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Lettera aperta al Presidente della Provincia Matteo Ricci, e all’Assessore Provinciale all’Ambiente Tarcisio Porto

SI ALLA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA-A-PORTA A PESARO E PROVINCIA. ISCRIVITI SUBITO!


Signori, Presidente della provincia Matteo Ricci e Assessore provinciale all’Ambiente Tarcisio Porto,

lo scontro politico e istituzionale che è scaturito tra il vostro ente e l’amministrazione comunale del comune di Pesaro, riguardo le scelte intraprese sul sistema di raccolta dei rifiuti nella nostra città, denota un sempre più attuale e concreto problema, non solo di comunicazione, ma anche di scelte e opinioni a proposito della gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti sul nostro territorio.

Inutile ravvisarvi del fatto che l’azienda deputata a tale compito e servizio, Marche Multiservizi, vede, nella sua costituzione, la partecipazione di una grande azienda quotata in borsa, Hera Spa. E che tale azienda oltre a gestire i servizi ambientali nella maggior parte della nostra provincia, gestisce tali servizi anche in buona parte della Regione Emilia Romagna.

La nostra preoccupazione sulla situazione attuale, che ci preme condividere con voi, si basa sul fatto che, in tutte le provincie romagnole servite da tale azienda (Bologna, Modena, Ferrara, Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna), la comune raccolta e smaltimento dei rifiuti, è stata affiancata a ben 7 impianti di termovalorizzazione (comunemente chiamati inceneritori).

Più volte l’azienda Marche Multiservizi e anche gli amministratori del nostro comune, hanno dichiarato che nel nostro territorio non verrà mai edificato un tale presidio. Ma permetteteci di dissentire o per lo meno preoccuparci del fatto che, certe dichiarazioni, possano essere in futuro disattese, considerando il fatto che abbiamo più di un esempio di come viene gestita la questione rifiuti, dalla medesima azienda che gestisce pure i nostri.

Fatta questa premessa e appellandoci al vostro, più volte manifestato, spiccato senso ambientale e civico, e considerando l’attuale situazione gestionale dello smaltimento dei rifiuti nella maggior parte della provincia, vi chiediamo se fosse possibile, portare l’argomento all’ordine del giorno del consiglio provinciale e se fosse necessario di mettere in campo una mediazione a livello regionale, per dichiarare il nostro territorio DETERMOVALORIZZATO.

Certi di farvi una richiesta legittima, e nella speranza che presto questo argomento possa essere discusso all’interno del consesso provinciale,

Vi porgiamo Distinti Saluti

Associazione Pesaro a 5 Stelle

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Perchè non si può sapere?

ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK SI ALLA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA-A-PORTA A PESARO E PROVINCIA

Leggendo, sulla stampa e sui comunicati che l’AD di Marche Multiservizi Mauro Tiviroli rivolge al nostro territorio e al sistema di raccolta di rifiuti, noi della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle, non possiamo fare altro che porgerci e porgergli per l’ennesima volta le medesime domande e richieste.

Si sente parlare di dati, di aumenti di tariffa, di sperimentazioni e di scelte da parte dell’azienda e della giunta, ma tutti questi dati dove sono? Perché non sono reperibili e consultabili?

Perché un Consigliere legittimamente eletto dal popolo non ha la possibilità di visionare questi documenti e valutare se le scelte dell’amministrazione sono adeguate e giuste per la propria città e per i cittadini?

Non è sufficiente, a nostro parere, affermare che tutti i comuni della nostra provincia hanno adottato il sistema di raccolta dei rifiuti di prossimità e che la tassa sui rifiuti aumenterà del 7% (quest’anno), senza giustificarne le motivazioni.

Se una sperimentazione durata un anno in due grossi quartieri di Pesaro ha evidenziato che la raccolta di prossimità e più efficiente e più economica di quella porta a porta, da qualche parte saranno i dati di questo studio. Si possono avere questi dati si o no?

Sappiamo benissimo che l’azienda rappresentata dal Sig. Tiviroli (Hera spa) considera il sistema di raccolta porta a porta in controtendenza rispetto all’industrializzazione e quindi dal loro punto di vista, meno efficiente e meno economico, ma ciò non vuol dire che debba ad ogni costo corrispondere a verità.

