La gestione del verde pubblico costituisce uno dei punti di contatto più qualificati fra l’ Amministrazione Comunale e il cittadino, il quale a fronte dei tributi che paga richiede sempre più una elevata qualità ambientale ed estetica del luogo in cui vive e chiede di partecipare a far parte di quel processo decisionale che implica il vedere riconosciuto ai cittadini il diritto di essere considerati come attori della cura e nel diritto a partecipare ai processi decisionali che riguardano gli spazi pubblici.
Il dissenso provocato nella cittadinanza da una lunga vicenda di incuria e di degrado e di disinteresse politico e amministrativo nei confronti del verde pubblico e dell’ambiente non è più accettabile.
La frammentazione del servizio del verde pubblico a tre gestori diversi (Aspes spa, Centro Operativo del Comune, e Marche Multiservizi ) ha aumentato notevolmente i costi e ha abbassato drasticamente la qualità del servizio erogato.
Nonostante l’ uso indiscriminato dei diserbanti utilizzati per cercare di limitare gli sfalci dell’erba e per contenere le erbe indesiderate, ha dato un risultato che è sotto gli occhi di tutti. L’ erba è alta dappertutto, e le erbe indesiderate non sono state eliminate, i diserbanti utilizzati hanno prodotto solo danni evidenti, e i vantaggi che il Comune si prefissava di ottenere sono tutti da dimostrare.
La mancanza di una programmazione e pianificazione della gestione del servizio del verde pubblico e la totale mancanza del controllo da parte del Comune, è la causa del degrado del verde pubblico in cui oggi ci si trova.
E’ sempre difficile difendere le ragioni dell’ambiente in un mondo in cui le ragioni del consenso Politico e la non conoscenza delle materie, riescono sempre a prevalere.
Ancora più difficile è difendere quelle motivazioni fondamentali che ci imporrebbero un elenco di priorità ben precise e che dovrebbero spingerci a identificare con chiarezza gli interventi più urgenti e le soluzioni più logiche.
La gestione e la manutenzione dei parchi, dei giardini, del verde pubblico, sono operazioni di fondamentale importanza, per poter trarre da essi il massimo godimento
Non è lungimirante investire molto sulla progettazione e sulla realizzazione di nuovi spazi verdi, di nuovi giardini, di nuovi parchi, se poi si lesina sulle risorse assegnate alla sua cura. Se si trascura quest’ultima voce nel giro di poco tempo la bellezza si appanna e scompare, mentre la sua fruizione resta vanificata. In un giardino invece, se non si taglia l’ erba il prato diventa gerbido, se non si innaffiano a tempo i fiori, i cespugli, e le piante seccano, se non si rinnovano le aiuole fiorite si coltivano erbacce , se non si curano le malattie , si allevano parassiti.
La manutenzione è importante perchè condizione indispensabile per godere di un giardino o di un parco.
Spesso si osserva come nella costruzione di un opera, o nella urbanizzazione di nuovi quartieri o insediamenti, si diano ampio spazio e risorse per i manufatti, gli impianti tecnologici, la viabilità e poi si tagli fortemente su tutto ciò che concerne il verde .
Da queste premesse e con l’indicazione della Politica a ridurre le spese di gestione, appare chiaro che la manutenzione non solo non è considerata importante, anzi è la cenerentola di turno.
Tale atteggiamento è indice di miopia e ignoranza: miopia perchè non si sa o no si vuole vedere un pò più in là del proprio naso, dell’immediato e credere che un giardino è per sempre; ignoranza perchè si ignorano le scienze del giardinaggio, dell’agricoltura, e dell’economia, dimenticando che le spese di manutenzione fanno parte di un saggio bilancio.
Ridurre le risorse per la manutenzione del verde pubblico è una tentazione che al Politico riesce facile, invaghito più dal successo temporaneo del fare che dalla quotidianità del mantenere.
La gestione del verde pubblico così com’è oggi non è più sostenibile.
Il Comune prenda atto che il progetto “Pesaro Città Giardino ” è fallito, e Aspes spa per i risultati ottenuti in questi due anni di gestione del verde pubblico è stata deludente, inefficace, e inconsistente, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Ma la politica con difficoltà ammette i suoi sbagli, e neanche difronte all’evidenza accetta di dover dare spiegazioni per errori e scelte sbagliate messe in campo.
Non sono servite le interrogazioni poste prima dai Consiglieri Cassiani e Balducci, poi dal Consigliere Ballerini, poi dal Consigliere Trebbi, poi dal Consigliere Biagiotti per chiedere delucidazioni sull’uso indiscriminato dei diserbanti nella nostra città.
