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Inaccettabile PD!!!

Proponiamo qui di seguito una breve raccolta di citazioni che in questi giorni stanno imperversando sulla stampa e sulla rete al riguardo della recente bocciatura (16 voti contrari, 4 astenuti, 2 favorevoli) della Mozione sull’istituzione del registro comunale delle unioni civili proposta dalla nostra lista.

Una mozione in cui si dice l’ovvio, si chiede l’ovvio, non si pretende nulla di scandaloso: pari diritti per persone conviventi, legate da un vincolo affettivo. E, si badi bene, non si parla di gay. Ma di persone.

Val la pena inoltre sottolineare che Pesaro ha un sindaco del Pd, ed è, quindi, governata dal centrosinistra. Un centrosinistra che ha reso possibile, neanche troppo tempo fa, la cacciata del coro omofonico Konos (prima invitato a cantare ad una rassegna promossa da Curia e Comune, salvo poi vedersi cancellato lo stesso invito).

Il livello di supponenza e superficialità esternato dalle dichiarazione dei nostri amministratori e il consueto tentativo di ridurre ogni questione messa in campo ad un puro scontro tra parti politiche, dimostra inequivocabilmente, quanto essi siano ormai lontani e incapaci dal comprendere il significato di democrazia, uguaglianza e rispetto verso i cittadini e il compito che essi si assumono quando vengono incaricati di servire e gestire la cosa pubblica.

Gli estremi tentativi di giustificare l’ingiustificabile, di dimostrarsi sensibili a tematiche da loro fino a ieri considerate inutili e insussistenti, di considerare una proposta un attacco e un diritto un superfluo non prioritario, sono (come espresso dal nostro consigliere comunale Mirko Ballerini a centro articolo) esclusivamente le risposte di una insopportabile casta che tutto può e tutto fà nell’esclusiva funzione dei sui interessi, del suo potere e delle sue poltrone e che quando viene chiamata a dare spiegazioni del suo operato si nasconde dietro un muro inconsistente che pensano possa proteggerli, ma che in verità non fa altro che allontanarli dalle uniche persone che hanno la facoltà di dargli potere...i loro elettori.

«D’Alema non doveva fare certe dichiarazioni senza conoscere bene la questione. Non c’è nessuna contraddizione tra noi e il Pd nazionale, noi siamo a favore dei diritti di tutti. Ma non prendiamo in giro i cittadini, questo è un registro simbolico, senza una normativa legislativa non ha nessun valore. E’ stata una questione di metodo, non di merito. Hanno sbagliato a non discutere il documento in commissione. Noi abbiamo come riferimento i cittadini, non un “santone miliardiario per questo porterò io stesso, a settembre in commissione affari istituzionali un documento per il registro sulle unioni civili. Sarà una proposta che cercheremo di condividere con tutti, forze politiche di maggioranza e opposizione, associazioni e cittadini».

Daniele Vimini
Consigliere Comunale PD

Su molti temi mi trovo concorde con l’opposizione, come formazione e cultura. Ma non vorrei toccare queste corde. Anche perché milito nel Pd. Un partito di sinistra, in questo momento non può non riflettere attentamente sulle vere urgenze da affrontare, come la disoccupazione. Il governo Prodi è stato impantanato per due mesi sui Dico: è stato l’inizio della fine. E questo mentre il popolo di sinistra voleva delle riforme strutturali. I Dico cosa hanno prodotto? Lo abbiamo ben visto. Queste sono problematiche che affrontano persone che scelgono questo tipo di vita“.

Silvano Ciancamerla
Capogruppo PD al Consiglio Comunale

Il registro è inutile. In vari comuni è stato già accolto, ma il numero delle persone iscritte è irrisorio. In alcuni comuni è stato eliminato. Non è un bisogno sentito dalle persone conviventi. Invece di pensare ad un’azione di svalutazione della famiglia, è più urgente affrontare politiche a favore della famiglia

Caterina Tartaglione
Consigliere comunale PDL

Gli interventi dei colleghi Vimini e Ciancamerla denotano tutta l’arroganza di chi sta al potere da troppo tempo.
Dalle loro parole emerge chiaramente che tutto in consiglio deve passare al vaglio preventivo della maggioranza, altrimenti si  boccia, qualsiasi cosa sia, anche tematiche importanti che condividono e sono nell’interesse dei cittadini
Poi ci pensano loro a ripresentarla, con il marchio di fabbrica PD.
Così è andata per la nostra mozione sulle unioni civili, bocciata a prescindere. Come ho detto in aula è un atteggiamento del quale devono rispondere ai loro elettori .
Se per i colleghi una mozione d’indirizzo presentata da un consigliere dell’opposizione è un dictat, significa che hanno qualche problema nel concetto di democrazia, forse pensano che dopo 60 anni scatti il diritto di usucapione e il consiglio comunale sia diventato roba loro.
Comunque vorrei ricordare ai colleghi che la mozione non aveva carattere d’urgenza, era lì in coda da 6 mesi, e nessuno mi ha mai chiesto di portarla in commissione, lo ha fatto Perugini in aula Lunedì scorso durante il dibattimento della mozione stessa, ma nonostante la mia disponibilità, la maggioranza s’è rifiutata di concedere le firme necessarie per  il rinvio. Quindi è stato il Pd & Company a voler portare al voto la mozione a tutti i costi per abbatterla con il zelante plotone d’esecuzione.
Il santone miliardario non c’entra nulla, quella era una mozione presentata da dei cittadini, da un gruppo di giovani e meno giovani che lavorano con impegno, che hanno idee e proposte, quelle idee e proposte che mancano da tanto tempo al nostro caro partito di pseudo centro sinistra.
Comunque prometto che dalla prossima iniziativa, prima di fare qualsiasi cosa, chiamo agli amici Vimini e Ciancamerla e chiedo loro il permesso.
Scusate, sono nuovo, credevo che un consigliere eletto direttamente dai cittadini avesse una certa autonomia.

