capacità di trattamento e ogni altra specifica) dei depuratori attualmente in funzione
  • L’accesso alla documentazione amministrativa, ex art. 22 L. 241/90 come modificata dalla L.15/05, relativa alle questioni suindicate e, nello specifico, a prendere visione ed estrarre copia delle comunicazioni che intercorreranno tra l’intestata Amministrazione e le Società Gestrici il SII

Nondimeno,

INTERPELLA

il Sindaco e la Giunta Comunale su:

  • Quali sono le opinioni e quale posizione intende mantenere sul tema della ri-pubblicizzazione del servizio idrico, come già fatto anche in città italiane e estere importanti come Parigi e Grenoble.
  • Quale valore sociale corrisponde all’acqua e se la giudica un bene pubblico a rilevanza economica, come attualmente è considerata dall’attuale gestore partecipato, o un bene pubblico primario per la vita nel quale l’aspetto lucrativo non deve né ora né mai essere applicato.
  • Se intende prendere delle posizioni al riguardo dell’attuale gestione del servizio idrico nel nostro comune

INVITA

l’amministrazione tutta a

  • chiedere alla società gestrice il servizio di cessare con effetto immediato di fatturare canoni di depurazione in tutti quei casi la Corte Costituzionale ha rilevato la illegittimità costituzionale;
  • chiedere la restituzione immeditata, con gli interessi legali, ai cittadini di quanto da essi pagato ingiustamente fin dall’inizio dell’affidamento del servizio alla società gestrice;
  • vigilare sul corretto adempimento al dispositivo della sentenza della Corte Costituzionale, utilizzando, in caso di inottemperanza ed al fine di far rispettare la norma, tutti gli strumenti giuridici che le legge mette a disposizione per il riconoscimento dei diritti imprescindibili dei cittadini
    ad adottare tutti gli strumenti a disposzione per il riconoscimento del bene acqua come bene a rilevanza non economica e come bene universale

Sicuro di una collaborazione volta alla miglior tutela del territorio e della collettività, in ragione del mandato ricevuto per amministrare questo Comune, la pregherei di dare, a questa interrogazione, risposta scritta [ex art. 43, comma 3 D.Lgs. 267/00 ed art. 51 comma 3, Regolamento del Consiglio Comunale]

Rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

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Le Marche Dicono NO al Nucleare

23 SETTEMBRE 2009 10:28
NUCLEARE, LA REGIONE MARCHE PROPORRA’ RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER IMPUGNARE LA LEGGE DI DELEGA AL GOVERNO.

Le Marche hanno scelto di dire un no deciso al Nucleare, ma soprattutto alle modalita` di realizzazione dei programmi, previste dal Parlamento con l’approvazione della legge 99 del 2009. Modalita` che autorizzano a ’superare’ le scelte dei territori ‘ Regioni ed Enti locali- evidenziate da una lettera a firma congiunta dai presidenti di WWF, Legambiente e Greenpeace e che l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani ha sottoposto all’esame della giunta nell’ultima seduta. In sostanza la giunta regionale, accogliendo la proposta, presentera` entro il 29 settembre, ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge 99 per motivi di incostituzionalita` legata ai poteri delle Regioni previsti dal Titolo V della Costituzione. ‘Il Parlamento, con la legge 99 ‘ dice la lettera delle associazioni ambientaliste’ ha creato le condizioni giuridiche per scavalcare le Regioni e ridurre le possibilita` di informazione dei cittadini fino ad arrivare a militarizzare gli impianti per la cui localizzazione e` prevista una proposta da operatori privati.’ ‘Esistono i presupposti giuridici per ricorrere contro la delega nucleare al Governo ‘ afferma l’assessore Amagliani ‘ supportati da diverse sentenze della Corte in materia di energia. La Legge 99, infatti, esclude le Regioni e gli Enti locali dalla decisione sulle localizzazioni degli impianti nucleari – equiparandoli ad aree militarizzate – per la produzione dell’energia elettrica, sugli impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento degli impianti nucleari, non tenendo conto di quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione sui poteri delle Regioni in materia di governo del territorio e sul rispetto del principio di leale collaborazione istituzionale. Alle Regioni ‘ aggiunge l’assessore regionale ‘ in sede di Conferenza Unificata, viene chiesta l’intesa solo per la costruzione e l’esercizio degli impianti e non per la localizzazione che rimarrebbe in capo al solo Governo.’ Il ricorso alla Consulta per gli stessi motivi e` stato gia` proposto da Piemonte, Liguria, Toscana e Calabria. (ad’e) .