Avremo il diritto di disquisire e richiedere delle giustificazioni tecniche applicate al nostro territorio, per comprendere il perché di certe scelte? Oppure dobbiamo accettare qualsiasi cosa venga dichiarata dall’azienda come se fosse oro colato?

Ci piacerebbe a questo proposito sentire almeno una volta la voce dei Consiglieri di Amministrazione di Marche Multiservizi,  Sig. Fabrizio Tartaglia e della Sig.ra Giovanna Cecconi per sapere cosa ne pensano e se almeno loro, in facoltà di rappresentanza del nostro comune all’interno dell’azienda, possono giustificare le scelte aziendali attraverso dati tangibili e comprensibili. Signori consiglieri, almeno voi che rappresentate la città di Pesaro all’interno del consiglio di amministrazione di Marche Multiservizi, fate sentire almeno una volta la vostra voce.

Inutile dire che noi della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle non ci arrenderemo mai, e continueremo a battere i pugni sul tavolo, fino a quando questa faccenda non verrà chiarita.

E’ già stata depositata da parte nostra una Mozione per chiedere alla giunta di sospendere qualsiasi decisione in tema di raccolta di rifiuti, finchè una commissione tecnica o la stessa X commissione che controlla le aziende partecipate con il Comune, non abbia valutato e consultato i dati ufficiali e le motivazioni di questa scelta. Con la stessa chiediamo inoltre di non arrestare il progetto del porta a porta, ma di continuarne la sua graduale espansione, come previsto.

Presto depositeremo altri documenti sempre sul tema dei rifiuti, per far si che la giunta si prenda l’impegno di mettere in campo una vera e propria campagna di informazione e educazione per una riduzione degli sprechi e della quantità dei rifiuti prodotti.

La gestione dei rifiuti è un argomento che ci è stato sempre a cuore ed è un punto principale del nostro programma, e non smetteremo mai di batterci, affinchè Pesaro diventi una città all’avanguardia e un modello da seguire in tema di ecologia e riciclaggio.

Quello che ci dispiace e che alle altre parti politiche di opposizione, sembra non interessino certi argomenti. Non si esprimono, se non saltuariamente, e non valutano l’argomento un problema per la nostra città. Forse la gestione dei rifiuti e dei servizi al cittadino sono meno importanti dell’urbanistica e della mobilità, come è avvenuto per il secondo casello autostradale che ha visto i differenti partiti politici in perenne scontro per più di 5 mesi?

AC

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HERA comanda, e il Comune risponde

Pubblichiamo una lettera postata sul Gruppo Facebook SI ALLA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA-A-PORTA A PESARO E PROVINCIA.

Il sistema di raccolta differenziata detto ” porta a porta ” non deve rappresentare una modalità integrativa al sistema tradizionale della gestione dei rifiuti, ma un passaggio seppur graduale ad un sistema consolidato su tutto il territorio comunale, ad un sistema alternativo radicalmente diverso che investe sulla fiducia dei cittadini , sulla loro intelligenza, sul loro senso di responsabilità, e su di un alto livello di partecipazione. Il consenso popolare è necessario, come necessario è la partecipazione attiva dei cittadini , ma perchè ciò avvenga è necessario che l’ Amministrazione e l’ Azienda investano molto in termini di risorse umane, finanziarie, e di tempo per spiegare il porta a porta e le modalità organizzative del sistema. La mancanza di una adeguata campagna informativa ha fatto percepire la trasformazione radicale del sistema di raccolta dei rifiuti come un qualcosa calato dall’ alto, imposto da ragioni politiche, e attraverso la forza di un ordinanza attuato . Nel porta a porta il consenso è essenziale, entra in ogni casa e chiede a tutti di cambiare qualcosa nel proprio atteggiamento nei confronti dei rifiuti domestici, chiede di modificare comportamenti individuali e familiari consolidati da anni, e necessita di una piccola rivoluzione culturale, in cambio libera finalmente spazi pubblici, libera strade e piazze dal degrado dei cassonetti spesso sommersi dai rifiuti abbandonati, restituisce un po di decoro urbano, e rende una città più civile, ma soprattutto pone fine alla deresponsabilizzazione insita nel sistema usa e getta, e costruisce un senso civico che ci responsabilizza e ci rende più civili. La raccolta differenziata dei materiali domiciliari non è un costo ma un investimento, perché è l’ unico sistema in grado di ripagare i suoi costi senza farli ricadere genericamente sulla collettività, quindi è il sistema più efficace per ridurre la quantità dei rifiuti destinata a smaltimento. La caratteristica del sistema di raccolta differenziata porta a porta spinta è la tariffa a commisurazione puntuale, integrando la raccolta domiciliare con un numero congruo di centri di raccolta differenziata per tutti i tipi di frazioni di rifiuti. La tariffa deve essere proporzionale all’ effettiva produzione dei rifiuti secondo il principio di chi inquina paga, e valorizza i comportamenti virtuosi .