Mirko Ballerini
Consigliere Comunale Pesaro 5 Stelle

«Un errore il voto del Pd pesarese, non rappresenta la linea del nostro partito».
«Ciò che è avvenuto a Pesaro è un episodio non positivo, perchè è un errore e credo che il nostro partito debba spiegare questo ai suoi militanti. La nostra linea è il riconoscimento degli italiani che si uniscono in coppie di fatto, i cui diritti devono essere riconosciuti»

Massimo D’Alema

«Il Pd, con i fatti ha ampiamente dimostrato la sua totale incapacità a confrontarsi con la questione gay».
«Sbaglia D’Alema, questo non è il Pd degli errori, ma degli orrori ai quali assistiamo nelle loro dichiarazioni, nelle mozioni approvate e nelle proposte di legge che testimoniano quanto il partito sia del tutto privo di una posizione chiara sui diritti-doveri degli omosessuali»

Paolo Patanè
Presidente nazionale di Arcigay

«La triste palude controriformistica nella quale l’Italia è piombata è ben rappresentata da questo voto trasversale».

Valerio Mezzolani
Presidente Arcigay Pesaro

«Il Pd, soprattutto dove governa, non riesce in molte zone d’Italia a essere coerente con la propria vocazione democratica e riformista. Evocativa della confusione del maggior partito della sinistra italiana è la dichiarazione del capogruppo comunale (Ciancamerla), che ha sostenuto che ci sono ben altri problemi da affrontare, per esempio la disoccupazione».

Aurelio Mancuso
Ex Presidente di Arcigay

“Al peggio, si sa, non c’è mai fine. Neanche all’anima cattolica del Pd c’è mai fine. Un’anima i cui rigurgiti sono uno dei motivi per il quale uno come Nichi Vendola rischia di pisciar via, con la virulenza degna di chi è stufo di vivere in un’Italia sempre meno europea, i giochini dei vecchi politicanti pd-ellini.”

River Blog

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Il Consigliere della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle Risponde

Lunedì 26 Luglio in consiglio comunale è stata messa ai voti una delibera relativa alla costruzione di un parcheggio con annesso ristorante situato nei pressi della spiaggetta della Vallugola. Il documento dopo lunghe discussioni e accuse svoltesi mercoledì 21 Luglio è stato riproposto in prima posizione (come prima votazione) quest’ultimo lunedì. Come molti di voi già sapranno, la delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli e 17 contrari. La mancata e possibile bocciatura del documento è stata fatta ricadere sulla mancata presenza e ritardo alla seduta di alcuni consiglieri quali: Cipolletta e Tartaglione (PDL), Trebbi (PRC) e il nostro Consigliere Comunale Mirko Ballerini ai quali si aggiunge il molto discusso voto favorevole da parte del consigliere Fiumani (PDL).

Premettendo che a nostro parere le colpe debbano ricadere soprattutto su chi si è permesso di proporre una colata di cemento all’interno di un parco deturpando la bellezza naturalistica della famosa spiaggia, non ci sottraiamo però dal scusarci con i nostri elettori, ne di rispondere alle accuse che sia la stampa sia altri consiglieri ci hanno in questi giorni rivolto.

Lettera ai cittadini del Consigliere Comunale della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle Mirko Ballerini

Vorrei fare alcune puntualizzazioni sul mio ritardo al consiglio di lunedì.

Innanzitutto mi scuso con i cittadini in quanto in ogni caso è nostro dovere essere presenti e puntuali ai consigli, è un impegno che ci siamo presi e va rispettato.

In questo primo anno di mandato ho saltato solo due consigli, uno perché ero fuori per ferie e un altro, quello svoltasi alla caserma Del Monte, per miei motivi etici e di coscienza. Inoltre, mi è testimone il presidente, sono sempre abbastanza puntuale e resto sempre fino alla fine dei lavori.

Lunedì ho tardato per motivi di lavoro, mi sono trattenuto un po’ troppo in ufficio, forse con superficialità, non pensando che alle 15,40, non un tempismo mai visto, si sarebbe votato.

Avrei votato contro, come la volta scorsa contribuii a far mancare il numero legale, però va ricordato che anche una bocciatura avrebbe avuto solo una valenza politica, in quanto il parcheggio rientra nel piano del parco e tra pochi mesi sarebbe stato in ogni caso realizzato, forse anche a condizione peggiori, cioè interamente privato.

Non accetto quindi la lezioncina apparsa nella mailing list di un collega. Forse la gente non ha memoria o fa confusione tra i plurincarichi, ma dov’era il consigliere comunale nonché consigliere regionale, nonché (tenetevi forte) presidente del Parco San Bartolo, quando redigevano il piano, per l’appunto, del parco stesso che prevedeva anche il parcheggio incriminato?

Quando Luca Acacia Scarpetti, si dimetterà da consigliere comunale, da presidente del parco e si autoridurrà lo stipendio da consigliere regionale a € 2500 al mese, come fanno i suoi colleghi grillini, allora potrà farmi il predicozzo. Invito inoltre i cittadini a verificare le presenze del consigliere in questa legislatura, a memoria non ricordo di averlo visto più di 4/5 volte.

Capisco che mettere sotto la maggioranza in questo momento giovava al braccio di ferro in atto tra IDV e sindaco per la solita squallida lotta per le poltrone, ma noi vorremmo restarne fuori, ci basta e ci avanza l’unica che abbiamo.