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ACQUA FUTURA?

Aqua FuturaNon so se vi siete accorti, ma dai primi giorni di Agosto si sono diffusi per tutta Pesaro/Fano/Urbino dei manifesti per sensibilizzare la cittadinanza su un corretto utilizzo dell’acqua.

Lo slogan è: ACQUA FUTURA
Il futuro dell’acqua è nelle nostre mani.
Non sprechiamola con usi impropri”.

Ci prendono pure in giro!

Ci dicono, “è nelle nostre mani”, ma in verità non è vero, è nelle loro!

Il vero scandalo, il vero uso improprio,  non è la nostra mancanza di senso civico, ma è stato, ed è tutt’ora, la decisione da parte della passata Amministrazione di spartire il futuro dell’acqua con una società quotata in borsa (Hera spa).

Il vero scandalo è racchiuso proprio in questa terribile manovra…

Secondo il rapporto Blue Book 2009, nel 2008 a livello territoriale il record per il costo più alto per i servizi idrici se l’é aggiudicato Agrigento (con una spesa annua di 440 euro), seguita da Arezzo (410) e Pesaro e Urbino (409);

Diversamente, i costi più contenuti sono stati quelli sopportati da Milano (103 euro), Treviso e Isernia (108 e 109 euro). Prosegui la lettura »

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Ammalarsi di tumore a 12 anni

Questo è un termovalorizzatoreParliamo degli inceneritori di Coriano (di Hera Spa) in cui sono state riscontrate diverse anomalie: tipologia dei rifiuti bruciati, quantità sopra la norma e la costruzione stessa degli impianti. A seguito dell’analisi tecnico-strutturale dei due impianti, risultano indagati dal pm Dott. Filippo Santangelo, i legali rappresentanti di Hera per abuso d’ufficio, falso ideologico, lesioni personali colpose e getto di cose pericolose.

Tutto nasce a seguito di una denuncia nel 2006 di una coppia di Coriano, genitori di un bimbo che oggi ha 12 anni. Un bimbo malato di tumore alla prostata, secondo i medici, un caso rarissimo per quell’età. Per l’accusa la patologia sarebbe stata originata dai fumi dei due comignoli.

La perizia ordinata dal giudice conferma che i due camini «sono stati adeguati alle norme vigenti solo dopo il 2005-2006». Per il periodo precedente risulta difficile stabilire con esattezza cosa sia successo. La relazione dei tecnici recita: «Certo l’aria di Coriano non risulta deteriorata… Però prima del 2005, soprattutto nel 2004, diversi indicatori a disposizione — che non sono scientificamente ineccepibili, e questo non fa altro che alimentare i dubbi sulla funzionalità dei macchinari oggetto di valutazione — ci rivelano anomalie varie alla funzionalità degli apparati…». Si dovrà aspettare il prossimo 19 settembre per avere ulteriori sviluppi della situazione. Ci chiediamo se anche la malattia possa aspettare i tempi dilatati della giustizia e rimanere congelata per qualche mese.

Non cadiamo nell’errore di credere che questo possa essere un caso limite o isolato, di quelli che “succedono agli altri”. Questi camini della morte deturpano e avvelenano gli acquedotti, le campagne e soprattutto l’aria che respiriamo. Diossina pura. Invenzioni pericolose che aumentano i casi di cancro, leucemia, malformazioni nei neonati, alimentano le mafie e arricchiscono le multinazionali con la complicità silenziosa degli organi di stampa.

Silenzio! Se non ne parli, il problema non esiste.

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Primo teorema di Fanta-Spazzatura

Impianto di Compostaggio di Cà Lucio

Impianto di Compostaggio di Cà Lucio

Questi giorni mi è capitato di leggere su qualche blog che in Italia dopo l’annuncio di una buona notizia, bisogna tremare! Già, perché nel nostro paese molte volte dietro una buona notizia se ne nasconde una molto peggiore. Nel video che ho riportato sopra, la buona novella, annunciata niente di meno che dal Sindaco Costruscioli, sembra essere quella dell’acquisizione di Marche Multi(dis)Servizi del Compostatore di Urbania. Pochi giorni fa, infatti, la Multi Utilities pesarese e la Comunità Montana dell’Alta e Media valle del Metauro hanno siglato un accordo con cui viene affittata e data in gestione a Marche Multi(dis)Servizi la discarica di CàLucio.