Perché la raccolta differenziata con il metodo porta a porta non funziona ed ha costi elevati solo dove gestisce Hera ?

Hera è una società pubblica perché è pubblico il pacchetto di maggioranza delle azioni del capitale sociale della stessa. Quello che è stato omesso , è che quando si assegnano i servizi pubblici della collettività ad una SPA, c’è poco da dire pubblico o privato, parliamo di società che devono rispondere al mercato e agli indici di borsa il cui scopo è fare utili e dividere dividendi. Non può essere quindi scopo di una SPA quotata in borsa abbassare le tariffe ai cittadini facendo quindi meno utili e facendo migliori manutenzioni alle reti, complicandosi la vita promovendo pratiche che vanno nella direzione del BENE COMUNE come quella della sostenibilità ambientale, di un ciclo chiuso nella gestione dei rifiuti , in sostanza investire risorse in una maggiore efficienza nell’ uso delle risorse del bene comune invece che nella vendita delle stesse. La nostra ex Municipalizzata è ormai sfuggita al controllo del suo creatore, in uno scenario dove il Sindaco è ostaggio dell’ utile distribuito, e la macchina che gestisce i servizi è ormai completamente fuori controllo.

Anonimo

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L’Acqua che Sporca

Il Governo centrale i giorni scorsi ha emanato un Decreto Legge che privatizzerà buona parte dell’acqua che ogni giorno esce dal nostro lavandino. Non voglio soffermarmi sulle implicazioni etiche e sociali di tale decisione. Si vuole solo segnalare che Pesaro, da questo punto di vista, è già avanti.

E’ dall’inizio del 2007, infatti, che la fornitrice del servizio idrico (Marche Multiservizi, la stessa che si occupa della raccolta dei rifiuti e della distribuzione del gas) è già in larga parte in mano ad una società privata. La Hera S.p.A. è un’azienda quotata in borsa, formata da molti comuni dell’Emilia-Romagna, ma comunque sia sempre legata alle logiche del mercato delle speculazioni azionarie.

Qualche giorno fa su Il Fatto Quotidiano è uscito un articolo che denunciava la presenza di Hera in un azienda legata al Sottosegretario Cosentino e in odore di essere in combutta con ambienti camorristici. Questo discorso è stato ripreso dal Consigliere della Lista Civica Bologna a 5 Stelle Giovanni Favia e portata all’attenzione della Giunta e del Consiglio Comunale di Bologna. Il Capoluogo Emiliano, oltre ad essere il maggior fruitore dei servizi della multi utility, è anche il socio di maggioranza.

Con la nuova legge Ronchi, Hera S.p.A. dovrà cambiare il proprio assetto azionario destinando oltre il 60% all’azionariato privato. Speriamo che almeno a quelli che verranno sarà richiesto il certificato antimafia. Altrimenti anche la nostra acqua potrebbe uscire dal rubinetto un pò più sporca.

Il video della Lista Civica Bologna a 5 Stelle

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Pesaro è avanti… o no!!!