Ho fatto tardi perché lavoravo, perché, IO, lo stipendio lo guadagno altrove, non con la politica. La politica per noi è passione, è un servizio civile, non è business.

Mirko Ballerini

Consigliere Pesaro 5 Stelle

Qui di seguito le accuse rivoltaci dal Consigliere Comunale, Consigliere Regionale nonchè Presidente dell’ente Parco San Bartolo Luca Acacia Scarpetti:

Cari amici,

ad un giorno dall’approvazione da parte del Consiglio Comunale del parcheggio e del ristorante, non si può non tornare sull’argomento!

Considero i Grillini e Rifondazione Comunista, soggetti estremamente onesti, lontani da logiche corrotte direttamente.

In politica e nella vità però, questo non basta! Bisogna essere efficaci, preparati, a volte necessariamente moderati, a volte necessariamente combattivi!

Il voto di ieri sulla “questione Vallugola” era di quelli che valeva mille altre votazioni. Si salvava un angolo verde di impareggiabile bellezza, era un biglietto da visita per il prossimo progetto del porto, era un segnale politico tremendamente importante, con due sindaci al secondo mandato!

Non ho elementi per dire se l’assenza dei due consiglieri che spesso si proclamano paladini dell’ambiente, sia stata colposa o dolosa!

Purtroppo conta il risultato, e questo è stato, al momento, deleterio.

Deleterio come spesso sono state le battaglie pregne di demagogia e prive di contenuto, dell’estrema sinistra (purtroppo)!

Saluti

Luca Acacia Scarpetti
Italia dei Valori

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PD STRIKES BACK (Il Partito Democratico Colpisce Ancora)

Nella seduta del consiglio comunale del 26 luglio 2010, in un’aula semi deserta è stata bocciata la mozione presentata nel mese di Gennaio dalla lista civica Pesaro a 5 stelle, sulla istituzione del Registro Comunale delle Unioni Civili.

Nella mozione noi chiedevamo che il Comune si impegnasse attraverso singoli atti e disposizioni degli assessorati e degli uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, etero ed omosessuali,  per superare situazioni discriminanti, confidando che  un tale gesto di civiltà potesse anche essere di stimolo al legislatore nazionale per occuparsi tempestivamente della materia.

Da vent’anni l’art.4 del dpr 223/89 afferma che “ per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti  ed aventi dimora abituale nello stesso comune”.

Da venti anni in molte città italiane sono stati istituiti i Registri delle unioni civili, prime tra tutte Pisa che nel 1998 ha celebrato anche una unione civile tra due donne ed ultima Torino che dopo aver celebrato simbolicamente un matrimonio gay, ha istituito il registro delle unioni civili proprio il 28 giuno del 2010.

A Pesaro invece  l’unico tormentone che viene ripetuto dalle forze di maggioranza e di opposizione contro l’istituzione dei Registri  è l’eterna litania della famiglia istituzionale, fondata sul matrimonio e possibilmente con figli ( il consigliere Roscini ha definito “povera famiglia” quella non benedetta dal dono della figliolanza) quale unico baluardo contro l’imbarbarimento della società civile. Non si sono accorti i nostri consiglieri che spesso tali famiglie sono proprio il luogo in cui si verificano le scelleratezze più gravi: botte, violenze, sopraffazioni, maltrattamenti verso i figli?

Non si sono accorti che una famiglia su tre finisce con la separazione ed il divorzio e che nel territorio nazionale crescono sempre più famiglie di fatto che, per vari motivi, non desiderano o non possono arrivare al matrimonio?

L’altro tormentone usato contro l’approvazione della nostra mozione è stato quello del consigliere Ciancamerla  al quale subito si è associato il sindaco: nella provincia di Pesaro ci sono circa 4.000 cittadini tra disoccupati ed in mobilità quindi le priorità sono altre, non sono certo i registri. E allora perché nella stessa seduta si vota per la cementificazione della Vallugola, si vota contro la riduzione degli assessorati e delle Commissioni, si vota per mantenere intatti gli emolumenti della casta?

Ci vengono a predicare che altre sono le priorità: certo che ci saranno sempre delle priorità per chi non vuole fare delle scelte. Noi le scelte le facciamo, una di queste è proprio la battaglia contro ogni forma di discriminazione, perché ogni cittadino sia uguale davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di lingua….( art.3 della Costituzione).

Purtroppo (per lui, naturalmente) il consigliere Ciancamerla si è lasciato sfuggire il vero motivo per cui il Pd ha votato contro l’istituzione dei registri quando ha urlato che è stanco di vedere e sentire i grillini portare avanti battaglie che lui ed il suo partito sono perfettamente in grado di fare e fare meglio.

Complimenti a questo partito che, tra chi ha votato contro, chi è uscito prima del voto (Signorotti, Vimini), chi non c’era fin dall’inizio, ha dato un’altra prova della propria arroganza, incapacità di capire i cambiamenti sociali, insipienza, basso livello intellettivo e grande maleducazione.

Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

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LISTA CIVICA PESARO 5 A STELLE: 
IL PRIMO ANNO IN CONSIGLIO COMUNALE

Cari cittadini Pesaresi,
è passato poco più di un anno da quando la Lista Civica Pesaro a 5 Stelle ha ottenuto il 3,5% alle elezioni comunali del 6 giugno 2009.

In più di 2.000 ci avete dato fiducia e Mirko Ballerini è consigliere comunale da più di un anno.