Nel comunicato stampa della S.p.a. a capitale misto, viene esaltato il successo per essersi accaparrata l’unico compostatore della Provincia e per aver fatto un ulteriore passo verso la salvaguardia dell’ambiente che ci circonda. A prima vista la notizia non sembrerebbe brutta. Tante tonnellate di rifiuti organici che non saranno più costretti a viaggi chilometrici per raggiungere gli impianti di compostaggio, in Romagna ed oltre, che Hera S.p.a. fin qui aveva messo a disposizione (previo equo pagamento).

Anche nel comunicato stampa della Comunità Montana l’ente rivendica il suo successo, confessando le proprie difficoltà, promettendo delle non quantificate nuove entrate (la discarica infatti è in affitto) e rassicurando i cittadini sulla lunga vita dell’impianto. Proprio questo dato, e il commento di un sostenitore ad un passato articolo sui rifiuti, mi hanno fatto riflettere. Sia sulla stampa locale (articolo de Il Resto del Carlino) che nel già citato comunicato stampa, viene più volte ribadito che la discarica di Cà Lucio ha una promettente aspettativa di vita che supererà i 20 anni, continuando ad accogliere 30.000 tonnellate di rifiuti ogni anno. Lasciando perdere il discorso che senza un’accurata raccolta differenziata la mole di immondizia che si verrà a creare non può che aumentare negli anni, mi sono immaginato uno scenario da Fanta-Sapazzatura che ho elaborato in questo teorema.

compostPartendo dal ragionamento che se si raddoppiasse la quantità annua di rifiuti smaltiti a Cà Lucio la durata dell’impianto si dimezzerebbe. Allora ho ipotizzato che se al posto di 30.000 tonnellate ogni anno venissero conferite in discarica 120.000 (quattro volte tanto) la vita della discarica scenderebbe vertiginosamente a poco più di 5 anni. Potrei continuare all’infinito, lo so. L’esempio che ho fatto, però, non è astratto e privo di valore. 120.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati sono quelli che si ottengono sommando la mole di rifiuti gestiti annualmente dalle due maggiori discariche provinciali (e sotto il controllo di Marche Multi(dis)Servizi), quella appunto di Cà Lucio e quella di Cà Asprete (vicino Tavullia) che da sola raccoglie 90.000 tonnellate di immondizia. L’equazione è molto semplice e non c’è bisogno di un professore di matematica per convalidarne il valore. I conti tornano. Soprattutto se si considera che la discarica “pesarese” (Cà Asprete) è quasi al limite della sua capienza! Pochi mesi e poi non potrà contenere più nemmeno un pannolino.

Il primo teorema di Fanta-Spazzatura si può sintetizzare in questo modo: maggiore è il numero delle discariche controllate da Marche Multi(dis)Servizi e minore è il tempo della loro durata. Sembra un paradosso ma è proprio così! Un piano strategico di acquisizione delle discariche nella provincia c’è (e si vede). Quello che manca è un progetto condiviso tra tutti i comuni di adottare delle politiche serie di differenziazione dei rifiuti urbani e di riduzione della produzione degli stessi. Di questo passo saremmo sommersi dalla mondezza prima del 2015 e senza via d’uscita.

Se si considera poi che per coincidenza la futura e ipotetica Fanta-Emergenza rifiuti capiterà proprio poco dopo le prossime Amministrative, si potrebbe anche pensare che la questione è stata studiata a tavolino. Tornando, però, alla realtà, non dovremmo preoccuparci più di tanto. Parola di Luca Costruscioli. Pesaro sta facendo un lavoro immane da questo punto di vista e chi pensa il contrario è solo un bieco antagonista che rema contro a prescindere.

Non ci dovremmo nemmeno preoccupare dello stato di salute della discarica “urbinate” (Cà Lucio). Anche se in passato ha avuto qualche problemino con la giustizia (Articolo de Il Corriere Adriatico) ora gode di una salute di ferro! Gli sversamenti nelle falde acquifere del percolato e il successivo inquinamento dei corsi d’acqua limitrofi sono solo un ricordo. La richiesta di danni da parte dello Stato è andata finire nel modo più classico (sentenza di Prescrizione) e un unico colpevole sarà difficile da trovare.