Semaforo verde per la privatizzazione dell’acqua
Emilio Molinari (Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua)


Un brutto colpo a freddo il decreto legge approvato ieri da Consiglio dei Ministri sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Un passaggio che chiude una epoca, preso ancora una volta senza informare i cittadini e coinvolgere i Comuni.
Sono liquidati quei pochissimi margini concessi alle amministrazioni locali dalla legge del parlamento varata non più tardi dell’Agosto 2008, di mantenere la gestione in house nei servizi fondamentali come l’acqua.
La 133 art. 23 bis appunto, è stata superata e pure già rappresentava un duro colpo per la gestione pubblica, introduceva l’obbligo alla gara e l’ingresso dei privati, ma con ancora alcune possibilità di scelta da parte dei comuni, i quali, dopo essere passati sotto i controlli delle diverse autority, potevano optare per una gestione del servizio in house, fuori cioè dal mercato finanziario.
Si chiude così il lungo e duro scontro politico ed istituzionale sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali; uno scontro che va avanti dal 2002 e ha contrapposto da una parte molti enti locali e alcuni partiti e d’altra i due poli politici di centro destra e di centro sinistra uniti.
E’ l’addio alle gestioni “in house”, e cade così l’ultimo bastione di “resistenza”eretto dai comuni e dalle province. Di questo si è trattato, ora è il via alla mercificazione totale dell’acqua potabile nel nostro paese.
Ma vediamo prima cosa sono le gestioni in house.
In sostanza sono SPA interamente nelle mani dei comuni consorziati, sulla quale i comuni stessi esercitano il “controllo analogo” a quello dei propri uffici, è riconosciuta dalla normativa Europea tanto è che la Francia e il Comune di Parigi la stanno perseguendo in un ottica di vera ripubblicizzazione. La Spagna e la Germania la stanno applicando in alcune grandi città ed è tuttora adottata dal Belgio, dall’Olanda, dal Lussemburgo, nonché da 64 ATO italiani, 61 dei quali hanno passato il vaglio dell’autority, compresi quelli di Milano Città e Provincia.
Sono state una mediazione onorevole e temporanea per il movimento dell’acqua che con 400000 firme e una legge di iniziativa popolare chiedeva la piena ripubblicizzazione del servizio idrico.
Una mediazione ottenuta principalmente dalla resistenza o riottosità (così è stata definita da partiti e confindustria) dei comuni a perdere autonomia e ruolo decisionale sui servizi e beni comuni come l’acqua potabile, che si è sostanziata in numerose iniziative, la più forte delle quali è stato il referendum promosso da 144 comuni lombardi trasversalmente rappresentati.
E’ stata una riottosità che più volte messa sotto accusa, che i partiti hanno chiesto di stroncare, ma che ha spesso trovato il sostegno oltre che nella Sinistra radicale anche nelle posizioni prese dalla Lega: nel 2003 con l’articolo 14 nella finanziaria che introduceva le in house, nel 2006 con il referendum lombardo poi nel 2008 con l’emendamento alla legge 133, art . 23bis, con il quale appunto introduceva quelle salvaguardie del pubblico, oggi rimosse dal decreto, alle quale si sono aggrappati per tanto, numerosi comuni e 64 ATO.
Ecco, il decreto legge dell’altra sera fa saltare queste salvaguardie entro il 2011 e fa un passo in più, chiede che anche nell’affidamento tramite gara a società miste la quota di partecipazione del pubblico non può superare il 40% e nelle quotate esistenti deve scendere al di sotto del 30% entro il 2012.

E’ un decreto palesemente incostituzionale che gli enti locali dovrebbero impugnare.
Con il decreto cade la foglia di fico, l’imbroglio, con la quale molti amministratori hanno cercato di rintuzzarci nel passato, e cioè che con il 51% il loro controllo sarebbe stato garantito. Adesso cosa faranno? Domanda retorica…. Prosegui la lettura »

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Nov-2009: Interpellanza Porta a Porta e Termovalorizzatore

Scarica l’interpellanza

Preg.mo Sig. Sindaco
di Pesaro
Municipio
PESARO

Oggetto : Chiarimenti a riguardo della raccolta dei rifiuti porta a porta; e dell’eventuale futura costruzione di un Inceneritore con recupero energetico (chiamato erroneamente “Termovalorizzatore o Termoutilizzatore”) nel nostro Comune o nella nostra Provincia


Lo scrivente Mirko Ballerini, consigliere della Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

CONSIDERATO:

- Che l’amministratore delegato di Marche Multiservizi Sig. Tiviroli, ha più volte riferito a mezzo stampa l’intenzione di voler costruire un Inceneritore con recupero energetico nella provincia
- Che l’impatto ambientale di un Inceneritore con recupero di energia, di
qualsiasi generazione esso sia, è stato più volte verificato da parte di numerose indagini epidemiologiche, scientificamente provate, come pericoloso per la salute dei cittadini, determinando un innalzamento della
casistica per Tumore nelle aree in cui vengono impiantati:
[Relationship between dynamic change of copper and diodi generation in various fly ash; Dioxin formation from waste incineration; Occurrence and profiles of chlorinated and brominated polycyclic aromatic hydrocarbons in waste incinerators; Formation of dioxins from combustion of polyvinylidene chloride in a well-controlled incinerator; Formation of PCDDs, PCDFs, and coplanar PCBs from polyvinyl chloride during combustion in an incinerator; Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy); Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population based case-control study (Italy)]
Tutti facilmente consultabili su PubMed
- La recente legge regionale che apporta modifiche al piano regionale per la gestione dei rifiuti (legge regionale 28 ottobre 1999, n. 28), la quale giustifica la costruzione di Inceneritori con recupero di energia, solo se affiancati a un alto livello di raccolta differenziata nel territorio
- Il sistema di raccolta differenziata porta a porta, come evidenziato dai rapporti del Consorzio Priula (Veneto) e Smea (Comune di Macerata), permette, se si raggiungono percentuali adeguate (almeno il 60%), di abbattere i costi di gestione per la raccolta e lo smaltimento, oltre a consentire un aumento di assunzioni in tale settore, poiché il rifiuto differenziato assume con questa strategia, un valore commerciabile di gran lunga più elevato di quello raggiungibile mediante la raccolta differenziata di prossimità
- Il comune di Pesaro risulta essere proprietario di una parte rilevante delle quote azionarie di Marche Multiservizi

INTERROGA:
il Sindaco e la Giunta Comunale:

per conoscere:
- se sono favorevoli o meno alla costruzione di un progetto killer nei confronti dei cittadini come la costruzione di un Inceneritore con recupero energetico (chiamato erroneamente “Termovalorizzatore o Termoutilizzatore”) nel nostro Comune o nella nostra Provincia, e se sono a conoscenza delle intenzioni a livello provinciale e regionale al riguardo

- di conseguenza, se sono a conoscenza di un eventuale progetto messo in campo dall’Azienda Marche Multiservizi Spa,

- se pensano che intensificare il “porta a porta spinto” sia l’unica alternativa per EVITARE la realizzazione di tale progetto, o se sono in considerazione altre tipologie di smaltimento dei rifiuti, parimenti efficaci;

- se hanno intenzione di estendere la raccolta differenziata (porta a porta “spinto”) obbligatoria nell’industria, artigianato, negozi/supermarket, asili/scuole, bar/circoli, ospedali, stazioni balneari, enti, ecc…, o se persiste l’intenzione di sostituire il suddette sistema con la raccolta di prossimità, come da voi più volte dichiarato

- Quali percentuali di raccolta differenziata sono stati ottenuti negli ultimi 5 anni, e di conseguenza quali sono le percentuali suddivise per singolo quartiere.

- Quali percentuali di raccolta differenziata sono stati ottenuti in quei quartieri, dove è stata attivata la raccolta porta a porta (Centro Storico, Vismara ecc.), negli ultimi 2 anni

- A chi vengono vendute le quote differenziate dei rifiuti (Carta, Vetro, Plastica, Metalli), e quanto viene ricavato dalla loro vendita

- Quanti sono attualmente gli addetti destinati alla raccolta porta a porta, e a quanto ammonta attualmente la spesa per questo servizio, e di conseguenza a quanto ammontava il costo della sua gestione prima che questa venisse appaltata alla ditta “Sangalli Giancarlo Srl” di Monza

Sicuro di una collaborazione volta alla miglior tutela del territorio e della collettività, in ragione del mandato ricevuto per amministrare questo Comune, la pregherei di dare, a questa interrogazione, risposta scritta [ex art. 43, comma 3 D.Lgs. 267/00 ed art. 51 comma 3, Regolamento del Consiglio Comunale]

Rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento, mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

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Inceneritore? No Grazie!

..e non lasciano l´erba
L’Associazione Pesaro a 5 Stelle tramite il Presidente Andrea Cecconi, risponde alle dichiarazioni del Sindaco di Pesaro comparse oggi (16 settembre 2009) in un articolo del Resto del Carlino.

