Articoli con tag Pesaro

Pesaro Città “Giardino”?

La gestione del verde pubblico costituisce uno dei punti di contatto più qualificati fra l’ Amministrazione Comunale e il cittadino, il quale a fronte dei tributi che paga richiede sempre più una elevata qualità ambientale ed estetica del luogo in cui vive e chiede di partecipare a far parte di quel processo decisionale che implica il vedere riconosciuto ai cittadini il diritto di essere considerati come attori della cura e nel diritto a partecipare ai processi decisionali che riguardano gli spazi pubblici.

Il dissenso provocato nella cittadinanza da una lunga vicenda di incuria e di degrado e di disinteresse politico e amministrativo nei confronti del verde pubblico e dell’ambiente non è più accettabile.

La frammentazione del servizio del verde pubblico a tre gestori diversi (Aspes spa, Centro Operativo del Comune, e Marche Multiservizi ) ha aumentato notevolmente i costi e ha abbassato drasticamente la qualità del servizio erogato.

Nonostante l’ uso indiscriminato dei diserbanti utilizzati per cercare di limitare gli sfalci dell’erba e per contenere le erbe indesiderate, ha dato un risultato che è sotto gli occhi di tutti. L’ erba è alta dappertutto, e le erbe indesiderate non sono state eliminate, i diserbanti utilizzati hanno prodotto solo danni evidenti, e i vantaggi che il Comune si prefissava di ottenere sono tutti da dimostrare.

La mancanza di una programmazione e pianificazione della gestione del servizio del verde pubblico e la totale mancanza del controllo da parte del Comune, è la causa del degrado del verde pubblico in cui oggi ci si trova.

E’ sempre difficile difendere le ragioni dell’ambiente in un mondo in cui le ragioni del consenso Politico e la non conoscenza delle materie, riescono sempre a prevalere.

Ancora più difficile è difendere quelle motivazioni fondamentali che ci imporrebbero un elenco di priorità ben precise e che dovrebbero spingerci a identificare con chiarezza gli interventi più urgenti e le soluzioni più logiche.

La gestione e la manutenzione dei parchi, dei giardini, del verde pubblico, sono operazioni di fondamentale importanza, per poter trarre da essi il massimo godimento

Non è lungimirante investire molto sulla progettazione e sulla realizzazione di nuovi spazi verdi, di nuovi giardini, di nuovi parchi, se poi si lesina sulle risorse assegnate alla sua cura. Se si trascura quest’ultima voce  nel giro di poco tempo la bellezza si appanna e scompare, mentre la sua fruizione resta vanificata. In un giardino invece, se non si taglia l’ erba il prato diventa gerbido, se non si innaffiano a tempo i fiori, i cespugli, e le piante seccano, se non si rinnovano le aiuole fiorite si coltivano erbacce , se non si curano le malattie , si allevano parassiti.

La manutenzione è importante perchè condizione indispensabile per godere di un giardino o di un parco.

Spesso si osserva come nella costruzione di un opera, o nella urbanizzazione di nuovi quartieri o insediamenti, si diano ampio spazio e risorse per i manufatti, gli impianti tecnologici, la viabilità e poi si tagli fortemente su tutto ciò che concerne il verde .

Da queste premesse e con l’indicazione della Politica a ridurre le spese di gestione, appare chiaro che la manutenzione non solo non è considerata importante, anzi è la cenerentola di turno.

Tale atteggiamento è indice di miopia e ignoranza: miopia perchè non si sa o no si vuole vedere un pò più in là del proprio naso, dell’immediato e credere che un giardino è per sempre; ignoranza perchè si ignorano le scienze del giardinaggio, dell’agricoltura, e dell’economia, dimenticando che le spese di manutenzione fanno parte di un saggio bilancio.

Ridurre le risorse per la manutenzione del verde pubblico è una tentazione che al Politico riesce facile, invaghito più dal successo temporaneo del fare  che dalla quotidianità del mantenere.

La gestione del verde pubblico così com’è oggi non è più sostenibile.

