Articoli con tag Comune a 5 Stelle

Nessuna speranza… o no?

In questi giorni frenetici di preparazioni, di moduli da riempire, di domande da presentare, di manifesti da attaccare e di tanto tanto lavoro fatto in casa rubando il tempo alle famiglie e alla vita privata, ci siamo dimenticati di ringraziare la persona più importante. Lo diciamo ora ma lo abbiamo nel cuore, negli occhi e nelle orecchie da sempre: Beppe Grillo.

Grazie Beppe per la disponibilità, la gentilezza, la disinteressata voglia di fare che è assolutamente contagiosa e ci ha preso in questa avventura, spingendoci dove nessuno di noi avrebbe mai pensato di arrivare.

Ci presentiamo al giudizio degli elettori consapevoli di non avere nessuna possibilità. Siamo i perdenti, quelli che non vengono accreditati di nessuna fiducia. Noi siamo i paria della politica cittadina. I media non parlano di noi ma forse proprio per questo sentiamo di essere importanti. Quando si tace una realtà nascente significa che sta succedendo qualcosa di grande.

Se qualche migliaio di pesaresi era in Piazza del Popolo ad ascoltare Beppe, forse vuol dire che qualcosa sta davvero succedendo. Forse qualcuno inizia a farsi delle domande e le domande sono quelle giuste. Non vinceremo mai, però abbiamo le idee vincenti e allora siamo disposti a perdere se questo significa piantare un seme in questa città. Non cerchiamo posti nè poltrone, noi abbiamo l’ambizione, la pretesa assurda di cambiare il modo di amministrare la città.

Chiediamo ai pesaresi di smettere di andare a votare scegliendo sempre “il meno peggio”. Le grandi rivoluzioni iniziano con piccoli gesti e le scelte elettorali possono portare a dei grandi cambiamenti. Abbiate il coraggio, per una volta, di non votare i meno peggio ma di votare per i migliori perchè Pesaro diventi davvero una città a 5 stelle.

Lorenzo Lugli

Coordinatore Lista Civica
Pesaro a 5 Stelle – beppegrillo.it

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Conferenza Stampa

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Oggi alle ore 11.00 presso Enoteca 075 in via Rossini n.24, la prima conferenza stampa della lista civica Pesaro a 5 Stelle.

Non è più tempo di delegare, la politica va restituita ai cittadini

E’ dai cittadini che deve partire il cambiamento. Non dai partiti. Delegare senza partecipare non è democrazia. E’, nel migliore dei casi, menefreghismo civico. Per cambiare l’Italia bisogna cambiare prima gli italiani. Metterli in condizione di essere informati, di scegliere, di verificare. I Comuni sono i mattoni sui quali è costruito il tessuto del Paese. Ricostruiamo il Paese con nuovi mattoni a Cinque Stelle.

[Beppe Grillo, 3 dicembre 2008]

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Carta di Firenze

Ieri a Firenze c’è stato l’incontro nazionale delle Liste a 5 stelle promosse da Beppe Grillo. Ai lavori hanno partecipato liste di tutta Italia ed  stata approvata la Carta di Firenze, 12 punti comuni che sono le basi dei programmi di tutte le Liste a 5 Stelle:

  • Acqua pubblica
  • Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
  • Espansione del verde urbano
  • Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse
  • Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine
  • Piano di mobilità per i disabili
  • Connettività gratuita per i residenti nel Comune
  • Creazione di punti pubblici di telelavoro
  • Rifiuti zero
  • Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/finanziamenti comunali
  • Efficienza energetica
  • Favorire le produzioni locali


Firenze, 8 marzo 2009

Stasera ci riuniamo presso l’Enoteca 075 di via Rossini (Palazzo Gradari) per tirare le somme di questo fantastico raduno. Chi non è potuto essere presente si unisca a noi per capire come intendiamo lavorare e cosa faremo nella nostra città.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi nemmeno.

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Aderisci alla Lista Civica BEPPEGRILLO.IT

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Per aderire alla lista civica occorre essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • Requisiti
    • All’atto della loro candidatura e nel corso dell’intero mandato elettorale, ogni candidato non dovrà essere iscritto ad alcun partito o movimento politico
    • Ogni candidato non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive
    • Ogni candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura
    • Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune o in uno dei comuni appartenenti alla provincia.
  • ImpegniGli atti
    • Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall’origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti.
    • All’atto della propria candidatura, la lista provvederà a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l’elenco dei componenti ed il loro curriculum vitae, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica

Prima di accettare nuovi ingressi in lista si richiede la partecipazione alle riunioni dove ci conosceremo e valuteremo la possibilità di ingresso dell’aspirante candidato. Una volta approvato l’ingresso, occorre prelevare il modulo di adesione dall’area FILES di questo blog e restituirlo compilato e firmato unitamente al certificato penale del casellario giudiziale.

Per ulteriori informazioni, inviate un email a info@grillipesaresi.it anche tramite la pagina CONTATTACI di questo blog.