Vi inviamo la nostra posizione/rettifica al riguardo dell’intervista da al Sindaco Luca Ceriscioli dal titolo “L’inceneritore non esiste proprio” pubblicata sul Resto del Carlino  in data 16/09/2009 nella Cronaca di Pesaro, in particolare per quanto concerne la dichiarazione del sindaco al riguardo di una possibile costruzione di un termovalorizzatore come dichiarato precedentemente dall’ex Assessore Michele Gambini.

Prima di tutto chiamiamo le cose col loro nome. Si chiama “Inceneritore con recupero di energia” e la definizione ampiamente usata “termovalorizzatore”, rappresenta solo e unicamente il metodo utilizzato dalla politica nazionale per far passare come lecito l’utilizzo da parte delle aziende fornitrici di energia elettrica, dei soldi ricavati dalla tassa denominata “CIP6”, da noi tutti pagata mediante le bollette elettriche.
La tassa CIP 6 è stata istituita per lo sviluppo di centrali che utilizzassero fonti rinnovabili come l’eolico, il fotovoltaico, il geotermico, ma la legge ormai permette di equiparare la combustione di rifiuti al soffio del vento.

Noi termovalorizziamo, mica bruciamo tonnellate di immondizia e liberiamo nell’aria quintali di polveri sottili di gran lunga più pericolose delle famigerate PM10!!!

Le dichiarazioni del Sindaco che afferma, anzi assicura, che l’inceneritore “non è nei nostri programmi“, forse meriterebbe un minimo di approfondimento. Innanzitutto nella Regione Marche non è possibile edificare questo genere di strutture in quanto non esiste ancora una delibera che ne permetta l’eventuale messa in opera, e quindi anche se fosse nei programmi della nostra Giunta, questi ANCORA non potrebbero trovare compimento.
Ma la cosa più importante di cui sicuramente il nostro Sindaco è ampiamente a conoscenza è che Il Sig. Tiviroli, dipendente Hera Spa, in qualità di Amministratore Delegato della società Marche Multiservizi, ha più volte dichiarato che la costruzione di un Termovalorizzatore è proprio nei piani della società.

Ricordiamo al Sindaco Ceriscioli che è Hera ad avere il pacchetto di controllo dell’intera società Marche Multiservizi, e che non è il Comune, pur detenendo una quota azionaria rilevante, a dettare le scelte. Ci sembra anche impossibile che il Sindaco sia all’oscuro dei progetti futuri di un’azienda che nella nostra città fornisce praticamente quasi la totalità dei beni e dei servizi.

Azienda che prima era dei cittadini e che ora, purtroppo, come sta accadendo ormai in tutta la nazione è stata venduta e quotata in BORSA e messa nelle mani di società che alla fine dell’anno si preoccupano di distribuire dividendi e non certo assicurare la qualità dei servizi.

Andrea Cecconi
Presidente
AssociazionePesaro a 5 Stelle
andrea.cecconi@grillipesaresi.it

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Ammalarsi di tumore a 12 anni

Questo è un termovalorizzatoreParliamo degli inceneritori di Coriano (di Hera Spa) in cui sono state riscontrate diverse anomalie: tipologia dei rifiuti bruciati, quantità sopra la norma e la costruzione stessa degli impianti. A seguito dell’analisi tecnico-strutturale dei due impianti, risultano indagati dal pm Dott. Filippo Santangelo, i legali rappresentanti di Hera per abuso d’ufficio, falso ideologico, lesioni personali colpose e getto di cose pericolose.

Tutto nasce a seguito di una denuncia nel 2006 di una coppia di Coriano, genitori di un bimbo che oggi ha 12 anni. Un bimbo malato di tumore alla prostata, secondo i medici, un caso rarissimo per quell’età. Per l’accusa la patologia sarebbe stata originata dai fumi dei due comignoli.