Il Comune prenda atto che il progetto “Pesaro Città Giardino ” è fallito, e Aspes spa per i risultati ottenuti in questi due anni di gestione del verde pubblico è stata deludente, inefficace, e inconsistente, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma la politica con difficoltà ammette i suoi sbagli, e neanche difronte all’evidenza accetta di dover dare spiegazioni per errori e scelte sbagliate messe in campo.

Non sono servite le interrogazioni poste prima dai Consiglieri Cassiani e Balducci, poi dal Consigliere Ballerini, poi dal Consigliere Trebbi, poi dal Consigliere Biagiotti per chiedere delucidazioni sull’uso indiscriminato dei diserbanti nella nostra città.

Pur essendo nella condizione di doversi arrampicare sugli specchi e fare dichiarazioni singolari e contraddittorie (tra le quali possiamo ricordare quelle fatte dall’assessore Parasecoli che prima dice che i diserbanti non sono prodotti fitofarmaci, poi dice che è vero che sono prodotti fitofarmaci, poi dice che sono prodotti ritardanti, poi dice che sono agrofarmaci, poi dice che sono prodotti di libera vendita e quindi si possono usare), non sono mai riusciti neanche una volta ad ammettere l’errore, quando sarebbe stato più che sufficiente dichiarare che sia Aspes sia il Comune non avrebbero mai più utilizzato prodotti dannosi per la salute dell’uomo e dell’ecosistema nella nostra città.

Forse almeno questa volta, considerando i futuri tagli al bilancio e le difficoltà economiche che il Comune dovrà sostenere, sarebbe bene che il Sindaco tornasse sui propri passi e ammettesse che la gestione del verde da parte di Aspes, pur finanziata con gli adeguati fondi che sicuramente il prossimo anno non verranno riconfermati, si è rivelata al disotto di ogni aspettattiva e altro non rimane, come si è soliti fare con un’automobile che non va bene , di pensare a una grossa revisione aziendale, o meglio ancora ad una sua “rottamazione“, in sostituzione di un nuovo e più efficiente servizio che possa (ri)donare a Pesaro quel titolo di “Città Giardino” che da sempre la contraddistingue e che merita di essere coltivato e curato.

Lista Civica Pesaro a 5 Stelle

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AAA: Eroi cercasi

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No all’intitolazione di una via a Craxi a Pesaro

Alcuni esponenti della politica di Pesaro sono stati contagiati dalla smania di revisionismo storico intorno alla figura di Craxi. Nel decennale della sua morte, si parla sempre più insistentemente di dedicargli vie o parchi pubblici per rendergli onore e per riabilitare un nome che, altrimenti, sarebbe destinato a rimanere nel fango. Pensandoci bene, però, non si trova un motivo buono, dico uno, per riabilitare il nome di chi si è arricchito alle spalle di noi italiani.

Un individuo che dopo aver accumulato soldi per lui, oltre che per il suo partito, appena è stato il momento di pagare il conto, è scappato a gambe levate verso un paese che non concedesse l’estradizione. Come si fa a definire Craxi “un perseguitato politico riparatosi in esilio per sfuggire all’accanimento giudiziario?” Fu proprio lui a denunciarlo; prima in Parlamento, poi nelle aule giudiziarie. Il suo scopo era quello di salvarsi, la sostanza è stata una confessione.
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Tre Ponti e una Strada

Il giorno 8 Ottobre 2009 gli Assessori Biancani e Briglia si sono mossi per cercare una soluzione che allevi i disagi per gli abitanti di Tre Ponti. Come promesso, B&B (che non sta per letto e colazione) si sono recati nuovamente nel centro abitato ma questa volta non per rendersi conto della situazione.

Che si debba intervenire, i due neo Assessori l’avevano già capito già una decina di giorni fa. La visita della scorsa mattina ha avuto come meta il cantiere dei lavori e in particolare i responsabili dello stesso. Da quello che hanno riferito agli abitanti della zona, B&B avrebbero incassato la buona volontà della ditta De.Mo.Ter. Sp.A. di Messina a trovare una soluzione al problema.

