Bocciato il Lodo Alfano. Quasi non ci speravo dopo il clima che si era creato. L’avvocatura dello stato che ammoniva sulle possibili ripercussioni politiche di un pronunciamento che sancisse l’incostituzionalità del Lodo Infame Alfano. L’avv./On. Ghedini che ci spiegava che la “legge deve essere uguale per tutti ma l’applicazione non lo è necessariamente” (scusi può ripetere?), tutti i comunicati dove si avvisava che il Popolo delle Libertà di Silvio si sarebbe mobilitato in massa in caso si volessero riaprire i processi messi a tacere con tanto impegno.

Insomma, quasi ci avevo messo una pietra sopra e invece sono qui ad aprire una bottiglia di lambrusco in un brindisi alla Repubblica. C’è voluto del tempo, tante discussioni, processi aperti e richiusi in fretta, qualche prescrizione qua e là, qualche legge di supporto dove occorreva ma alla fine il castello di carte è caduto.

Non so quali saranno le conseguenze e non mi importa fare un pronostico sulle sentenze; quello che importa è che oggi è stata ristabilita una situazione che doveva essere la normalità ma che in Italia sembrava diventata una chimera: la legge è uguale per tutti.

LL
lorenzo.lugli@grillipesaresi.it

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