Come sarà difficile da trovare un colpevole per il Cancro alla Prostata che ha colpito un ragazzino di 12 anni a Coriano. Nel 2006 gli venne diagnosticato questo male, incredibile per un bambino. Incredibile se non fosse che nella cittadina romagnola è in funzione dal 1976 un Termovalorizzatore di proprietà di Hera S.p.A. Pochi giorni fa si è conclusa la fase istruttoria del processo intentato dai genitori del ragazzo tre anni fa. Per il prossimo settembre è prevista la sentenza del processo. Intanto un bambino di 12 è costretto a sopravvivere con un male che non ha nessun motivo valido di avere. Questo è l’articolo che mi ha fatto conoscere questa storia, mentre questo è il rapporto dell’ARPA-Emilia Romagna sull’inceneritore di Coriano. Pensare che qualcuno di quei rifiuti “termovalorizzati” possa provenire anche da casa mia, mi fa rabbrividire.

Eppure chi dovrebbe vergognarsi pensa solo ad acquisire discariche da riempiere.

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Ambiente, un Parco giochi per Politici

SanBartoloDopo il “successo” alle scorse elezioni del Sindaco uscente e la sua riconferma, si sta sfiorando la rissa all’interno della maggioranza. Da sistemare ci sono parecchie persone che hanno portato il gradimento del Sindaco Costruscioli al 52,3% e neppure l’istituzione di un nuovo Assessore (la Giunta passerà da 9 a 10 componenti) è servita a calmare gli animi. Su più fronti il primo cittadino pesarese è chiamato alla difesa e al contrattacco ma il pomo della discordia sembra essenzialmente uno: il segretario cittadino dell’IDV Acacia Scarpetti. Nella sua duplice veste di capo partito e di Presidente del Parco San Bartolo, anche Scarpetti deve con un braccio fermare gli attacchi e con l’altro cercare di offendere. Nello stesso momento deve strappare qualche delega in più al suo Assessore designato ma deve anche mantenere ben salda la sua poltrona alla giuda del Parco naturalistico della città. Associazioni ambientaliste e partiti “amici” di coalizione vorrebbero defenestrarlo al più presto ma dalle dichiarazioni del Sindaco il suo posto sembrerebbe ben saldo sotto le sue natiche. Costruscioli, però, ammicca e lascia intravedere nuove prospettive pur di riportare pace nella sua famiglia allargata. Un atteggiamento che sembra indispettire più le parti che tranquillizzarle. Sui giornali viene combattuta questa disputa, con dichiarazioni, lettere congiunte e note ufficiali. Il vero problema, ovvero la buona conservazione del Parco San Bartolo, sembra però venire dimenticato. Nelle ultime settimana si è letto di iniziative per la pulizia delle spiagge sotto la falesia organizzate proprio da Scarpetti. Ottima iniziativa ma oscurata da un perfetto tempismo pre-elettorale. Pochi giorni dopo il voto, invece, la notizia che un presunto sentiero già esistente si sia trasformato in una strada a due corsie. Un collegamento veloce tra una mega villa di proprietà russa e una graziosa ed esclusiva spiaggia “privata” (soltanto perchè irranggiungibile per i comuni mortali). Le parole del presidente dell’ente Parco sull’episodio sono sembrate ai più una sorta di giustificazione al malfatto, che sminuivano l’accaduto invece di condannarlo. Gli abitanti del Parco, che hanno votato compatti alle ultime elezioni per la lista Uniti (una sorta di lista civica attiva e sovrana per anni a Fiorenzuola), e le associazioni ambientaliste non sono riuscite a trattenersi esternando il loro disappunto sull’attuale guida del Parco. Sostanzialmente il problema sembra essere esclusivamente politico, chi piazzare dove. Eppure il Parco San Bartolo è un bene comune, importante per il turismo e indispensabile per l’ecosistema cittadino. Una risorsa del genere dovrebbe essere gestita dall’Amministrazione Comunale con più rispetto e con più accortezza. Al posto di svenderla al miglio offerente, o peggio ancora sotto ricatto, il Sindaco dovrebbe ascoltare le ragioni dell’una e dell’altra parte ma non per trovare il posto fisso al figlio o al parente del determinato raccomandato! La verità non deve essere politica, se nella gestione del Parco ci sono state delle mancanze queste devono venire fuori. Costruscioli non deve pensare soltanto al futuro suo e della Giunta, ma al bene dei cittadini. Le due cose non sempre, infatti, vanno di pari passo.