La proposta dei residenti (forse l’unica veramente praticabile) è quella di creare una strada di servizio alla fine del cantiere (verso Pesaro) che collegherebbe i camion direttamente alla strada provinciale senza dover più transitare nel centro abitato. Questa soluzione ha innumerevoli lati positivi non solo per i cittadini ma anche per l’impresa. Con questa soluzione i Tir si troverebbero direttamente sulla strada evitando circa un paio di Km di percorrenza ad ogni transito. Un risparmio ambientale per il minor inquinamento prodotto ed economico per il risparmio di carburante. Oltre, naturalmente, a evitare innumerevoli transiti tra le case di Tre Ponti.

La soluzione tecnica sembra essersi trovata, in fondo è più difficile costruire una galleria ferroviaria che una strada seppur tra i campi. La palla ora passa alla politica che dovrà mediare con i proprietari delle terre per ottenerle in affitto fino alla fine dei lavori. Uno soluzione che non dovrebbe essere osteggiata e che sarà comunque retribuita. Il problema ora è: da chi? Prosegui la lettura »

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Lavori sempre in corso

L’estate era alle porte quando la ditta Ubaldi iniziava a scavare; si sentirono parole nuove e altisonanti come struttura di sostegno a palancole. Dopo pochi giorni il cantiere si fermava “sospeso per non recare danno all’economia fino a settembre ” Ad ottobre ai residenti che lo hanno chiesto, è stata comunicata la modifica dei lavori da palancole a cemento armato ma dei lavori veri c’è rimasta solo la polvere, non bastava quella dei “camion della breccia”. La speranza è che questa vicenda di quartiere finisca in fretta.

Nel nostro paese controllori e controllati spesso coincidono come per esempio nella costruzione TAV dove sono state spese somme tre volte superiori al km rispetto alla Francia (chi vuole approfondire cerchi la trasmissione di Rai3 “Linea Diretta” dal titolo esplicativo La Stangata), sfruttando l’indifferenza o peggio la rassegnazione generale e la connivenza del potere politico. Chi sente la necessità di opere faraoniche senza badare a spese di denaro pubblico ?

Semplice, trasparente, funzionale, essenziale, in tempi ragionevoli, rispettosa dell’ambiente, economica, così il buonsenso, dopo averne verificato l’effettiva utilità, direbbe di un’opera qualsiasi. Buonsenso cercasi… lo venderanno un tanto al chilo sulle bancherelle del porto?

Simone Gaudenzi
simone.gaudenzi@grillipesaresi.it

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(Soprav)Vivere a Tre Ponti

Ogni giorno sulla stretta strada di Tre Ponti transitano oltre 110 TIR. Metà di questi tornano vuoti verso il cantiere della galleria “Cattolica”, l’altra metà trasporta qualcosa come 400 tonnellate quintali per mezzo. Considerando 11 ore lavorative, dalle 7 del mattino alle 19 con un ora di pausa tra le 13 e le 14, fanno 22.000 tonnellate quintali in transito tra il piccolo centro abitato ogni giorno.

Eppure l’opera in costruzione dovrebbe alleggerire il transito su gomma delle merci in arrivo e in partanza dal porto di Ancona. Il nuovo tunnel, infatti, serve per adeguare la linea Adriatica marchigiana agli standard europei ed eliminare il collo di bottiglia che sfavorisce l’intera regione. Prosegui la lettura »

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Dalla Terra Vieni e alla Terra Tornerai

Foto1E’ ormai evidente a tutti che sotto i nostri piedi si celano un’infinità di tracce storiche che aspettano solo che qualche ruspa li riporti alla luce. Se non fosse ancora vivido il ricordo della fine che fecero i poveri resti della Domuns Romana di piazzale Matteotti, si potrebbe pensare che le concessioni edilizi della Giunta Costruscioli vengano elargite proprio a questo scopo. Appena qualche ditta inzia a scavare, un pezzo dell’antica Pisaurum d’incanto appare. Che succeda in pieno centro storico, come in Via Mazza o in Via dei Canonici, è abbastanza scontato. Che i ritrovamenti avvengano in periferia, nella quartiere fieristico a due passi dall’autostrada, invece, lascia perplessi.