La perizia ordinata dal giudice conferma che i due camini «sono stati adeguati alle norme vigenti solo dopo il 2005-2006». Per il periodo precedente risulta difficile stabilire con esattezza cosa sia successo. La relazione dei tecnici recita: «Certo l’aria di Coriano non risulta deteriorata… Però prima del 2005, soprattutto nel 2004, diversi indicatori a disposizione — che non sono scientificamente ineccepibili, e questo non fa altro che alimentare i dubbi sulla funzionalità dei macchinari oggetto di valutazione — ci rivelano anomalie varie alla funzionalità degli apparati…». Si dovrà aspettare il prossimo 19 settembre per avere ulteriori sviluppi della situazione. Ci chiediamo se anche la malattia possa aspettare i tempi dilatati della giustizia e rimanere congelata per qualche mese.

Non cadiamo nell’errore di credere che questo possa essere un caso limite o isolato, di quelli che “succedono agli altri”. Questi camini della morte deturpano e avvelenano gli acquedotti, le campagne e soprattutto l’aria che respiriamo. Diossina pura. Invenzioni pericolose che aumentano i casi di cancro, leucemia, malformazioni nei neonati, alimentano le mafie e arricchiscono le multinazionali con la complicità silenziosa degli organi di stampa.

Silenzio! Se non ne parli, il problema non esiste.

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Primo teorema di Fanta-Spazzatura

Impianto di Compostaggio di Cà Lucio

Impianto di Compostaggio di Cà Lucio

Questi giorni mi è capitato di leggere su qualche blog che in Italia dopo l’annuncio di una buona notizia, bisogna tremare! Già, perché nel nostro paese molte volte dietro una buona notizia se ne nasconde una molto peggiore. Nel video che ho riportato sopra, la buona novella, annunciata niente di meno che dal Sindaco Costruscioli, sembra essere quella dell’acquisizione di Marche Multi(dis)Servizi del Compostatore di Urbania. Pochi giorni fa, infatti, la Multi Utilities pesarese e la Comunità Montana dell’Alta e Media valle del Metauro hanno siglato un accordo con cui viene affittata e data in gestione a Marche Multi(dis)Servizi la discarica di CàLucio.

Nel comunicato stampa della S.p.a. a capitale misto, viene esaltato il successo per essersi accaparrata l’unico compostatore della Provincia e per aver fatto un ulteriore passo verso la salvaguardia dell’ambiente che ci circonda. A prima vista la notizia non sembrerebbe brutta. Tante tonnellate di rifiuti organici che non saranno più costretti a viaggi chilometrici per raggiungere gli impianti di compostaggio, in Romagna ed oltre, che Hera S.p.a. fin qui aveva messo a disposizione (previo equo pagamento).

Anche nel comunicato stampa della Comunità Montana l’ente rivendica il suo successo, confessando le proprie difficoltà, promettendo delle non quantificate nuove entrate (la discarica infatti è in affitto) e rassicurando i cittadini sulla lunga vita dell’impianto. Proprio questo dato, e il commento di un sostenitore ad un passato articolo sui rifiuti, mi hanno fatto riflettere. Sia sulla stampa locale (articolo de Il Resto del Carlino) che nel già citato comunicato stampa, viene più volte ribadito che la discarica di Cà Lucio ha una promettente aspettativa di vita che supererà i 20 anni, continuando ad accogliere 30.000 tonnellate di rifiuti ogni anno. Lasciando perdere il discorso che senza un’accurata raccolta differenziata la mole di immondizia che si verrà a creare non può che aumentare negli anni, mi sono immaginato uno scenario da Fanta-Sapazzatura che ho elaborato in questo teorema.

compostPartendo dal ragionamento che se si raddoppiasse la quantità annua di rifiuti smaltiti a Cà Lucio la durata dell’impianto si dimezzerebbe. Allora ho ipotizzato che se al posto di 30.000 tonnellate ogni anno venissero conferite in discarica 120.000 (quattro volte tanto) la vita della discarica scenderebbe vertiginosamente a poco più di 5 anni. Potrei continuare all’infinito, lo so. L’esempio che ho fatto, però, non è astratto e privo di valore. 120.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati sono quelli che si ottengono sommando la mole di rifiuti gestiti annualmente dalle due maggiori discariche provinciali (e sotto il controllo di Marche Multi(dis)Servizi), quella appunto di Cà Lucio e quella di Cà Asprete (vicino Tavullia) che da sola raccoglie 90.000 tonnellate di immondizia. L’equazione è molto semplice e non c’è bisogno di un professore di matematica per convalidarne il valore. I conti tornano. Soprattutto se si considera che la discarica “pesarese” (Cà Asprete) è quasi al limite della sua capienza! Pochi mesi e poi non potrà contenere più nemmeno un pannolino.