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ArrowBio

Ancora mi capita di sentire gente che mi avvicina e mi dice “sì Grillo… va bene protestare, ma le proposte?“.

Le proposte le stiamo presentando da anni, prima col meetup ed ora tramite la Lista Civica. Ne abbiamo tante che abbiamo presentato un programma incredibile, andate a scaricarlo e leggetelo per favore. Ci fa piacere se ci dimostrate che ci sbagliamo ma la disinformazione ci uccide. La prima grande battaglia deve essere quella sull’informazione corretta e non gestita dalla casta dei giornalisti locali che decidono chi deve comparire, come e quando in base al loro tornaconto.

Impianto di separazione ArrowBio

Oggi propongo una soluzione altamente avanzata per il trattamento dei rifiuti. Si tratta di un brevetto israeliano per un impianto che permette di trattare rifiuti indifferenziati, che saranno poi separati idromeccanicamente permettendo di recuperare il 90% del materiale riciclabile dai rifiuti. Detto in parole povere, non serve nemmeno la raccolta differenziata perchè ci pensa l’impianto a trattare i rifiuti.

E’ un impianto che produce compost, biogas al 70% composto da metano, acqua (sì, produce acqua) e materiali non biodegradabili pronti per il riciclaggio. Una piccola percentuale, il 10% circa, finirà in discarica ma è materiale assolutamente inerte e non inquinante. Un bel passo avanti anche rispetto alla raccolta differenziata.

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Là dove c’era l’erba…

La nostra Lista Civica si affaccia  per la prima volta sul panorama politico della città. Il panorama è esattamente come prevedevamo: squallido. Prima ancora di iniziare la competizione elettorale, si sono regalati assessorati, vice sindaci, presidenze e chissà quante altre cose che a noi poveri cittadini non è dato di sapere. I candidati si rinfacciano tradimenti ideologici, rancori, vendette, pensioni di troppo. Insomma, il bue dà del cornuto all’asino.

Chiunque vinca, a pagare saremo noi cittadini, loro, la casta, troveranno il modo di mettersi d’accordo. Dopo le elezioni vedremo aumentare assessorati, presidenze, associazioni per accontentare tutti, vincitori e vinti, si spartiranno tutto, incarichi, consulenze si inventeranno lavori che non servono pur di dar incarichi, è già successo, succederà di nuovo. Noi vogliamo lottare contro il sistema di potere di questi partiti che fa di noi dei sudditi. Noi vogliamo riappropriarci del nostro essere cittadini/e e vogliamo poter discutere di ciò che ci appartiene.

L’ambiente è uno dei temi che ci sta a cuore, forse il tema principale del nostro programma. Ambiente significa qualità della vita ed a Pesaro c’è molto da fare e da disfare. Gli attuali amministratori con il sindaco in testa, altro non sanno proporre che cemento, parcheggi, cemento. Chissà, forse perché girano più incarichi, perché si possono accontentare più interessi? Tra le varie opere in allestimento c’è l’apertura di un nuovo casello autostradale a S.Veneranda. A noi cittadini non serve un nuovo casello perché il nostro obiettivo non è quello di aumentare il traffico e quindi la possibilità di smaltirlo con uscite varie a Marotta, a Fano, a Pesaro nord, a S.Veneranda (4 uscite in 18 Km), l’obiettivo deve essere quello di dimuire l’uso delle auto. L’automobile ha fatto il loro tempo, il settore dell’auto è in crisi almeno da dieci anni, finisce il petrolio, l’inquinamento del pianeta ha superato già da tempo i livelli di guardia. Basta!

Si parla di un posteggio sotterraneo lungo tutto viale Trieste per quattrocento nuovi posti auto, un altro in piazza Carducci, Basta! Non vogliamo incrementare l’arrivo in centro con le automobili e quindi con parcheggi enormi che vanno a sventrare il lungomare, vogliamo l’incremento delle navette, delle piste ciclabili, l’uso del car-sharing, car-pooling e tutte le possibili alternative all’uso dell’auto privata.

Certo la categoria degli imprenditori edili e dei loro amici, non sarà d’accordo; pazienza! anche i ricchi qualche volta possono piangere.
Ci sembra che in questa città si sia già concesso troppo alla speculazione edilizia. In centro uno dopo l’altro si son chiusi cinema, locali per lottizzare quegli spazi, facendo morire anche per questo il centro storico. Sono sorti “mostri” in fondo a via Milano ad oscurare il sole, un “ecomostro” ad oscurare una pregevole opera architettonica come il Palas. Non devono essere più date nuove licenze edilizie, non più nuove superfici edificabili, le concessioni di licenze edilizie vanno date solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazione d’uso di aree industriali dismesse.