Forse la concezione che abbiamo dell’antica città non è proprio delle più precise? Abbiamo perso qualcosa per strada? Eppure qualche storico propone l’area di Campanara come un’antico guado del Folgia. Una zona ricca di vita e di insediamenti già prima che la città venisse Romanizzata.Ma in una città dove ogni cent’anni si distrugge tutto quello che è stato fatto in passato, è difficile mantenere una ferrea memoria storica.

Foto3La superficialità con cui alcune volte vengono prese le decisioni dalle alte sfere cittadine è dimostrata dai fatti. Una svista, un sottovalutare gli elementi tangibili. Che in quella zona si potessero trovare dei resti romani è lampante solo a passarci davanti con la macchina. Sull’Urbinate, appena dopo la rotatoria per Tre Ponti e mezzo chilometro prima dell’entrata della Fiera, sono trent’anni che un pezzetto di muro di un’antica casa romana sbuca dal terreno. Non ci volevano studi approfonditi per immaginare che pochi metri più in là di muro ce ne sarebbe stato dell’altro. Allora perchè è stata concesso proprio lì il permesso di costruire?

Ci sono voluti pochi giorni di scavi per far emergere le fondazioni di una casa e i resti di alcuni tumuli funerari. Così stop ai mezzi di Palazzetti, iniziati i sopralluoghi archeologici e lavori fermi a tempo indeterminato. Tanto per non accontentare nessuno…. Il costruttore, inteso come imprenditore edile, non può che subire danni, mentre in Comune, incalzato dagli appassionati che vorrebbero che i resti venissero mantenuti e valorizzati, attende che la soluzione vanga da sè. Un tira e molla dall’esito certo.

Per chi la memoria storica ancora ce l’ha, non è difficie immaginare come si risolverà la questione. L’Intendenza ai Beni Archeologici catalogherà tutti i ritrovamenti, alcuni saranno trasportati al Museo Oliveriano, altri in qualche magazzino per essere studiati da studenti di storia ed archeologia. Intanto le ruspe riprenderanno i lavori, se non si ritenga che i reperti siano di importante valenza storica. La domanda di risarcimento dell’impresa sarà pagata dal Ministero dopo alcuni anni, quando il centro direzzionale arricchito da un Hotel a 4 stelle sarà già pronto e pienamente funzionale.

Chissà poi se tra 100 anni qualche Sindaco deciderà abbatterlo per costruirci una strada extraurbana a 6 corsie. E chi può sapere come saranno trattate le macerie del prossimo complesso tra duemila anni? Forse allora, scavando per costruire una rampa per navicelle spaziali, si troveranno gli antichi resti di una costruzione misteriosa e l’Amministrazione pesarese sarà pronta per non sotterrare la testa sotto la sabbia insieme alla storia della città.

Sempre che ci sia ancora una memoria pesarese.

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Inceneritore? No Grazie!

..e non lasciano l´erba
L’Associazione Pesaro a 5 Stelle tramite il Presidente Andrea Cecconi, risponde alle dichiarazioni del Sindaco di Pesaro comparse oggi (16 settembre 2009) in un articolo del Resto del Carlino.

Vi inviamo la nostra posizione/rettifica al riguardo dell’intervista da al Sindaco Luca Ceriscioli dal titolo “L’inceneritore non esiste proprio” pubblicata sul Resto del Carlino  in data 16/09/2009 nella Cronaca di Pesaro, in particolare per quanto concerne la dichiarazione del sindaco al riguardo di una possibile costruzione di un termovalorizzatore come dichiarato precedentemente dall’ex Assessore Michele Gambini.

Prima di tutto chiamiamo le cose col loro nome. Si chiama “Inceneritore con recupero di energia” e la definizione ampiamente usata “termovalorizzatore”, rappresenta solo e unicamente il metodo utilizzato dalla politica nazionale per far passare come lecito l’utilizzo da parte delle aziende fornitrici di energia elettrica, dei soldi ricavati dalla tassa denominata “CIP6”, da noi tutti pagata mediante le bollette elettriche.
La tassa CIP 6 è stata istituita per lo sviluppo di centrali che utilizzassero fonti rinnovabili come l’eolico, il fotovoltaico, il geotermico, ma la legge ormai permette di equiparare la combustione di rifiuti al soffio del vento.