Fiducia riposta in un gruppo di cittadini che vogliono controllare, che vogliono eliminare sprechi inutili e favori e che vogliono proporre e mettere in atto soluzioni di buon senso.

Ma soprattutto fiducia riposta in ragazzi normali, mai stati in politica prima e quindi anche inesperti, fuori dalle logiche di partito e senza interessi personali se non quelli riposti al bene civico e comune della nostra città. Ma questa è la nostra forza, non la nostra difficoltà.

A livello politico siamo 1 solo (un consigliere comunale), ma ci siamo nel tempo ritagliati uno spazio di rispetto da parte degli altri gruppi politici, e le nostre battaglie portate in consiglio comunale hanno sempre alimentato un confronto, o scontro, costruttivo che fa prevalere le regole del buon senso e mette in difficoltà le regole di partito e della politica che ormai da troppo tempo impediscono una crescita civile e democratica della nostra nazione.

Ci attendono altri 4 anni di mandato che onoreremo con sempre più impegno e dedizione.

Quel gruppo di ragazzi che un anno fa non sapeva neanche cosa fosse un consiglio comunale in dodici mesi è riuscito più di una volta a mettere in difficoltà la maggioranza ed è riuscito a far approvare e a far discutere la politica su tematiche fondamentali della nostra città.

Qui di seguito le nostre mozioni le nostre battaglie e i nostri successi di questo primo anno di attività:

Mozione sul “Campus Universitario di via Nanterre”:

Il comune aveva presentato un progetto per costruire su una delle aree verdi più importanti di Pesaro, un mostro di cemento fatto di negozi appartamenti per gli studenti dell’università di Pesaro.

In realtà l’università era una scusa e un pretesto per costruire appartamenti, negozi, uffici che nulla avevano a che vedere con lo studio e la vita accademica.

Il documento da noi presentato aveva lo scopo di bloccare questa edificazione selvaggia o al limite di limitarla ai soli scopi universitari.

La mozione non è poi passata in consiglio comunale, ma,dopo una lunga discussione che ha messo in grandi difficoltà la maggioranza e il sindaco, su quell’area non verrà edificato nulla (per almeno qualche anno).

Ovviamente sorveglieremo!
Mozione per l’utilizzo dei pannolini Lavabili

Grandi scogli culturali e pregiudizi bloccano l’utilizzo da parte delle famiglie di questi pannolini. Diversi comuni in Italia gli incentivano perché evitano che ogni bambino produca nel corso della sua vita più 1 tonnellata di rifiuti non riciclabili.
Con questa proposta abbiamo chiesto al Comune di informare e sensibilizzare le neo mamme all’utilizzo di questi pannolini.

Proposta APPROVATA ALL’UNANIMITA’ dall’intero Consiglio Comunale che ha poi trovato applicazione nella recente promozione da parte del Vice Sindaco Catalano della Carta Bimbi.

Mozione sul sistema di raccolta dei rifiuti porta-a-porta.

Mozione BOCCIATA dalla maggioranza dopo diverse consultazioni e dopo la richiesta da noi avanzata di affrontare un dibattito in consiglio Comunale solo ed esclusivamente sul sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti  e sulla sua discutibile gestione da parte di Marche Multiservizi.

Dopo mesi di confronti e soprattutto scontri tra la nostra Lista, la Giunta Comunale e l’amministratore delegato di Marche Multiservizi Tiviroli fondati sulla pubblicazione di dati sulla raccolta a nostro parere (e anche secondo il parere della stampa locale) completamente errati e viziati, siamo riusciti ad ottenere, grazie anche ad alcuni consiglieri della maggioranza di buon senso, l’approvazione di un sistema di raccolta dei rifiuti misto Porta a Porta e di prossimità.

A nostro giudizio e nell’interesse dei cittadini questa soluzione ibrida è la più onerosa e inefficace.

Attualmente ci ritroviamo con 2 sistemi opposti che convivono nella nostra città. Tutto questo perché il comune non è stato in grado di intervenire nelle funzioni di Marche Multiservizi assoggettandosi al volere di Hera SPA: multiutility che controlla la nostra azienda e che ha come investimento principale la costruzione di inceneritori con recupero di energia.

In verità è risaputo che il sistema di raccolta porta-a-porta fatto come si deve garantisce una % di raccolta differenziata dal 70% in su.

Ma se ricicliamo troppo la discarica dura troppo tempo e la costruzione degli inceneritori sarebbe inutile perché non avrebbe rifiuti sufficienti da bruciare!

E’ questa la ragione per cui ci siamo battuti tanto e abbiamo proposto il porta-a-porta come sistema di raccolta dei rifiuti elettivo che viene adottato ormai in moltissimi comuni con un forte risparmio sulle bollette e soprattutto con un ritorno ecologico per la città che non può essere eguagliato da nessun altro metodo di gestione.

La forte battaglia che abbiamo portato avanti non ci ha permesso di far approvare la nostra mozione ma la discussione in consiglio comunale ha posto un freno al volere di Marche Multiservizi di attuare la raccolta di prossimità in tutta la città e ha permesso l’ampliamento della raccolta porta a porta in altri quartieri non ancora serviti da questo sistema.

Marche Multiservizi farà di tutto per boicottare e far fallire il sistema.

Ovviamente vigileremo!

Mozione sull’utilizzo e la promozione dell’Acqua del rubinetto, mozione per costituzionalizzare il diritto all’acqua e coordinamento locale per la campagna referendaria per l’acqua pubblica.

La mozione per la promozione e l’incentivazione all’utilizzo dell’acqua, del rubinetto da parte delle istituzioni e dei cittadini e la mozione per costituzionalizzare il diritto all’acqua condivisa con larga parte della maggioranza e promossa a livello nazionale dal Forum  Italiano dei Movimenti per acqua, sono state recentemente APPROVATE.