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Sette alberi

In via Amendola è stato disposto l’abbattimento di sette alberi di alto fusto, rei di aver dissestato marciapiede e sede stradale con le loro radici. L’affronto al manto asfaltato verrà punito con il massimo della pena.

I marciapiedi di via Amendola sono stretti e dissestati spesso non hanno neppure le misure minime di legge per garantire il passaggio di carrozzine e carrozzelle. L’amministratore comunale ha scelto la via più facile: abbattimento.

Qualcuno però dice NO e chiede di intervenire a protezione degli alberi. Una abitante della via chiede che le piante siano salvate, potrebbe anche incatenarsi agli alberi pur di evitarne l’abbattimento. Propone anche una soluzione: disporre il senso unico di circolazione e ampliare i marciapiedi esistenti, bonificando le radici con opportuni interventi conservativi. Il buon senso è sempre dalla parte dei cittadini, ecco perchè noi pensiamo che debbano partecipare attivamente alla gestione della città.

Intanto questa sera alle 21.00 al Circolo Arci di S.Veneranda, incontro anti-casello, organizzato da Rifondazione Comunista.

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Comuni a Cinque Stelle: AMBIENTE

Fonte: blog beppegrillo.it


Maurizio Pallante: la decrescita felice

L’ambiente è tutto. Ogni aspetto della nostra vita è riconducibile all’ambiente: salute, trasporti, edilizia, agricoltura, rifiuti. La qualità della nostra vita è ambiente. Ci vogliono convincere che la vita è merce, che vale per il numero di anni che viviamo, come merce che si valuta al peso.

La qualità non è un valore in sè. Siamo l’unico essere vivente che non vive a rifiuti zero. Vogliamo consumare tutto, mangiarci la Terra stessa, come diceva Terzani. Sappiamo che non è possibile, Sappiamo che l’ambiente non è di nostra proprietà, non è un prodotto, un derivato, un’obbligazione. L’ambiente siamo noi ed è l’unica vera eredità che lasciamo ai nostri figli. Non è materia per politici di professione, per banchieri, per società per azioni. L’ambiente non è denaro contante. I comuni non possono prostituire il territorio, è un reato, un delitto, forse il più infame.

AMBIENTE: Uso del territorio, edilizia, urbanistica

“Nell’ottica della decrescita la politica energetica va indirizzata prioritariamente verso la riduzione dei consumi, che per più del 50 per cento sono costituiti da sprechi e aumentare l’efficienza è il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, perché la diminuzione della domanda di energia:

  • accresce il loro contributo percentuale alla soddisfazione del fabbisogno
  • libera grandi quantità di denaro che può essere reinvestito nel loro acquisto.

Se il paradigma della crescita non viene messo in discussione, la politica energetica viene impostata sulla ricerca illusoria di fonti rinnovabili illimitate e pulite che siano in grado di sostituire la carenza crescente di fonti fossili, eliminando al contempo l’impatto ambientale che generano. Il contesto culturale di riferimento di questa impostazione è l’ossimoro dello sviluppo sostenibile. In questo contesto la riduzione dei consumi ha un ruolo accessorio e si limita per lo più a richiami moralistici sulla necessità del risparmio energetico ottenibile con comportamenti improntati alla sobrietà.

  • Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico
  • Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno)
  • Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di:
    • migliorare i microclimi urbani
    • aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli
    • potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento CO2
  • Valutazione strategica dell’impatto ambientale per qualsiasi intervento sul territorio
  • Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riuso di materiali provenienti dalle demolizioni
  • Recupero delle acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo per sciacquoni e irrigazione
  • Divieto di costruire parcheggi per edifici destinati ad attività lavorative, divieto totale di sosta nelle strade dei centri storici a eccezione dei residenti e destinazione agli stessi dei parcheggi sotterranei esistenti.
  • Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti
  • Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, possibilità di contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
  • Controllo periodico (almeno annuale) delle acque presenti nel territorio comunale (fiumi, torrenti, rogge, ecc) con la pubblicazione dei risultati”.

A cura di Maurizio Pallante

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