Noi termovalorizziamo, mica bruciamo tonnellate di immondizia e liberiamo nell’aria quintali di polveri sottili di gran lunga più pericolose delle famigerate PM10!!!

Le dichiarazioni del Sindaco che afferma, anzi assicura, che l’inceneritore “non è nei nostri programmi“, forse meriterebbe un minimo di approfondimento. Innanzitutto nella Regione Marche non è possibile edificare questo genere di strutture in quanto non esiste ancora una delibera che ne permetta l’eventuale messa in opera, e quindi anche se fosse nei programmi della nostra Giunta, questi ANCORA non potrebbero trovare compimento.
Ma la cosa più importante di cui sicuramente il nostro Sindaco è ampiamente a conoscenza è che Il Sig. Tiviroli, dipendente Hera Spa, in qualità di Amministratore Delegato della società Marche Multiservizi, ha più volte dichiarato che la costruzione di un Termovalorizzatore è proprio nei piani della società.

Ricordiamo al Sindaco Ceriscioli che è Hera ad avere il pacchetto di controllo dell’intera società Marche Multiservizi, e che non è il Comune, pur detenendo una quota azionaria rilevante, a dettare le scelte. Ci sembra anche impossibile che il Sindaco sia all’oscuro dei progetti futuri di un’azienda che nella nostra città fornisce praticamente quasi la totalità dei beni e dei servizi.

Azienda che prima era dei cittadini e che ora, purtroppo, come sta accadendo ormai in tutta la nazione è stata venduta e quotata in BORSA e messa nelle mani di società che alla fine dell’anno si preoccupano di distribuire dividendi e non certo assicurare la qualità dei servizi.

Andrea Cecconi
Presidente
AssociazionePesaro a 5 Stelle
andrea.cecconi@grillipesaresi.it

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Sulla Speculazione Edilizia del Campus

Chiare sono le nostri opinioni in materia di urbanistica. Più volte in passato come MeetUp e come Lista Civica Pesaro a 5 Stelle abbiamo cercato di far capire all’Amministrazione Pubblica che non si può continuare ad andare avanti su questa strada.
Un blocco delle costruzioni è indispensabile per non deturpare oltre modo la nostra città.
Il progetto urbanistico che si vorrebbe far passare riguardante il Campus, ci sembra che varchi il limite della decenza. Un area verde come quella di via Nanterre dovrebbe essere tutelata e maggiormente valorizzata. Altro che migliaia di metri cubi di cemento, utili solo ad attuare l’ennesima speculazione edilizia
Una cittadella universitaria a Pesaro non sembra una priorità per la città. Ad Urbino le iscrizioni sono in diminuzione e non certo per colpa della distaccata Pesaro Studi. Con una quantità inimmaginabile di appartamenti vuoti e con interi fabbricati abbandonati e in balia degli eventi, quella proposta dalla Giunta non sembra prorpio essere la scelta più azzeccata.
La nostra proposta è quella di incentivare la ristrutturazione degli immobili inutilizzati in giro per la città, con il Comune a far da mediatore tra venditori e imprenditori. Inoltre si potrebbero utilizzare i fabbricati già presenti e in fase di disfacimento di proprietà del Comune. L’ex manicomio, ad esempio, potrebbe prestarsi alla perfezione vista anche la vicinanza con il San Giovanni.
Per ciò che riguarda il prato del Campus, sarebbe una buona cosa trasformarlo in un piccolo boschetto che serva da polmone verde per la zona, negli ultimi anni sempre più trafficata.
Associazione Pesaro a 5 Stelle

Chiare sono le nostri opinioni in materia di urbanistica. Più volte in passato come MeetUp e come Lista Civica Pesaro a 5 Stelle abbiamo cercato di far capire all’Amministrazione Pubblica che non si può continuare ad andare avanti su questa strada.

Un blocco delle costruzioni è indispensabile per non deturpare oltre modo la nostra città.