Queste mozioni invitano il comune a incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto sia tra la popolazione, mediante l’acquisto di filtri o il rifornimento presso fontane comunali, sia all’interno degli uffici e strutture comunali abolendo l’acqua nelle bottiglie di plastica sostituendole con brocche in vetro e distributori, e cosa fondamentale chiedono di modificare lo statuto comunale riconoscendo al proprio interno il Diritto Umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile e inalienabile e che il Servizio Idrico integrato è un servizio privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti quindi obbligatoriamente svincolato da logiche economiche e affaristiche.

Questi ultimi tre mesi ci hanno poi visto fortemente impegnati nella campagna referendaria di raccolta firme “L’acqua non si Vende” in favore della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua.

E’ recente (Lunedì 19 Luglio) la deposizione presso la Corte Costituzionale di Roma di ben 1.400.000 firme raccolte in tutta Italia.

A Pesaro il comitato promotore coordinato da un nostro esponente (Roberto Lorenzi), con la collaborazione di altri partiti politici e liberi cittadini, ha organizzato per tre mesi una serie di banchetti ed eventi raccogliendo più di 4000 firme.

Il forte impegno che abbiamo riposto in questa importantissima campagna ovviamente non è concluso.

Il prossimo anno verrà indetto il referendum e il cammino di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza su questo tema vitale e fondamentale per la vita sociale e democratica della nostra nazione deve essere obbligatoriamente seguito e coltivato.

Perché si scrive Acqua, ma si legge Democrazia!!!

Questo è il bilancio del primo anno di lavoro in consiglio comunale a cui si aggiungono anche molte interrogazioni, interpellanze e richieste di accesso ai documenti senza i quali risulta impossibile esercitare un controllo verso un’amministrazione che dal dopo guerra rappresenta sempre lo stesso partito.

Tanti altri documenti sono in attesa di essere discussi depositati ormai più di 5 mesi fa e dormienti in una lunga lista di lavori consigliari espressione di un blocco e di una lentezza della macchina politica sempre più incapace di prendere decisioni importanti demandate a aziende private che si occupano solo ed esclusivamente del proprio profitto soprassedendo al bene del cittadino.
A livello di stato centrale ci si lamenta del governo Berlusconi, ma anche a livello locale pur cambiando il nome e il partito politico i metodi appaiono essere i medesimi:

Il consiglio comunale massima espressione dei cittadini nella politica cittadina è stato quasi totalmente svuotato delle sue funzioni e ridotto a puro organo rettificatore di deliberazioni e scelte faste solo ed esclusivamente dalla Giunta e dalla maggioranza.

I servizi al cittadino vengono esternalizzati a societa che mirano solo alla profitto.

Il comune ha perso totalmente il controllo dei propri servizi, e lascia fare a amministratori privati senza scrupoli che mirano ai propri interessi anziché quelli dei cittadini che sono proprietari dei beni, ciò che dovrebbe essere prerogativa fondamentale dell’amministrazione comunale  (verde pubblico, reti idriche, sistema dei rifiuti, impianti sportivi, impianti del gas).

La sfiducia della popolazione verso la politica è sempre più forte.

Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure!!!

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Controllo Voluto, Controllo Violato, Controllo Sperato

Nell’ultimo Consiglio Comunale di lunedì 26 aprile, durante la votazione del Bilancio, è emersa la perenne questione del Controllo. Ossia del mancato Controllo da parte dell’Amministrazione Comunale nei confronti di tutte quelle aziende partecipate o appaltanti che ricevono soldi dal Comune e dai Cittadini, ma che sul corretto uso e gestione degli stessi poco o addirittura niente si sa.

Infatti, come è stato ribadito dal Consigliere Cesarini (La Rosa) durante il Consiglio, e come è stato più volte esternato sia dalla Lista Civica Pesaro a 5 Stelle (che da inizio mandato si è sempre interessata di questo aspetto), sia dal PDL principalmente con la figura del Consigliere Eusebi, il Comune è stato messo nella condizione di decidere e intervenire su ben poche questioni, affidando a terzi la quasi totalità dei propri servizi e cosa ancor più grave omettendo e privandosi di qualsiasi strumento di interveto decisionale e di Controllo sull’operato di questi, di fatto annuendo e approvando qualsiasi richiesta provenisse da queste aziende.

La Lista Civica Pesaro a 5 Stelle, ha depositato (ormai due mesi fa), una Delibera di iniziativa Consigliare, allo scopo di ovviare a questo problema e di conferire ai Consiglieri Comunali e alla Commissione preposta proprio al controllo delle aziende partecipate, gli strumenti necessari per applicare quel Controllo così tanto richiesto e declamato.

A quanto pare però l’interesse per cui ciò avvenga non sembra poi così tanto impellente come dichiarato, visto e considerato che, di fatto, la Delibera si trova insabbiata e immobile all’interno della Commissione di Controllo e alla Commissione Partecipate.

Forse i Presidenti di queste Commissioni, non ritengono sia sufficientemente importante il poter avere a disposizione degli esperti per la lettura dei documenti tecnici e dei bilanci provenienti da queste aziende, o di disporre dei Consiglieri di Amministrazione nominati dal Comune per qualsiasi chiarimento, o di poter intervenire sui piani di investimento, sui piani tariffari, sui regolamenti e patti parasociali.