Il primo teorema di Fanta-Spazzatura si può sintetizzare in questo modo: maggiore è il numero delle discariche controllate da Marche Multi(dis)Servizi e minore è il tempo della loro durata. Sembra un paradosso ma è proprio così! Un piano strategico di acquisizione delle discariche nella provincia c’è (e si vede). Quello che manca è un progetto condiviso tra tutti i comuni di adottare delle politiche serie di differenziazione dei rifiuti urbani e di riduzione della produzione degli stessi. Di questo passo saremmo sommersi dalla mondezza prima del 2015 e senza via d’uscita.

Se si considera poi che per coincidenza la futura e ipotetica Fanta-Emergenza rifiuti capiterà proprio poco dopo le prossime Amministrative, si potrebbe anche pensare che la questione è stata studiata a tavolino. Tornando, però, alla realtà, non dovremmo preoccuparci più di tanto. Parola di Luca Costruscioli. Pesaro sta facendo un lavoro immane da questo punto di vista e chi pensa il contrario è solo un bieco antagonista che rema contro a prescindere.

Non ci dovremmo nemmeno preoccupare dello stato di salute della discarica “urbinate” (Cà Lucio). Anche se in passato ha avuto qualche problemino con la giustizia (Articolo de Il Corriere Adriatico) ora gode di una salute di ferro! Gli sversamenti nelle falde acquifere del percolato e il successivo inquinamento dei corsi d’acqua limitrofi sono solo un ricordo. La richiesta di danni da parte dello Stato è andata finire nel modo più classico (sentenza di Prescrizione) e un unico colpevole sarà difficile da trovare.

Come sarà difficile da trovare un colpevole per il Cancro alla Prostata che ha colpito un ragazzino di 12 anni a Coriano. Nel 2006 gli venne diagnosticato questo male, incredibile per un bambino. Incredibile se non fosse che nella cittadina romagnola è in funzione dal 1976 un Termovalorizzatore di proprietà di Hera S.p.A. Pochi giorni fa si è conclusa la fase istruttoria del processo intentato dai genitori del ragazzo tre anni fa. Per il prossimo settembre è prevista la sentenza del processo. Intanto un bambino di 12 è costretto a sopravvivere con un male che non ha nessun motivo valido di avere. Questo è l’articolo che mi ha fatto conoscere questa storia, mentre questo è il rapporto dell’ARPA-Emilia Romagna sull’inceneritore di Coriano. Pensare che qualcuno di quei rifiuti “termovalorizzati” possa provenire anche da casa mia, mi fa rabbrividire.

Eppure chi dovrebbe vergognarsi pensa solo ad acquisire discariche da riempiere.

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Acqua, un bene in comune

Acqua: un elemento indispensabile che noi poniamo, insieme ad altri punti che riguardano il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita, al centro del nostro impegno. Questo bene essenziale per la sopravvivenza del pianeta ora sgorga soprattutto dalle mani di società quotate in borsa. Una situazione che non può che essere definita raccapricciante: a quando la tassa per l’aria che si respira?

A Pesaro la realtà è questa, con Hera S.p.a. azionista di maggioranza relativa con oltre il 40% delle quote di Marche Multiservizi. Bollette di acqua e gas destinate a crescere progressivamente, gli investimenti sul territorio saranno influenzati dagli esiti di borsa e dalle speculazioni finanziarie piuttosto che dalle esigenze manutentive e di sviluppo.

Dobbiamo assolutamente riportare l’acqua ad essere pubblica, educare i cittadini ad un consumo consapevole e valorizzare le risorse idriche comunali. Alcuni punti del nostro impegno:

  • Far adeguare Marche Multiservizi al protocollo del Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua che pone come soglia minima giornaliera per ogni cittadino un fabbisogno di 40 litri che non devono e non possono essergli addebitati perchè necessari per la vita.
  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurre gli sprechi dovuti alle perdite, una monitorizzazione dell’inquinamento dei corsi d’acqua con denuncia alle autorità competenti dei trasgressori
  • Promozione del consumo di acqua potabile comunale invece di acqua minerale in bottiglia.

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