Il progetto urbanistico che si vorrebbe far passare riguardante il Campus, ci sembra che varchi il limite della decenza. Un area verde come quella di via Nanterre dovrebbe essere tutelata e maggiormente valorizzata. Altro che migliaia di metri cubi di cemento, utili solo ad attuare l’ennesima speculazione edilizia.

Una cittadella universitaria a Pesaro non sembra una priorità per la città. Ad Urbino le iscrizioni sono in diminuzione e non certo per colpa della distaccata Pesaro Studi. Con una quantità inimmaginabile di appartamenti vuoti e con interi fabbricati abbandonati e in balia degli eventi, quella proposta dalla Giunta non sembra prorpio essere la scelta più azzeccata.

La nostra proposta è quella di incentivare la ristrutturazione degli immobili inutilizzati in giro per la città, con il Comune a far da mediatore tra venditori e imprenditori. Inoltre si potrebbero utilizzare i fabbricati già presenti e in fase di disfacimento di proprietà del Comune. L’ex manicomio, ad esempio, potrebbe prestarsi alla perfezione vista anche la vicinanza con il San Giovanni.

Per ciò che riguarda il prato del Campus, sarebbe una buona cosa trasformarlo in un piccolo boschetto che serva da polmone verde per la zona, negli ultimi anni sempre più trafficata.

Associazione Pesaro a 5 Stelle

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La Travagliata Storia (Moderna) di Palazzo Perticari

Palazzo PerticariLa città si priva di un suo pezzo pregiato. Due giorni prima della festa del Patrono di Pesaro,  l’antico Palazzo Perticari, a meno di colpi di scena oggi imprevedibili, passerà di proprietà. Dopo oltre 60 anni, lo storico edificio del centro non apparterrà più al Comune (e a tutti i cittadini).

La privatizzazione dell’edifico parte il 2 Ottobre 2008 quando Palazzo Perticari viene messa all’asta dall’amministrazione comunale. Il bando scade il 21 novembre ma nessuno presenta offerte che devono partire dal prezzo base di 2.791.000€. Nella descrizione dell’immobile si legge:

L’edificio – un palazzo patrizio del XVIII sec. costruito su una struttura preesistente – è verosimilmente frutto dell’intervento dell’architetto Tommaso Bicciaglia … Il pianterreno, oltre al portale d’ingresso a conci mostra un secondo portale marmoreo, un tempo accesso ad una barbieria che veniva segnalata da un fregio (“Salone Pierucci”), in stile Liberty del 1925. … Gli interni del palazzo, in linea con lo stile delle dimore patrizie settecentesche, mostrano soffitti a cassettoni con decori neoclassici, per lo più opera della bottega del Lazzarini. Nello studiolo del piano nobile si segnalano, lungo pareti e soffitto, tracce di affreschi attribuiti a Felice Giani, pittore ottocentesco, che denunciano una cultura figurativa moderna e innovativa. … Sempre sul Corso si trova l’ingresso principale, che sfocia nell’ampia corte interna risalente all’anno 1525. Esiste inoltre un piccolo cortiletto che funge da “pozzo luce”. … Le strutture verticali del fabbricato appaiono in stato dissestato data la vetustà, mentre le strutture orizzontali presentano evidenti segni di dissesto

Sicuramente nei secoli passati, un pezzo di storia pesarese è passato anche di qua. La famiglia Perticari rappresentò in città il cambio generazionale del primo ‘800. Quando una ricca borghesia commerciale prese il sopravvento sulla nobiltà aristocratica del passato. Si dice che Rossini fosse un grande frequentatore di casa Perticari nei suoi soggiorni a Pesaro e che le stanze fossero abbellite da affreschi.

In un articolo uscito nel 2007 sul giornale cittadino “Lo Specchio della Città”, viene ricordato l’interno e stigmatizzato lo stato esterno. Nel Terzo millennio, infatti, la città guarda con occhio diverso all’antico Palazzo Perticari. Ci vede un rudere, un fastidio per la vista e un potenziale pericolo per la salute.