Quello che ci chiediamo, è come sia possibile che da mesi, consiglio dopo consiglio, non si fa altro che sentire che il Controllo delle aziende partecipate è fondamentale, che ci si trova di fronte ad un buco nero, a un qualcosa di inesplorabile, e poi quando si da la possibilità a tutti di poter condividere e approvare un documento che ha le capacità di poter, se non di risolvere, ma quantomeno facilitare i Consiglieri in questo compito, questo viene letteralmente abbandonato e lasciato riposare in pace in qualche cassetto.

Intanto, il Comune e la Giunta stanno andando avanti imperterriti per la loro strada, approvano e facendo approvare ai Consiglieri il bilancio comunale, il bilancio di ASPES, delibere e mozioni per le tariffe e il sistema di raccolta dei rifiuti, e di certo un minimo di Controllo su questi dati e su queste iniziative sarebbe stato utile, anzi fondamentale. Senza considerare il fatto che, anche a fronte di richieste formali di accesso alla documentazione sensibile, un Consigliere di opposizione deve aspettare sempre e obbligatoriamente (se va bene) la scadenza prevista per legge di 30 giorni (ossia al limite di una possibile denuncia per Rifiuto e Omissione di atti d’Ufficio) prima di poterli ottenere.

Ma forse queste due Commissioni hanno altro di più importante a cui pensare, o forse per ragioni di orgoglio, non paternità di una iniziativa o interessi di altro genere, un piccolo Movimento come il nostro viene snobbato, quando invece il nostro interesse esime totalmente dall’opportunità politica e si riversa totalmente nel dare la possibilità a ciascun Consigliere di qualunque colore politico esso sia, di svolgere nel migliore dei modi il suo impegno preso con la cittadinanza e in questo caso di poter dare importanza e rilevanza alla sovranità del Consiglio Comunale.

Nell’attesa di poter riporre le nostre perplessità sull’accaduto e accettando che il ritardo accumulatosi alla discussione e approvazione del documento da parte delle commissioni competenti si sia verificato in buona fede, confidiamo che nel più breve tempo possibile, si possa portare a compimento questo progetto e che presto la Delibera venga sottoposta alla votazioni del Consiglio Comunale.

Intanto in perfetto stile andreottiano non possiamo far altro che dire “a pensar male si fa peccato…ma spesso ci si azzecca”.

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Legittimo Sospetto

La delibera di giunta n.11 del 12/01/2010 è ormai chiaro che è stata
approntata in totale mancanza della documentazione prevista dalla legge.

Sono stati disattesi tutti i principali obblighi normativi che vedono
nella figura del comune quell’ente proposto al controllo, alla regolazione
e alla tutela dei cittadini.

Il sospetto (ovviamente non provato) di negligenza e imperizia (o se
vogliamo, imprudenza) della giunta, sono il sintomo di uno svuotamento dei compiti fondamentali dell’amministrazione, che privatizzando la quasi
totalità dei servizi al cittadino prima, e omettendo un controllo
preventivo e precauzionale poi, di fatto a legittimano e si è prostrata a
qualsiasi richiesta e ad ogni sorta di scelta organizzativa e gestionale
dettata dal privato.

E’ bene ricordare, rubando le parole dall’intervento all’ultimo Consiglio
Comunale del Consigliere Cesarini, che quello che tempo addietro era di
totale competenza pubblica, ora a seguito di numerose riforme si è
trasferito nelle mani di appalti privati, e a gestioni regolamentate dal
diritto privato e societario e non più pubblico.

Si è passati, negli anni, da un Comune che aveva l’onere e il compito di
gestire e amministrare, strade, parchi, cimiteri, scuole, gestione del
servizio idrico, dei rifiuti, della fornitura del gas, del trasporto
pubblico; ad un Comune che di questi servizi gestisce ormai ben poco.

Basti pensare a quante aziende e appalti sono stati autorizzati (AMI spa,
Marche Multiservizi spa, Pesaro Parcheggi spa, Pescheria spa, ASPES spa, Global Service) per rendersi conto che i compiti del Comune si sono di fatto trasferiti da un sistema gestionale ad un sistema di controllo, che
però, ora più che mai, risulta essere mancato.

In verità nel 2007 attraverso la delibera del Consiglio Comunale n. 56 del 18/6/2007 , erano stati previsti una serie di strumenti affinchè si
attuasse quella supervisione necessaria a garantire al cittadino e alla
amministrazione la corretta gestione dei servizi pubblici e quindi dei
soldi dei cittadini che di fatto permettono e mantengono la funzionalità
degli stessi.

Ormai è chiaro che questo dispositivo, non ha mai trovato applicazione e
allo stato attuale, ci troviamo in balia delle scelte organizzative fatte
da terzi e nella totale assenza di informazione (se non con faticose e
macchinose richieste) dei Consiglieri Comunali al riguardo.

Dalla lettura che si può fare dei recenti avvenimenti e dichiarazioni,
includendo la duplice bocciatura della nostra mozione con carattere
d’urgenza, che a prescindere dalla richiesta di sospensione della
delibera, aveva insita lo scopo di portare la discussione all’interno del
consiglio comunale, si può facilmente dedurre che non è nei progetti
della giunta e della maggioranza far si che ciò avvenga. O per lo meno che
ciò si verifichi prima che questa diventi attuativa.

Questo comportamento, a nostro parere gravissimo e al limite della
tollerabilità, è sintomo di una gestione poco trasparente che distrugge
tutti i principali fondamenti della democrazia e che permette
l’insinuazione di quel sospetto di gestione torbida della macchina
pubblica che dovrebbe essere prerogativa dell’amministrazione redimere,
attraverso un’apertura e un’illustrazione chiara e limpida sull’accaduto.