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Comuni a Cinque Stelle: ACQUA

Fonte: blog beppegrillo.it


Non c’è ACQUA DA PERDERE

Il 5 agosto 2008 l’acqua è stata privatizzata. Un diritto naturale è diventato merce grazie al PDL e al silenzio assenso del PDmenoelle. Lo ha sancito l’articolo 23 bis del decreto legge 112 di Giulio Tremorti. L’acqua in mano ai privati costa di più (ad Aprilia è arrivata a costare il 300% in più) e il livello di servizio rimane uguale a prima o peggiora. Se non paghi il pizzo alla società ti staccano il contatore.

L’acqua deve rimanere pubblica. I Comuni a Cinque Stelle dovranno impedire la privatizzazione dell’acqua. Un Comune senza acqua non esiste. Rogge, torrenti, ruscelli, fiumi vanno controllati dal Comune. Se non gestisce il primo bene, il più essenziale per la comunità, il Comune non serve. Il Comune non è un’azienda.

Un passo dopo l’altro ci tolgono l’aria (avvelenata da CO2), il sole (coperto dallo smog), il cibo (intossicato dai rifiuti tossici), l’acqua (privatizzata). Che logica perversa è mai questa? Chi sono questi pazzi che ci tolgono la bellezza di vivere? E perché noi continuiamo a permetterglielo? Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

ACQUA

  • L’acqua deve rimanere pubblica
  • Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
  • Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
  • Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)
  • Rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
  • Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
  • Promozione uso acqua potabile comunale
  • Promozione detersivi a basso livello di inquinamento

Con la collaborazione di Maurizio Pallante

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Comuni a Cinque Stelle: AMBIENTE

Fonte: blog beppegrillo.it


Maurizio Pallante: la decrescita felice

L’ambiente è tutto. Ogni aspetto della nostra vita è riconducibile all’ambiente: salute, trasporti, edilizia, agricoltura, rifiuti. La qualità della nostra vita è ambiente. Ci vogliono convincere che la vita è merce, che vale per il numero di anni che viviamo, come merce che si valuta al peso.

La qualità non è un valore in sè. Siamo l’unico essere vivente che non vive a rifiuti zero. Vogliamo consumare tutto, mangiarci la Terra stessa, come diceva Terzani. Sappiamo che non è possibile, Sappiamo che l’ambiente non è di nostra proprietà, non è un prodotto, un derivato, un’obbligazione. L’ambiente siamo noi ed è l’unica vera eredità che lasciamo ai nostri figli. Non è materia per politici di professione, per banchieri, per società per azioni. L’ambiente non è denaro contante. I comuni non possono prostituire il territorio, è un reato, un delitto, forse il più infame.

AMBIENTE: Uso del territorio, edilizia, urbanistica

“Nell’ottica della decrescita la politica energetica va indirizzata prioritariamente verso la riduzione dei consumi, che per più del 50 per cento sono costituiti da sprechi e aumentare l’efficienza è il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, perché la diminuzione della domanda di energia:

  • accresce il loro contributo percentuale alla soddisfazione del fabbisogno
  • libera grandi quantità di denaro che può essere reinvestito nel loro acquisto.

Se il paradigma della crescita non viene messo in discussione, la politica energetica viene impostata sulla ricerca illusoria di fonti rinnovabili illimitate e pulite che siano in grado di sostituire la carenza crescente di fonti fossili, eliminando al contempo l’impatto ambientale che generano. Il contesto culturale di riferimento di questa impostazione è l’ossimoro dello sviluppo sostenibile. In questo contesto la riduzione dei consumi ha un ruolo accessorio e si limita per lo più a richiami moralistici sulla necessità del risparmio energetico ottenibile con comportamenti improntati alla sobrietà.

  • Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico
  • Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno)
  • Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di:
    • migliorare i microclimi urbani
    • aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli
    • potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento CO2
  • Valutazione strategica dell’impatto ambientale per qualsiasi intervento sul territorio
  • Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riuso di materiali provenienti dalle demolizioni
  • Recupero delle acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo per sciacquoni e irrigazione
  • Divieto di costruire parcheggi per edifici destinati ad attività lavorative, divieto totale di sosta nelle strade dei centri storici a eccezione dei residenti e destinazione agli stessi dei parcheggi sotterranei esistenti.
  • Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti
  • Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, possibilità di contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
  • Controllo periodico (almeno annuale) delle acque presenti nel territorio comunale (fiumi, torrenti, rogge, ecc) con la pubblicazione dei risultati”.

A cura di Maurizio Pallante

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Comuni a Cinque Stelle: TRASPORTI

La Canzone dell´Amore PerdutoSe le città fossero liberate dal traffico privato, si arriverebbe prima ovunque e questo vale soprattutto per chi usa l’auto. Se i mezzi pubblici fossero elettrici o a idrogeno si respirerebbe meglio. Se i trasporti ferroviari per i pendolari avessero un decimo dei finanziamenti della (inutile) alta velocità, milioni di italiani arriverebbero al lavoro o a scuola in orario senza doversi poi fare la doccia. Se le città avessero come priorità le piste ciclabili al posto dei parcheggi si potrebbero portare a scuola i nostri figli pedalando, invece di parcheggiare il SUV in doppia fila. Bisogna odiare la macchina, non i trasporti.