177ceriscioliIl Comune non ha trovato negli anni i fondi per la manutenzione e non ne ha, a maggior ragione, per ristrutturarlo. La scelta obbligata è quella di sbarazzarsene. Per questo prepara una ghiotta offerta, destinando almeno il 50% dei 2,175 mq del complesso all’uso residenziale. Lo spazio restante dovrà essere distribuito per locali ad uso culturale (non più del 30%) e per negozi o uffici.

Nel bando si fa riferimento anche a dei contratti di affitto che il Comune ha stipulato con i negozianti che hanno da tempo la loro attività all’interno del Palazzo.

A fine ottobre si legge sui giornali dell’interessamento per l’immobile di Franco Signoretti, proprietario della Xanitalia. Le trattative tra l’imprenditore e il Sindaco sono fitte ma qualcosa va per traverso.

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Ambiente, un Parco giochi per Politici

SanBartoloDopo il “successo” alle scorse elezioni del Sindaco uscente e la sua riconferma, si sta sfiorando la rissa all’interno della maggioranza. Da sistemare ci sono parecchie persone che hanno portato il gradimento del Sindaco Costruscioli al 52,3% e neppure l’istituzione di un nuovo Assessore (la Giunta passerà da 9 a 10 componenti) è servita a calmare gli animi. Su più fronti il primo cittadino pesarese è chiamato alla difesa e al contrattacco ma il pomo della discordia sembra essenzialmente uno: il segretario cittadino dell’IDV Acacia Scarpetti. Nella sua duplice veste di capo partito e di Presidente del Parco San Bartolo, anche Scarpetti deve con un braccio fermare gli attacchi e con l’altro cercare di offendere. Nello stesso momento deve strappare qualche delega in più al suo Assessore designato ma deve anche mantenere ben salda la sua poltrona alla giuda del Parco naturalistico della città. Associazioni ambientaliste e partiti “amici” di coalizione vorrebbero defenestrarlo al più presto ma dalle dichiarazioni del Sindaco il suo posto sembrerebbe ben saldo sotto le sue natiche. Costruscioli, però, ammicca e lascia intravedere nuove prospettive pur di riportare pace nella sua famiglia allargata. Un atteggiamento che sembra indispettire più le parti che tranquillizzarle. Sui giornali viene combattuta questa disputa, con dichiarazioni, lettere congiunte e note ufficiali. Il vero problema, ovvero la buona conservazione del Parco San Bartolo, sembra però venire dimenticato. Nelle ultime settimana si è letto di iniziative per la pulizia delle spiagge sotto la falesia organizzate proprio da Scarpetti. Ottima iniziativa ma oscurata da un perfetto tempismo pre-elettorale. Pochi giorni dopo il voto, invece, la notizia che un presunto sentiero già esistente si sia trasformato in una strada a due corsie. Un collegamento veloce tra una mega villa di proprietà russa e una graziosa ed esclusiva spiaggia “privata” (soltanto perchè irranggiungibile per i comuni mortali). Le parole del presidente dell’ente Parco sull’episodio sono sembrate ai più una sorta di giustificazione al malfatto, che sminuivano l’accaduto invece di condannarlo. Gli abitanti del Parco, che hanno votato compatti alle ultime elezioni per la lista Uniti (una sorta di lista civica attiva e sovrana per anni a Fiorenzuola), e le associazioni ambientaliste non sono riuscite a trattenersi esternando il loro disappunto sull’attuale guida del Parco. Sostanzialmente il problema sembra essere esclusivamente politico, chi piazzare dove. Eppure il Parco San Bartolo è un bene comune, importante per il turismo e indispensabile per l’ecosistema cittadino. Una risorsa del genere dovrebbe essere gestita dall’Amministrazione Comunale con più rispetto e con più accortezza. Al posto di svenderla al miglio offerente, o peggio ancora sotto ricatto, il Sindaco dovrebbe ascoltare le ragioni dell’una e dell’altra parte ma non per trovare il posto fisso al figlio o al parente del determinato raccomandato! La verità non deve essere politica, se nella gestione del Parco ci sono state delle mancanze queste devono venire fuori. Costruscioli non deve pensare soltanto al futuro suo e della Giunta, ma al bene dei cittadini. Le due cose non sempre, infatti, vanno di pari passo.

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