Noi della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle ci aspettiamo e ci auguriamo che ciò possa avvenire il prima possibile e chiediamo a tutta l’opposizione di
pretendere, con le vie e i metodi che ritengono più opportuni il rispetto
della legalità e dei principi di trasparenza.

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Mozione d’Urgenza che fai, Risposta di Giunta che trovi!

Per la prima volta dall’inizio dell’attuale mandato elettorale comunale tutta l’opposizione, dopo essersi vista bocciare per l’ennesima volta le sue richieste all’interno del consiglio comunale, ha deciso in segno di protesta e sdegno nei confronti del reiterato comportamento mantenuto dalla maggioranza, di abbandonare la seduta consigliare.

Questo è un avvenimento che non dovrebbe passare inosservato, e che dovrebbe far riflettere l’intera maggioranza, la giunta e la presidenza consigliare, che esiste una reale necessità, più volte dichiarata, di dare adeguati spazi e il giusto ascolto a quella parte del consiglio comunale rappresentato dall’opposizione.

E’ giusto ricordare che i gruppi consigliari PDL, Lega Nord, La rosa e Pesaro a 5 Stelle, rappresentano all’interno del consiglio comunale oltre il 40% di quell’elettorato, che merita e richiede di essere rappresentato.

L’ostruzionismo ad oltranza messo in campo dalla maggioranza ogni qual volta si cerchi di portare in consiglio, argomenti fondamentali e strategici per la città, non fa altro che dimostrare una chiara volontà politica che tenta e vuole oscurare argomenti scomodi. Questo comportamento di certo non permette di rendere trasparente una amministrazione che certamente è più che legittimata a governare la nostra città, ma che in questo compito deve sempre e comunque garantire la giusta informazione e la correttezza del suo operato di fronte ai propri cittadini.

Portare alla discussione e far emergere argomenti quali l’aumento della tariffa dei rifiuti, la modifica del piano di raccolta dei rifiuti, l’aumento di tariffa delle rate scolastiche e la variazione di orario di entrata e uscita di questi istituti è indispensabile. E richiederne la loro modifica o revisione è più che lecito, ed è compito dei consiglieri far sì che ciò avvenga o che perlomeno se ne dia una giustificazione mediante un’adeguata argomentazione ed esplicitazione dei dati e delle motivazioni che hanno portato la giunta a fare questo tipo di scelte.

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Lettera al Presidente del Consiglio Comunale

Gent.mo Presidente Barbanti,

senza tanti giri di parole le chiediamo di non ammettere d’urgenza la mozione per intitolare una via a Bettino Craxi nella nostra città se, come sembra, dovesse essere presentata. Di problemi più gravi Pesaro ne è piena; noi della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle non vediamo per quale motivo questo dibattito debba impegnare i Consiglieri Comunali il prima possibile, distogliendo l’attenzione da altri argomenti.

Tre mozioni sono in attesa da Settembre, una da Ottobre, ben sei da Novembre oltre alle quattro di Dicembre e alle altre presentate nell’ultimo mese. Tra questi documenti, ci sono dei temi di importanza strategica per la città: Gestione dei Rifiuti, Acqua pubblica, Viabilità, Trasparenza Amministrativa, sono argomenti che necessiterebbero ognuno di un Consiglio monotematico. Non faccia sprecare tempo prezioso alla più importante Assemblea cittadina su una discussione sterile, per decidere se sia opportuno nominare una strada, o qualsiasi altra struttura cittadina, all’ex leader del PSI. Questa discussione può benissimo essere messa in lista d’attesa, senza alcuna priorità.

Presidente Barbanti, immaginiamo che in questi giorni delle pressioni mediatiche e politiche pesino sullo svolgimento del suo ruolo. Alla sua destra si trova dei Consiglieri che non vogliono mancare il treno nazionale dell’agiografia imposta dall’alto, dalla parte opposta moderni nostalgici che ripulendo il nome di Craxi pensano di sanare una piaga che ancora brucia. Ma non si faccia ingabbiare da tranelli bipartisan o da ricatti di maggioranza. Si dimostri sopra le parti e tuteli lo scopo del suo mandato e degli altri membri del Consiglio: il bene pubblico.

L’onore di avere una strada cittadina dedicata è dovuto alle figure che hanno la forza di conciliare i cittadini, non a quelli che li dividono. Persino in casa Craxi non c’è unità intorno alla personalità del patriarca.

Non c’è motivo alcuno, secondo noi, per caratterizzare come urgente la mozione sull’intitolazione di una via a Craxi. Presidente Barbanti, non si lasci influenzare dalle dinamiche politiche di revisionismo, i cittadini hanno bisogno di altro, non di doversi schierare pro o contro questa questione. Ed il suo compito è proprio questo: mediare l’egoismo politico con le necessità reali dei pesaresi.

Confidiamo in lei, non ci deluda.

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Nostalgici in Consiglio Comunale

Ai più sembra essere sfuggito, nessun giornale, nessun Consigliere (Presidente compreso) e nessun membro della Giunta sembra essersi accordo del siparietto tragicomico tra i Consiglieri Biagiotti e Roscini.

In questo video si sente il primo affermare la sua ideologia politica, mentre il secondo, per fare il simpatico, fa per due volte il saluto romano.

Infatti il ventisettenne Roberto Biagioti, consigliere comunale in lista PDL, ex Consigliere presso la III Circoscrizione del Comune di Pesaro in lista AN, giurista, assistente di cattedra in Diritto Amministrativo presso il corso di laurea in Tecnico del Territorio, nonchè professore presso l’ i.p.s.i.a Benelli di Pesaro e presso il polo scolastico di Cagli, ieri (11/01/2010), durante un suo intervento in consiglio comunale, si è abbandonato in dichiarazioni che da parte di un pubblico ufficiale, rappresentante del popolo italiano, non possono essere prese alla leggera.