Pur essendo nella condizione di doversi arrampicare sugli specchi e fare dichiarazioni singolari e contraddittorie (tra le quali possiamo ricordare quelle fatte dall’assessore Parasecoli che prima dice che i diserbanti non sono prodotti fitofarmaci, poi dice che è vero che sono prodotti fitofarmaci, poi dice che sono prodotti ritardanti, poi dice che sono agrofarmaci, poi dice che sono prodotti di libera vendita e quindi si possono usare), non sono mai riusciti neanche una volta ad ammettere l’errore, quando sarebbe stato più che sufficiente dichiarare che sia Aspes sia il Comune non avrebbero mai più utilizzato prodotti dannosi per la salute dell’uomo e dell’ecosistema nella nostra città.
Forse almeno questa volta, considerando i futuri tagli al bilancio e le difficoltà economiche che il Comune dovrà sostenere, sarebbe bene che il Sindaco tornasse sui propri passi e ammettesse che la gestione del verde da parte di Aspes, pur finanziata con gli adeguati fondi che sicuramente il prossimo anno non verranno riconfermati, si è rivelata al disotto di ogni aspettattiva e altro non rimane, come si è soliti fare con un’automobile che non va bene , di pensare a una grossa revisione aziendale, o meglio ancora ad una sua “rottamazione“, in sostituzione di un nuovo e più efficiente servizio che possa (ri)donare a Pesaro quel titolo di “Città Giardino” che da sempre la contraddistingue e che merita di essere coltivato e curato.
Lista Civica Pesaro a 5 Stelle







Dopo il “successo” alle scorse elezioni del Sindaco uscente e la sua riconferma, si sta sfiorando la rissa all’interno della maggioranza. Da sistemare ci sono parecchie persone che hanno portato il gradimento del Sindaco Costruscioli al 52,3% e neppure l’istituzione di un nuovo Assessore (la Giunta passerà da 9 a 10 componenti) è servita a calmare gli animi. Su più fronti il primo cittadino pesarese è chiamato alla difesa e al contrattacco ma il pomo della discordia sembra essenzialmente uno: il segretario cittadino dell’IDV Acacia Scarpetti. Nella sua duplice veste di capo partito e di Presidente del Parco San Bartolo, anche Scarpetti deve con un braccio fermare gli attacchi e con l’altro cercare di offendere. Nello stesso momento deve strappare qualche delega in più al suo Assessore designato ma deve anche mantenere ben salda la sua poltrona alla giuda del Parco naturalistico della città. Associazioni ambientaliste e partiti “amici” di coalizione vorrebbero defenestrarlo al più presto ma dalle dichiarazioni del Sindaco il suo posto sembrerebbe ben saldo sotto le sue natiche. Costruscioli, però, ammicca e lascia intravedere nuove prospettive pur di riportare pace nella sua famiglia allargata. Un atteggiamento che sembra indispettire più le parti che tranquillizzarle. Sui giornali viene combattuta questa disputa, con dichiarazioni, lettere congiunte e note ufficiali. Il vero problema, ovvero la buona conservazione del Parco San Bartolo, sembra però venire dimenticato. Nelle ultime settimana si è letto di iniziative per la pulizia delle spiagge sotto la falesia organizzate proprio da Scarpetti. Ottima iniziativa ma oscurata da un perfetto tempismo pre-elettorale. Pochi giorni dopo il voto, invece, la notizia che un presunto sentiero già esistente si sia trasformato in una strada a due corsie. Un collegamento veloce tra una mega villa di proprietà russa e una graziosa ed esclusiva spiaggia “privata” (soltanto perchè irranggiungibile per i comuni mortali). Le parole del presidente dell’ente Parco sull’episodio sono sembrate ai più una sorta di giustificazione al malfatto, che sminuivano l’accaduto invece di condannarlo. Gli abitanti del Parco, che hanno votato compatti alle ultime elezioni per la lista Uniti (una sorta di lista civica attiva e sovrana per anni a Fiorenzuola), e le associazioni ambientaliste non sono riuscite a trattenersi esternando il loro disappunto sull’attuale guida del Parco. Sostanzialmente il problema sembra essere esclusivamente politico, chi piazzare dove. Eppure il Parco San Bartolo è un bene comune, importante per il turismo e indispensabile per l’ecosistema cittadino. Una risorsa del genere dovrebbe essere gestita dall’Amministrazione Comunale con più rispetto e con più accortezza. Al posto di svenderla al miglio offerente, o peggio ancora sotto ricatto, il Sindaco dovrebbe ascoltare le ragioni dell’una e dell’altra parte ma non per trovare il posto fisso al figlio o al parente del determinato raccomandato! La verità non deve essere politica, se nella gestione del Parco ci sono state delle mancanze queste devono venire fuori. Costruscioli non deve pensare soltanto al futuro suo e della Giunta, ma al bene dei cittadini. Le due cose non sempre, infatti, vanno di pari passo.