Le politiche dei Comuni devono incentivare il trasporto pubblico in particolare per le fasce più deboli o decentrate sul territorio come avviene nelle Comunità montane o per i pensionati nelle città. Allo stesso tempo il trasporto privato, dove non è necessario, ad esempio nei centri cittadini, va vietato, Chi possiede un’auto in città deve avere un proprio posto macchina, in caso contrario non può usarla per parcheggiarla sui marciapiedi, nei giardini o dove c..o gli pare. Le auto in città vanno contingentate, dopo un certo numero vanno proibite. Il suolo pubblico non è della FIAT.

Nuove bretelle, parcheggi, collegamenti autostradali vanno valutati con molta attenzione. Se servono alla comunità, ai Comuni che sono interessati, se hanno un valore di lungo termine, si possono avviare. Altrimenti vanno proibiti senza se e senza ma. La bretella autostradale Broni-Mortara non serve a nulla e distrugge il territorio della Lomellina. Qualcuno ha chiesto il permesso ai pavesi? E’ solo un esempio di come i soldi pubblici sono spesi senza pensare ai cittadini. Meno ospedali, più biciclette. Noi siamo lo Stato e noi ce lo riprenderemo.

TRASPORTI NEI COMUNI A CINQUE STELLE

Nel settore dei trasporti occorre intervenire sia a livello tecnico, incentivando lo sviluppo di mezzi di trasporto più efficienti e meno inquinanti, sia a livello organizzativo, favorendo lo sviluppo dei mezzi di trasporto pubblici e disincentivando l’uso dei mezzi privati soprattutto nelle aree urbane fortemente congestionate.

  • Definizione di un piano di trasporti pubblici non inquinanti da parte di ogni Comune sia per l’area comunale che in riferimento ai collegamenti esterni al Comune.
  • Dotazione di una rete di piste ciclabili “sicure” che consenta di raggiungere i punti di maggior interesse pubblico, esempio scuole, ospedali, municipi, ecc
  • Istituzione di parcheggi comunali per le biciclette.
  • Introdurre la possibilità di parcheggiare le biciclette all’interno dei condomini.
  • Pedonalizzazione dei centri cittadini.
  • Trasporti di collegamento con tra l’area urbana e le aree disperse sul territorio, ad esempio nelle comunità montane.
  • Favorire con apposite convenzioni i servizi di car sharing e di bike sharing.
  • Definire un tempo di carico scarico delle merci nelle città in orari prefissati, ad esempio dalle 6.30 alle 7.30 del mattino.
  • Diminuzione delle tasse comunali, da definire da Comune a Comune, per chi non possiede un’auto privata.
  • Piano urbano per la mobilità dei disabili.
  • Finanziamenti a strutture private che operano nel trasporto dei disabili.
  • Forte inasprimento delle sanzioni e eventuale ritiro dell’auto per un periodo da tre a sei mesi per chi parcheggia sugli scivoli per i disabili.
  • Agevolazioni per l’insediamento di punti pubblici di telelavoro.
  • Navette pubbliche per il trasporto dei bambini a scuola.

Lo sviluppo di un trasporto pubblico con una forte valenza sociale è una importante fonte di riduzione dei consumi di fonti fossili e di impatto ambientale con ricadute sulla salute dei cittadini.

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Comuni a Cinque Stelle: SVILUPPO

Tratto dal blog beppegrillo.it

David Borrelli, consigliere comunale per la lista GrilliTreviso:

Rifiuti Zero a Treviso

C’è una grande confusione sui termini consumo e sviluppo. Molti pensano che siano la stessa cosa. Lo psiconano per esempio. Per uscire dalla crisi si è trasformato in piazzista di elettrodomestici e di auto Fiat.

Per chiarirmi le idee ho consultato il dizionario:

  • Consumare: far diminuire o logorare con l’uso; esaurire; terminare
  • Sviluppare: far crescere, potenziare

Il nostro futuro è lo sviluppo senza consumo. Va cambiato il modello di società o non ci sarà più una società. Il riciclo è una risorsa economica, il risparmio è una risorsa economica. Il pianeta in cui viviamo si rigenera continuamente. Il Comune a Cinque Stelle è un Comune del Pianeta. Un bene che dobbiamo trasmettere ai nostri figli.

PREMESSA PER RIFIUTI ZERO:

Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire da questi concetti:

  • tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni
  • Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai)
  • L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.
  • Come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova)
  • I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi )

RIFIUTI ZERO NEI COMUNI A CINQUE STELLE

Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:

  • piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo “Meno 100kg pro capite” con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto,compostaggio domestico, etc.
  • accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
  • Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato
  • per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti)
  • raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana
  • realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni
  • costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
  • costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
  • costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata
  • creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili
  • per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)
  • chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori

A cura di Matteo Incerti e di Marco Boschini

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