Ognuno è ovviamente libero di pensare e fare quello che vuole, fuori dal Palazzo, ma quando un pubblico ufficiale svolge il suo compito di rappresentanza popolare, di certe esternazioni si potrebbe (e si dovrebbe) fare a meno.

Come lo stesso Biagiotti afferma, la sua idea politica, proveniente dal VENTENNIO, si è modificata rispetto all’originale, ed è proiettata verso il futuro, integrando la base ideologica degli anni trenta, con l’onestà e il rispetto (appunto).

Se la scena si fosse sfolta nel Bar Centrale di Predappio potremmo capire l’indifferenza verso quelle parole e quei gesti. Quello che non si capisce e come si possa dire e fare certe cose durante un discorso in Consiglio Comunale. E aggiungiamo cho per essere proiettati nel futuro non basta visitare Auschwitz o onorare il 27 Gennaio. Ci vuole di più.

Barbanti si preoccupa di come vanno vestiti i Consiglieri, vuole eleganza e pacatezza. Allora come si può tollerare una caduta di stile così pacchiana e volgare?

Concludiamo, invitando i Consiglieri Biagiotti e Roscini, a evitare che certe dichiarazioni e certi gesti, non si ripetano più all’interno di un consesso popolare e pubblico quale il consiglio comunale. E ricordiamo che un uomo politico è meno libero degli altri perchè continuamente sottoposto al giudizio del popolo, soprattutto se ripresi da una telecamera i proiettati in diretta streaming sul web.

Convinti, che una simile leggerezza (?), non si vada più a ripetere in futuro, non possiamo far altro che porgergli  i nostri più sentiti SALUTI.

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Nov-2009: Interrogazione Video Red

Scarica l’interrogazione

Preg.mo Sig. Sindaco
di Pesaro

Oggetto: Chiarimenti sulla scelta, uso e modalità di dismissione del sistema di rilevamento elettronico delle infrazioni denominato “VideoRed”


Lo scrivente Mirko Ballerini, consigliere della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

Visto:

· I recenti pronunciamenti del Giudice di Pace di Pesaro sui ricorsi alle contravvenzioni rilevate tramite lo strumento VistaRed (o VideoRed) della ditta Traffic Tecnology di Marostica;

· La sentenza della corte di cassazione n. 7388 del 26/03/2009;

Considerato che:


· La ditta fornitrice del servizio era già nota per precedenti vicende analoghe a quelle verificatesi a Pesaro;

· Il Sindaco e la Giunta (passata e presente) hanno sempre sostenuto la piena regolarità e confermato fiducia sia sullo strumento sia sul fornitore, persino a fronte delle abnormi sanzioni che ne sono scaturite, sia per l’elevatissimo numero di infrazioni rilevate, sia per le esorbitanti spese accessorie (oltre alla decurtazione di sei punti dalla patente di guida e 143 euro di sanzione, se ne aggiungevano 42 di accertamento e 15 di notifica), risultate poi illegittime;

· La dichiarata volontà di ricercare una maggiore sicurezza nella circolazione è del tutto pretestuosa e smentita dalle statistiche sui sinistri occorsi nell’incrocio tra Viale della Vittoria e Viale della Repubblica, dove sono stati installati i due dispositivi per il rilevamento elettronico delle infrazioni, che non propone il crocevia in termini di attenzione né tantomeno di pericolosità;

Chiede:


· Come sia stata effettuata la scelta del dispositivo in oggetto; quali fossero le soluzioni alternative proposte; quali i fornitori esaminati e soprattutto perché, tramite Delibera Comunale n.81 del 19 aprile 2007, si affidò l’incarico dell’installazione delle videocamere alla ditta Traffic Tecnology senza effettuare una gara di appalto, come richiesto per legge;

· Perché nella prima stesura del contratto con Traffic Tecnology si prevedesse una proporzionalità tra compenso dovuto al fornitore e numero di verbali elevati ammontante inizialmente ad euro 35,00 + IVA per ogni multa elevata; successivamente modificato (perché in contrasto con le norme vigenti in materia), come dichiarato dall’allora Assessore alla mobilità, servizi di vigilanza urbana, controllo contratti di servizio, Michele Gambini nella seduta del Consiglio Comunale del 17 novembre 2008;

· Si indichi chi era incaricato di verificare la conformità alla legge ed il corretto funzionamento delle apparecchiature installate e se si sia provveduto alle periodiche revisioni delle tarature mediante appositi centri accreditati conformemente alla legge 273/91;

· Quale fu, se ci fu, il parere dell’ufficio legale dell’amministrazione sull’intera vicenda, sia sulla decisione dell’installazione dell’apparecchiatura che sui successivi sviluppi;

· Perché non sono state poste in disarmo le due postazioni VideoRed attualmente attive;

· Come si intende fare fronte alla mole, presumibilmente considerevole, di denaro da restituire ai circa 1500 automobilisti ingiustamente sanzionati;

· Se la giunta intenda ricorrere contro la decisione del Giudice di Pace;

· In caso decidesse di ricorrere, su quali elementi e su quali basi si poggerebbe la linea di difesa dell’amministrazione.

Sicuro di una collaborazione volta alla miglior tutela del territorio e della collettività, in ragione del mandato ricevuto per amministrare questo Comune, la pregherei di dare, a questa interrogazione, risposta scritta [ex art. 43, comma 3 D.Lgs. 267/00 ed art. 51 comma 3, Regolamento del Consiglio Comunale].

Rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

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